Esiste una regola non scritta, scolpita nel DNA di chiunque indossi un casco: quello che succede in pista, resta in pista. Una volta varcati i cancelli del circuito e firmata la liberatoria, ogni pilota accetta che la velocità porta con sé dei rischi. Ma una causa legale esplosa in California minaccia di demolire questo pilastro, trasformando ogni sorpasso azzardato in un potenziale incubo giudiziario.
Il caso: professionista contro amatore
Al centro della tempesta c’è Rocco Landers, uno dei talenti più cristallini del motociclismo americano. Durante una sessione di allenamento in Supermoto presso l’Adams Motorsport Park, Landers è rimasto coinvolto in un incidente con un pilota amatoriale, Greg Dachner.
Quello che per chiunque sarebbe un “racing incident” (una moto che perde aderenza e travolge involontariamente un altro pilota), per egli è diventato un atto di negligenza. Dachner, che ha riportato gravi fratture alla gamba, ha deciso di trascinare in tribunale non solo il giovane pilota, ma anche la sua famiglia e il suo team.
La firma che “non vale più nulla”
Il vero shock non riguarda solo le lesioni, ma la validità dei documenti che si firmano ogni volta che si entra in un autodromo. Dachner aveva regolarmente firmato la liberatoria (waiver), sollevando pista e piloti da ogni responsabilità. Se il tribunale dovesse dargli ragione, quel pezzo di carta perderebbe ogni valore legale in tutto il mondo del motorsport.
Perché questa notizia scuote anche la Formula 1?
Se pensate che questo riguardi solo le moto in America, vi sbagliate. Il principio legale in gioco è un virus che potrebbe infettare l’intero settore:
- Assicurazioni impossibili: Senza liberatorie blindate, le assicurazioni smetteranno di coprire i circuiti o alzeranno i premi a cifre astronomiche. Risultato? Chiusura di massa dei tracciati minori dove crescono i campioni di domani;
- Fine della “Giustizia Sportiva”: Se un magistrato civile può scavalcare i commissari FIA o le regole di pista per decidere chi deve pagare i danni, lo spirito competitivo morirebbe all’istante. Nessuno oserebbe più un sorpasso al limite per paura di una causa milionaria;
- Il rischio per i Track Day: Ogni appassionato che gira a Monza o Spa durante un weekend pubblico sarebbe esposto al rischio di perdere il proprio patrimonio personale per un banale errore in staccata.
Come possiamo aiutare: Il “Legal Defense Fund”
L’avvocato di Rocco, Alessandro Assanti (un ex pilota che conosce bene il valore dei cordoli), sta combattendo questa battaglia pro-bono per difendere non solo il ragazzo, ma la libertà di tutti i piloti. Tuttavia, le spese processuali, le perizie tecniche e i costi del tribunale sono enormi.
È stata lanciata una raccolta fondi per coprire i costi della difesa e garantire che il motorsport non finisca in un’aula di tribunale.
SOSTIENI LA CAUSA: GoFundMe – Rocco Landers Legal Defense Fund
Ogni contributo, anche piccolo, serve a lanciare un messaggio chiaro: il rischio fa parte del gioco, la burocrazia legale no. Non restiamo a guardare mentre trasformano i nostri sogni di velocità in faldoni giudiziari. Le corse sono corse.
Crediti foto: Brian J. Nelson @roadracingworld





