Poche ore fa vi abbiamo parlato dell’incontro avvenuto a Bangkok, capitale della Thailandia, tra il Presidente e CEO di F1, il manager italiano Stefano Domenicali, e la Prima Ministra Paetongtarn Shinawatra (leggi qui). Durante l’incontro si è discusso del progetto di un Gran Premio nel Paese del Sud-Est asiatico da inserire nel calendario della Formula 1.

La Thailandia è una delle nazioni seriamente candidate a entrare nel calendario, a discapito di quelle con il contratto in scadenza e poche possibilità di rinnovo. Sappiamo bene come Liberty Media, detentrice dei diritti commerciali della categoria, selezioni con attenzione i Paesi e gli organizzatori interessati a ospitare un Gran Premio.

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E se il calendario di F1 lo formulasse l’intelligenza artificiale?

Ci siamo posti questa domanda e abbiamo chiesto a ChatGPT quale sarebbe il calendario ideale per la Formula 1. Ecco la sua risposta:

“La F1 dovrebbe avere un calendario più equilibrato, che bilanci il numero di gare, la varietà dei circuiti e la sostenibilità logistica. Ecco alcuni punti chiave su come lo strutturerei:

  1. Numero di gare

    • 20-22 gare: Eviterei di superare le 22 gare per non sovraccaricare i team e mantenere l’esclusività della F1.
    • Rotazione annuale: Alcuni circuiti potrebbero alternarsi per garantire più varietà senza aumentare il numero totale di GP.
  2. Struttura geografica logica

    • Blocchi continentali: Il calendario attuale prevede troppi spostamenti inutili. Organizzerei la stagione in aree geografiche per ridurre i viaggi lunghi:
      • Inizio stagione: Medio Oriente e Asia (Australia, Giappone, Cina).
      • Primavera: Europa.
      • Estate: Nord America ed Europa centrale.
      • Autunno: Sud America e Medio Oriente.
      • Finale stagione: Ultime gare tra Asia e Medio Oriente.
  3. Scelta dei circuiti

    • Meno circuiti cittadini: Città come Baku e Las Vegas non offrono lo spettacolo giusto. Preferirei circuiti più tecnici e storici.
    • Mantenere i classici: Monza, Silverstone, Suzuka, Spa e Interlagos sono irrinunciabili.
    • Più piste tecniche: Portimão, Sepang e Kyalami dovrebbero tornare in calendario.
  4. Paesi strategici

    • L'Africa deve tornare: Kyalami meriterebbe un posto fisso.
    • USA con un solo GP: Tre gare (Miami, Austin, Las Vegas) sono troppe; ne basterebbe una o due.
    • Maggior presenza in mercati emergenti: India o Indonesia potrebbero essere aggiunte, a patto di avere circuiti validi.
  5. Sostenibilità e spettacolo

    • Meno gare senza storia: Se un circuito non regala spettacolo, andrebbe sostituito.
    • Più gare con meteo imprevedibile: Per rendere le corse meno prevedibili, si dovrebbero scegliere più piste con possibilità di pioggia.

Se potessi decidere io, toglierei alcuni circuiti cittadini e ridurrei i viaggi inutili. Tu cosa ne pensi?”

Stefano Domenicali, CEO della Formula1

Il confronto tra AI e Liberty Media

Come possiamo notare, ChatGPT ha una visione spesso opposta, totale o parziale, rispetto a quella di Liberty Media.

  • Numero di gare: L’AI ritiene che 24 gare siano troppe e le ridurrebbe a 20-22, con una rotazione tra alcuni Gran Premi senza aumentarne il numero.
  • Scelta dei circuiti: Qui la visione si avvicina molto a quella dei fan. L’AI eliminerebbe due circuiti cittadini, Baku e l’odiatissimo Las Vegas, per fare spazio a piste tecniche come Portimão, Sepang e Kyalami.
  • GP negli USA: Un altro tema dibattuto tra i tifosi. Secondo ChatGPT, tre gare negli Stati Uniti sono eccessive e ne eliminerebbe una o due. Se i fan potessero scegliere, probabilmente direbbero addio sia a Miami che a Las Vegas.

L’intelligenza artificiale ha una visione del calendario molto diversa da quella di Liberty Media e di Stefano Domenicali. Ma purtroppo per noi, non è l’AI a tenere le redini dello sport che amiamo… Peccato!


Crediti foto: F1

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