Negli ultimi mesi il nome di Giampiero Lambiase è stato accostato con una certa insistenza a diversi team del paddock della Formula 1. Una dinamica tutt’altro che sorprendente, considerando il ruolo centrale che l’ingegnere ha ricoperto nel ciclo vincente di Max Verstappen e della Red Bull. Eppure, al netto delle voci e delle manovre di mercato, la situazione è oggi chiara: Lambiase resterà a Milton Keynes, confermato nello stesso ruolo di ingegnere di pista del quattro volte campione del mondo nonché head of racing del team, con un contratto valido fino alla fine del 2027.
La scelta assume un peso rilevante se letta nel contesto attuale della scuderia anglo-austriaca. Red Bull sta attraversando una fase di profondo riassetto interno, segnata dall’uscita di figure di primo piano dell’organigramma tecnico e gestionale. In un quadro di questo tipo, la continuità diventa un valore, soprattutto per un pilota come Verstappen che ha costruito gran parte della propria superiorità anche su una relazione tecnica estremamente solida con il proprio ingegnere di riferimento.

Crediti foto: Getty Images
Il rapporto tra Verstappen e Lambiase va ben oltre la classica interazione pilota-ingegnere di pista. Negli anni si è trasformato in un asse decisionale fondamentale, capace di influenzare scelte operative, indirizzi di sviluppo e gestione dei momenti più delicati del weekend di gara. La comunicazione diretta, anche ruvida ma sempre funzionale, è diventata uno dei marchi di fabbrica del binomio Red Bull-Verstappen, soprattutto nelle fasi di pressione competitiva.
Non è un caso che sia stato lo stesso Max a spingere per la conferma di Lambiase. Alle porte di profondi cambiamenti regolamentari, una fase che segue mesi di instabilità interna, il campione olandese ha chiesto garanzie chiare sul fronte tecnico e operativo. Avere punti di riferimento certi, figure di fiducia in grado di mantenere una linea coerente tra pista, simulatore e fabbrica, è diventato un requisito imprescindibile.
Lambiase rappresenta esattamente questo tipo di riferimento. È il collegamento diretto tra il pilota e la complessa macchina organizzativa Red Bull, un interprete raffinato delle esigenze dell’olandese e, allo stesso tempo, un filtro tecnico capace di trasformare input spesso estremi in indicazioni operative concrete. In un contesto di cambiamenti normativi imminenti e di riorganizzazione interna, la sua permanenza garantisce stabilità metodologica e continuità di approccio.

La conferma va dunque letta come una scelta strategica condivisa, non solo come una semplice conferma contrattuale. Red Bull blinda uno dei pilastri del proprio successo recente, mentre Verstappen si assicura la presenza di uno dei pochi fari rimasti in una struttura che sta cambiando pelle. In Formula 1, soprattutto nei momenti di transizione, la fiducia è una risorsa tecnica a tutti gli effetti. E Red Bull, almeno su questo fronte, ha scelto di non correre rischi dopo aver visto uscire tante, forse troppe, figure di riferimento.
Ma, attenzione, per il futuro nulla è scontato. Lambiase resta uno dei tecnici più ambiti e preparati della Formula Uno. Più di un team lo ha messo nel mirino e, tra questi, Aston Martin potrebbe avere argomenti molto convincenti da presentare: capacità di spesa, strutture, ambizioni e quell’Adrian Newey che è stato prezioso nella crescita professionale dell’ingegnere italiano. Chissà che, in un prossimo futuro, Lambiase e Verstappen non possano operare insieme sotto insegne diverse. Fantamercato? Per ora sì. Per ora…
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing
Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui





