Un atto vile, che va ben oltre il semplice danno materiale e colpisce direttamente la memoria di Jules Bianchi. Nelle scorse ore Philippe Bianchi, padre del pilota scomparso nel 2015 in seguito all’incidente di Suzuka, ha denunciato pubblicamente un furto avvenuto ai danni della famiglia, legata da sempre al mondo del karting.
Attraverso un messaggio rivolto alla comunità degli appassionati, Philippe Bianchi ha raccontato come ignoti abbiano sottratto nove telai JB17 Forever, marchio nato per onorare la carriera e il ricordo di Jules. Ma l’aspetto più doloroso del furto riguarda un mezzo in particolare: l’ultimo kart utilizzato da Jules Bianchi prima del suo approdo definitivo nel motorsport professionistico.

Le parole integrali di Philippe Bianchi
“Cari amici – si legge sul profilo Instagram di Bianchi – stasera mi rivolgo alla mia famiglia di appassionati di kart. Ieri sera siamo stati derubati e dei ladri senza scrupoli hanno rubato nove telai JB17 Forever. Peggio ancora, hanno rubato l’ultimo kart di Jules, un modello KZ 125 ART GP, e i mini kart dei miei nipoti. Oltre al valore dei mezzi, è il valore sentimentale che ci ferisce. Se vedete dei kart JB17 in circolazione, fatemelo sapere. Grazie in anticipo“.
Il kart KZ 125 ART GP rappresenta molto più di un semplice cimelio sportivo. È un simbolo del percorso umano e agonistico di Jules, delle sue radici nel karting e di una carriera interrotta tragicamente ma mai dimenticata. La sua sottrazione assume quindi i contorni di uno sfregio alla memoria di un pilota che ha lasciato un segno profondo per talento, serietà e umanità. Un driver la cui carriera non si è potuta sviluppare per il tragico incidente nel Gran Premio del Giappone 2014.
Il messaggio di Philippe Bianchi è anche un appello diretto alla comunità: chiunque dovesse imbattersi in telai JB17 o riconoscere i mezzi rubati è invitato a segnalarlo. Ovviamente, noi di Formulacritica ci uniamo all’appello e invitiamo alla massima condivisione. In un ambiente che ha sempre mostrato grande rispetto per la figura di Jules, la speranza è che la solidarietà del mondo del karting – e in generale del motorsport – possa contribuire a rimediare, almeno in parte, a una ferita che va ben oltre il valore economico dei mezzi sottratti.
Un episodio che colpisce nel profondo e che riporta l’attenzione su quanto il rispetto per la memoria e per i simboli dello sport dovrebbe essere un principio non negoziabile.
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