La regionalizzazione non basta: il calendario della F1 è ancora troppo stressante
Si può essere nemici in pista ma condividere una battaglia per il bene dei rispettivi team e della Formula 1 in generale. Ieri abbiamo riportato un avvicinamento tra Toto Wolff e Mohammed Ben Sulayem riguardo al codice etico che i piloti di Formula 1 devono rispettare, in quanto personaggi pubblici capaci di influenzare le azioni dei giovani fan che seguono la serie.
Oggi, invece, emerge un'altra questione che pone sullo stesso fronte il numero uno di Mercedes-AMG Petronas F1 e Helmut Marko, rappresentante del team rivale Red Bull. Un personaggio che, negli anni, non ha mai risparmiato critiche ai suoi avversari in una dinamica tipica della rivalità tra due squadre che lottano per la vittoria.

Marko e Wolff uniti contro un calendario di F1 stressante
Sia Marko che Wolff concordano sul fatto che sia necessario rinunciare a qualcosa, nonostante l’amministratore delegato della F1, Stefano Domenicali, difenda con forza l’attuale format da 24 gare, comprensivo di sei weekend sprint che ne aggravano il peso. “Penso che siamo al limite. Ora faccio solo parte dell’alta dirigenza. Bisogna considerare anche i meccanici. Prendiamo il Gran Premio di Las Vegas... Quella gara si è corsa in tarda serata, dopo che i meccanici avevano affrontato un volo di quattordici-sedici ore e dovevano mantenere lo stesso ritmo”, ha dichiarato Helmut Marko. “Se vogliamo mantenere 24 gare in calendario, l’organizzazione deve migliorare davvero. Se me lo chiedi dico più gare non sono un bene, soprattutto considerando il carico di lavoro, a meno che non si inizi a lavorare con due equipaggi”. “La distribuzione delle gare deve essere equilibrata. Ci sono eventi europei tradizionali, ma anche gare nuove, interessanti, che però mancano di una certa cultura del motorsport. Eventi come Spa o Monza, ad esempio, incarnano questa cultura, dobbiamo preservare l’equilibrio tra tradizione e novità”, ha aggiunto. Nonostante le modifiche apportate dalla F1, come la recente revisione della collocazione dei Gran Premi del Canada e di Monaco per ridurre i viaggi e i salti di fuso orario, c'è ancora molto da fare. Particolarmente contestato è il triple header di fine stagione, che porta il paddock da una gara notturna a Las Vegas al Qatar, per poi concludere con il finale ad Abu Dhabi.
Crediti foto: Mercedes-AMG Petronas F1 Team, F1