Xavi Marcos si rimette in pista. E lo fa rientrando dalla porta principale della Formula 1, con un ruolo di peso, all’interno di un progetto ricco e ambizioso come quello Cadillac. Un ritorno nel paddock che stabilisce una nuova traiettoria nella parabola di un tecnico che ha chiuso in modo complicato la sua esperienza in Ferrari e che oggi ritrova centralità lontano da Maranello. Non una novità.
Cadillac ha costruito con largo anticipo il proprio ingresso nel Mondiale e la scelta di affidarsi a profili con esperienza diretta nel Circus è tutt’altro che casuale. Marcos rientra in questo disegno come direttore dell’ingegneria, una posizione apicale che lo colloca al centro della struttura tecnica del team americano. Una promozione sostanziale rispetto al ruolo che ricopriva in Ferrari dove operava da ingegnere di pista di Charles Leclerc, finché la sua figura era stata progressivamente marginalizzata.

Il percorso di Marcos in Formula 1 parte da lontano, dall’esperienza in HRT fino al passaggio in Williams, dove aveva lavorato come ingegnere delle prestazioni di Felipe Massa nel ritorno del brasiliano in griglia nel 2018. Il salto decisivo arriva però con l’approdo a Maranello, nel 2019, quando diventa l’ingegnere di pista di Charles Leclerc. Una posizione delicatissima, soprattutto nel team del Cavallino Rampante, dove il rapporto tra pilota e ingegnere è spesso anche una questione politica.
Marcos e Leclerc hanno lavorato insieme per diverse stagioni, attraversando fasi molto diverse del progetto Ferrari: dalla crescita del monegasco alla frustrazione di una squadra incapace di trasformare il potenziale in risultati costanti. Con il tempo, però, il legame professionale si è incrinato. Il rapporto non è mai apparso realmente idilliaco e, nel 2024, la rottura è diventata ufficiale. A maggio, la Ferrari annunciò il trasferimento di Marcos verso “altri importanti programmi aziendali”, una formula ormai classica per mascherare una scelta che aveva un altro significato: Leclerc aveva chiesto e ottenuto un cambio, con Fred Vasseur a fare da grande architetto della transizione.
Il passaggio del monegasco a Bryan Bozzi ha rappresentato più di una sostituzione tecnica. È stato un segnale interno fortissimo, la conferma che la Ferrari aveva deciso di blindare il proprio pilota di riferimento anche sul piano umano, concedendogli un interlocutore più allineato alle sue esigenze. In quel momento, per Marcos, l’avventura in Ferrari era di fatto finita.
L’uscita definitiva arriva nel gennaio 2025, quando lo spagnolo lascia Maranello per unirsi a Cadillac come direttore tecnico del programma LMDh nel WEC e nell’IMSA. Una parentesi che, col senno di poi, appare come un passaggio intermedio, non una retrocessione. Oggi Marcos torna nel Circus con una responsabilità ancora maggiore, mantenendo il legame con Cadillac e assumendo un ruolo di vertice nella futura squadra di Formula 1. Sotto di lui risponderanno figure di primo piano come Carlo Pasetti e John Howard, rispettivamente ingegneri di pista di Sergio Perez e Valtteri Bottas.
Il segnale è chiaro: Cadillac vede in Marcos non un tecnico “in uscita” dalla Ferrari, ma un valore aggiunto. Non a caso, lo spagnolo ha già iniziato a lavorare attivamente sul progetto F1 ed era presente ai recenti test di Imola, dove Sergio Perez ha girato con la Ferrari SF-23, ulteriore conferma di un coinvolgimento diretto e operativo.

Marcos: un altro uomo Ferrari in cerca di fortuna altrove
La sua storia si inserisce perfettamente in una tendenza ormai tracciata. Negli ultimi anni, la Ferrari ha visto uscire numerosi profili tecnici che, una volta lontani da Maranello, hanno trovato nuove opportunità e, in alcuni casi, ruoli ancora più rilevanti. È il paradosso della Rossa: un ambiente che amplifica pressioni, personalismi e dinamiche interne al punto da rendere spesso ingestibile anche il talento.
Xavi Marcos è l’ennesimo esempio di come lasciare la Ferrari non significhi necessariamente un passo indietro. Anzi, per molti, rappresenta l’occasione per liberarsi da un contesto asfissiante e ripartire con maggiore autonomia e riconoscimento. Cadillac gli offre esattamente questo: una tela quasi bianca, un progetto giovane e la possibilità di incidere. A Maranello, la sua esperienza resterà legata soprattutto al rapporto mai sbocciato con Charles Leclerc. Altrove, Marcos avrà l’occasione di riscrivere la propria carriera senza quel filtro.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP, Alessio Garofoli per Formulacritica
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