Valentino Rossi cambia obiettivo, ma non squadra. Il Dottore ha ufficializzato il rinnovo del contratto con BMW M Motorsport per i prossimi tre anni, estendendo l’accordo in scadenza a fine 2025. Con il rinnovo arriva anche la conferma dell’uscita di scena dal WEC. Dal 2026, il suo impegno principale sarà nel GT World Challenge Europe, campionato che lo aveva accolto agli inizi della sua seconda carriera dopo la MotoGP.
Una scelta che chiude un biennio intenso nel Mondiale Endurance, fatto di esperienza, crescita e anche di qualche inevitabile frizione con un format che, alla lunga, è risultato poco adatto all’indole competitiva di Rossi.
Un addio annunciato
L’insofferenza di Rossi verso alcune dinamiche del WEC non era un segreto. Le sue recenti dichiarazioni hanno semplicemente rivelato una realtà già percepita. Per un pilota abituato a correre per vincere, il ruolo delle LMGT3 era troppo marginale. Correre con le GT non è come correre con le Hypercar e Rossi ne era ben consapevole. Inoltre
A pesare sulla decisione è stato anche il fronte tecnico-politico. BMW non ha mai nascosto il proprio malcontento per il BoP applicato alle LMGT3 nel WEC che ne hanno limitato il potenziale rispetto a rivali diretti come Porsche e Aston Martin. Un clima di instabilità poco gradito a un costruttore che punta sulla chiarezza tecnica e sul valore del pilota. In questo contesto, il riorientamento del programma sportivo è apparso quasi inevitabile.
Il ritorno alle GT
Il GT World Challenge Europe rappresenta invece l’habitat naturale per Rossi. Le GT3 sono la classe regina, non esistono bandiere blu imposte da prototipi più veloci e chi vince è davvero il primo a tagliare il traguardo. Un campionato duro, competitivo dove il valore del pilota torna al centro della scena. Non è un caso che Valentino ritorni alle origini, proprio nel GT World Challenge aveva mosso i primi passi dopo l’addio alla MotoGP.
Il rinnovo triennale con BMW certifica, dopo molte insinuazioni presenti in rete, la fiducia totale del marchio tedesco nel progetto Rossi. Nonostante l’uscita dal WEC, il legame tra le parti si rafforza, con l’obiettivo di puntare in alto nei campionati GT SRO e nelle grandi classiche dell’endurance europea.
Correre per vincere
Il WEC perde un’icona mediatica e sportiva, BMW ridefinisce le proprie priorità e Valentino Rossi, ancora una volta, dimostra di saper scegliere la strada più coerente con il suo DNA: correre per vincere, non per partecipare. Il suo impegno è stato prezioso, educativo e in certi momenti interessante, ma alla lunga ha messo in luce un conflitto insanabile tra la filosofia di un campionato e l’anima.
Il ritorno al GT World Challenge Europe non è un passo indietro, ma un rilancio. Rossi sceglie un palcoscenico dove le GT sono protagoniste, dove la vittoria non ha astrazioni tecniche o gerarchie imposte da classi superiori, e dove il pilota può esprimere appieno il proprio valore. BMW, dal canto suo, con il rinnovo triennale gli garantisce stabilità e un progetto ben definito.
Se il 2026 sarà l’anno in cui ritrova il gusto di vincere, allora questa mossa non solo sarà compresa dai tifosi, ma potrà rivelarsi la più intelligente di tutta la sua carriera automobilistica. Un pilota che sa quando spingere, ma soprattutto quando scegliere la pista giusta per farlo.
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Crediti foto: BMW Group




