In questa settimana, è arrivato un annuncio importante da parte di Williams: a causa di alcuni ritardi legati allo sviluppo della nuova FW48, il team di Grove non prenderà parte ai test privati di Barcellona. Sebbene la Williams non abbia specificato le ragioni di questa decisione, alcuni media hanno parlato di crash test non superati. Ciò significherebbe che la monoposto prodotta dagli ingegneri non ha raggiunto i parametri richiesti dalla FIA.
Nonostante la squadra inglese non possa di certo contare su grandi disponibilità economiche, questo ritardo deve comunque far preoccupare i tifosi del team. Da quando James Vowles ha preso le redini della Williams, a fronte di difficoltà iniziali, è riuscito a poco a poco a costruire un organico di tutto rispetto, arrivando persino a conquistare un inaspettato quinto posto nella Classifica Costruttori dell’ultima stagione.
Tuttavia, il principale obiettivo di Vowles era quello di cominciare con il piede giusto il nuovo corso regolamentare, approfittando anche della bontà del motore Mercedes, che si vocifera essere al momento il migliore del paddock.
Partendo dal presupposto che non è possibile fare previsioni sulla stagione che affronterà la Williams, quali potrebbero essere le implicazioni dal punto di vista operativo e prestazionale?

I test sono utili per la raccolta dati
La pista di Barcellona, usata spesso per valutare aerodinamica, bilanciamento, trazione e comportamento meccanico in condizioni varie, è un ottimo banco di prova per una monoposto che ha bisogno di raccogliere informazioni utili, anche al fine di indirizzare lo sviluppo.
Inoltre, con l’introduzione del nuovo regolamento che andrà a cambiare definitivamente il concept delle nuove macchine, non girare in pista potrebbe aumentare l’incertezza di un team che, al contrario, ha bisogno di certezze per tracciare una via verso il futuro.

Bisogna però aggiungere che la compagine di Grove non rimarrà con le mani in mano. Nel comunicato rilasciato nei giorni scorsi, la Williams ha dichiarato che la squadra condurrà una serie di test, incluso un programma VTT per prepararsi al meglio in vista dei test del Bahrain.
Ciononostante, dopo un lungo inverno incentrato sulla raccolta dati al simulatore, la pista di Barcellona avrebbe permesso ad Alexander Albon e Carlos Sainz di conoscere la FW48, percepire le prime sensazioni e fornire feedback agli ingegneri.
Nonostante l’annuncio Williams, Alex Albon rimane positivo
Dopo il comunicato della squadra, solamente Albon si è espresso al riguardo, lanciando un messaggio positivo ai propri tifosi. Attraverso una storia Instagram, il thailandese ha scritto: “Non volevamo cominciare in questo modo l’anno, ma queste cose possono accadere quando stai spingendo al limite. Massima concentrazione!”.
È possibile che la Williams, a causa di un approccio aggressivo che può comportare rischi in fase di produzione e assemblaggio, sia stata costretta a ritardare l’esordio della FW48. Tutto ciò potrebbe comunque portare la macchina a un salto prestazionale. Chi sceglie delle strade più conservative, rischia di restare intrappolato nella mediocrità.

Al contrario, chi osa di più può trovarsi inizialmente in difficoltà, ma anche costruire le basi per un vantaggio strutturale nel medio periodo. Se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, il ritardo della Williams può essere interpretato non solo come un campanello d’allarme, ma anche come l’indizio di un progetto ambizioso.
D’altronde, Vowles, sin dal suo insediamento, ha sempre ribadito l’importanza della stagione 2026. Accontentarsi di un progetto conservativo non avrebbe garantito alla Williams di ritornare ai fasti di un tempo. Naturalmente si tratta di una scommessa. Con il budget cap e con l’assenza di test privati, sbagliare direzione può compromettere un’intera stagione.
Tuttavia, per un team che punta a uscire dal centro del gruppo, il rischio può essere preferibile alla certezza di restare indietro.
Crediti foto: Atlassian Williams Racing
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