Manca sempre meno all’esordio delle nuove vetture. Una volta aver salutato l’era delle monoposto a effetto suolo, tutti i team si stanno impegnando nel preparare una macchina che sia sin da subito pronta per i test a porte chiuse che si terranno a fine mese a Barcellona (clicca qui per il calendario ufficiale dei test).
Nonostante la nuova stagione inizi più presto del solito, noi appassionati e commentatori dovremo attendere un ulteriore mese prima di vedere in azione questa nuova generazione di vetture e trarne le prime conclusioni.
In ogni caso, tra gli 11 team in griglia, c’è chi pensa che sarà una grande sfida presentare una macchina già pronta, mentre altri credono che ci riusciranno. Tra questi, il direttore tecnico della Red Bull, Paul Monaghan, il quale ha persino aggiunto che cercheranno di presentare una versione il più reale possibile sulla quale poter già costruire qualcosa.

Paul Monaghan: “Non faremo tanti doppi giochi”
“Sarà una bella sfida arrivare a Barcellona. Se pensate che presenteremo una versione finta della macchina, beh, vi sbagliate. Se arriviamo in buone condizioni e la macchina funziona, bene. Avremo qualcosa su cui costruire, invece di cercare di confonderci con più opzioni“.
“Ci saranno ancora tutti i giochi aperti: la gestione energetica, il livello del carburante a bordo. Questo fa parte del gioco”, ha ammesso Monaghan. In effetti, dinanzi a un cambiamento di regolamento del genere che non solo ha colpito la parte aerodinamica, ma persino la componente motoristica, è chiaro che nessuna squadra voglia mostrare subito i propri assi ai rivali. Mantenere un profilo basso potrebbe allontanare certe pressioni che potrebbero rovinare quanto di buono fatto in questi ultimi mesi.

“Essendo vetture prototipo, possiamo modificarle. Anche se fossimo delusi dal secondo test in Bahrain, non significa che la stessa cosa accadrà in Australia. Se riusciamo a progettare in tempo un cambiamento e ad applicarlo alla vettura, non esiteremo a farlo”, ha dichiarato l’ingegnere britannico.
L’approccio Red Bull riflette una filosofia chiara. L’obiettivo è quello di cercare di arrivare in pista con una base solida, senza maschere né soluzioni provvisorie, accettando i rischi che questo comporta. La capacità di reagire dinanzi ai primi problemi conterà quanto, se non più, della prestazione immediata.
I test, come al solito, non suggeriranno molto sulle reali prestazioni delle squadre. Dovremo attendere le prime gare della nuova stagione. Solo allora si capirà chi avrà davvero interpretato meglio questa nuova era tecnica della Formula 1.
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing
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