Sabato scorso, sotto i soffitti monumentali della Venezia rinascimentale, la Scuola Grande della Misericordia si è trasformata per una notte nel salotto buono del motorsport mondiale. Presenti i campioni delle categorie GT riuniti per gli SRO Motorsports Group Awards 2025. In mezzo a fuoriclasse e costruttori celebrati per un’altra stagione d’élite, hanno brillato anche i protagonisti del WEC, presenti per chiudere un’annata di straordinaria intensità.
Un parterre da Mondiale Endurance
Tra le personalità più attese della serata spiccava Frédéric Lequien, CEO del FIA WEC, accolto come rappresentante di un campionato che nel 2025 ha vissuto forse la stagione più competitiva dell’era Hypercar. Non è un caso che il mondiale endurance fosse al centro delle conversazioni nel parterre. Molti dei piloti premiati sono nelle categorie GT, dal recente dominatore di Macao Antonio Fuoco ai talenti emergenti del panorama europeo, prossimi a un salto proprio verso il WEC.
La presenza congiunta di Lequien con figure come Pierre Fillon (Presidente ACO) e Masaaki Bandoh (Super GT) ha dato alla serata una dimensione quasi “globale”. Un vertice informale, elegante e illuminato dai riflessi delle candele veneziane, dove i futuri equilibri delle corse endurance sembravano discutersi tra un premio e un brindisi.
I volti che rivedremo nel Mondiale
A rubare la scena, tra i piloti che orbitano intorno al mondo WEC, è stato soprattutto Antonio Fuoco. L’italiano della Ferrari è reduce dal trionfo nella GT World Cup di Macao, ma la sua stagione 2025 lo ha visto spesso protagonista anche nelle discussioni sul futuro della Casa di Maranello nel WEC. La sua presenza a Venezia, con il sorriso di chi ha appena aggiunto un altro trofeo alla collezione, è sembrata la conferma che la Rossa intende continuare a puntare forte su di lui.
Occhi puntati anche su Mirko Bortolotti, trascinatore della Lamborghini nel suo storico successo alla 24 Ore di Spa. Bortolotti, già pedina di riferimento del programma LMDh, è uno dei nomi che nel WEC 2026 potrebbe giocare un ruolo di primissimo piano. A Venezia si è goduto la festa assieme ai compagni Jordan Pepper e Luca Engstler, ma le conversazioni che lo circondavano profumavano chiaramente di endurance mondiale.
Dai talenti emergenti a chi costruisce il futuro
Il mondo WEC guarda però anche al domani. E da questo punto di vista è impossibile non citare il giovane Gaspard Simon, 19 anni, primo vincitore della SRO GT Academy. Il francese è stato indicato già da molti osservatori come uno dei prospetti più intriganti per una futura carriera nelle corse di durata: tempi, visione e mentalità sono già da prototipo.
Tra i dirigenti, la presenza dei vertici ACO e WEC ai premi SRO ha sottolineato il ruolo crescente delle sinergie globali nell’endurance. La stagione 2025, non a caso, è stata anche quella in cui SRO ha ribadito il proprio impegno verso la sostenibilità, un tema sempre più cruciale anche per il Mondiale.
E ora lo sguardo torna al WEC
Sulla laguna, mentre l’eco dell’ultima premiazione sfumava tra i marmi storici della Misericordia, il pensiero correva inevitabile alla stagione 2026 del WEC, che prenderà forma nelle prossime settimane. Mentre i protagonisti GT festeggiavano, piloti, team principal e dirigenti endurance parlavano già di test, lineup e prospettive regolamentari.
La serata veneziana ha visto 200 gare SRO festeggiate, premi, abbracci e champagne. Inoltre, ha fatto da chiusura perfetta a un 2025 da ricordare. Per gli appassionati di endurance, è stato soprattutto un anticipo, elegante e scintillante, di ciò che vedremo presto a Sebring, Spa, Le Mans e Fuji. Perché, se per caso ve lo foste perso, il WEC era lì: presente, osservato, discusso. E pronto a tornare protagonista.
Crediti foto: Ferrari Media Centre





