Il team principal della Red Bull, Laurent Mekies, ha affermato che il prossimo campionato sarà una “lotta tra giganti”, ricordando l’ingresso di nuove squadre e di un nuovo motore prodotto autonomamente da una casa automobilistica.
In effetti, la stagione 2026 prevedrà l’arrivo di due nuovi team: la Sauber cederà l’intero organico al progetto ambizioso di Audi, e Cadillac diventerà l’undicesima squadra in griglia dopo ben 12 anni di F1 in cui erano solo 10 i costruttori a gareggiare. Inoltre, bisogna menzionare l’accordo tecnico che Ford ha stilato con Red Bull, il quale garantirà il supporto tecnico necessario a una compagine che non aveva mai progettato un motore da sé.
Tuttavia, ciò che differisce dal passato, è il fatto che gli 11 partecipanti al campionato di F1 siano tutti colossi del motorsport o grandi produttori protagonisti del settore automobilistico. A tal proposito, il team principal francese ha parlato di una “lotta tra giganti”. Quest’anno non ci saranno squadre in grosse difficoltà economiche. Mai come nel periodo attuale la F1 ha vissuto questa sorta di egemonia.
La partecipazione di nuovi colossi del motorsport, andrà senza dubbio a favorire maggiormente lo sviluppo della categoria, sperando – come noi appassionati ci aspettiamo – di migliorarne lo spettacolo. “È vero. Sarà una lotta tra giganti. Sette, otto, nove case automobilistiche ci saranno quest’anno. Non ci saranno più team piccoli. Se ci pensi è una follia. La competizione ha raggiunto un livello estremo”, ha dichiarato il francese ai microfoni del podcast Talking Bulls.

Laurent Mekies sulla nuova stagione: “Non sottovalutiamo assolutamente la portata della sfida”
Nonostante la presenza di grandi colossi, Mekies è fiducioso che la propria squadra riuscirà ancora una volta a confermarsi come protagonista del Mondiale. “Noi siamo un’azienda che si basa sulle persone. Per questo, prendiamo i migliori e cerchiamo di metterli nelle migliori condizioni lavorative“.
“Possiamo contare su Pierre Waché per il telaio. Ben Hodgkinson per la power unit. Loro hanno costruito dei team incredibili nelle loro rispettive strutture. Non sottovalutiamo assolutamente la portata della sfida. Ecco perché abbiamo deciso di produrre da soli i nostri motori: volevamo costruirli nella nostra base, a Milton Keynes”.

“Apprezziamo molto questo tipo di sfida, ovvero quello di confrontarci con persone che lo fanno da 90 anni. Ci vorrà un pò di tempo, ma questo è il metodo Red Bull”, ha ricordato il francese. La stessa filosofia che per poco non regalava il quinto Mondiale a Max Verstappen. “Qui c’è uno spirito combattivo incredibile, uno spirito da corsa puro. Questo è merito della nostra gente e di ciò che la Red Bull simboleggia”.
Mentre i grandi costruttori porteranno in F1 il peso della loro storia e delle loro strutture, il progetto di Milton Keynes punta sulla velocità decisionale, la cultura del rischio e la centralità delle persone. È una scommessa contro colossi che hanno decenni di esperienza nel settore, ma la Red Bull ci ha ormai abituato a saper portare a termine sfide che all’inizio sembravano impossibili.
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing
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