Koji Watanabe, presidente di Honda Racing Corporation, ha sollevato il velo su un aspetto decisivo e spesso sottovalutato della rivoluzione tecnica 2026: le molteplici zone grigie regolamentari che circondano le nuove power unit. In un’intervista a Road & Track, il dirigente giapponese ha rivelato che la controversia sui rapporti di compressione rappresenta solo la punta dell’iceberg di un sistema normativo ricco di scappatoie interpretative.
Oltre il compression gate: un panorama di interpretazioni
La questione è emersa con chiarezza nelle parole di Watanabe: “Stiamo lavorando con un nuovo insieme di regolamenti a partire dalla stagione 2026, il che significa che ci sono molti modi per interpretare questi regolamenti e capire come operare secondo di essi”, ha dichiarato a Road & Track. Il presidente HRC ha poi aggiunto un passaggio fondamentale: “Questo non si limita solo al tema dei rapporti di compressione. Ci sono molte altre discussioni in corso e, secondo me, la discussione sul rapporto di compressione probabilmente è quella che è appena emersa. Ma ci sono molte discussioni in corso”.

L’ammissione è significativa: mentre l’attenzione mediatica si è concentrata sulla questione del compression ratio, con alcuni costruttori accusati di aver trovato soluzioni al limite della legalità (Mercedes?), il quadro reale è molto più complesso. Esistono numerose aree del regolamento 2026 dove l’interpretazione creativa delle norme può fare la differenza tra una power unit competitiva e una dominante.
Il ruolo della FIA e la battaglia dell’ingegno
Watanabe ha delineato chiaramente la dinamica in atto: “Per il rapporto di compressione e molti altri elementi, alla fine questo spetterà alla FIA. In base alla loro comprensione dei regolamenti, la FIA deciderà come procedere le cose”, ha spiegato, sottolineando che “Honda seguirà semplicemente ciò che deciderà la FIA, e noi porteremo a termine le nostre attività di sviluppo per la PU di conseguenza”.
Questa posizione suggerisce un approccio prudente da parte di Honda, che sembra voler evitare lo sviluppo di soluzioni potenzialmente contestabili. Ciò che ha fatto Ferrari come ha ammesso Graeme Lowdon, team principal di Cadillac: leggi qui. Una scelta che potrebbe rivelarsi sia saggia che rischiosa: saggia perché evita il rischio di investire risorse su tecnologie che potrebbero essere successivamente vietate; rischiosa perché concede ai rivali meno conservativi un vantaggio temporale potenzialmente decisivo.
Il vincolo del budget cap e la sperimentazione limitata
Le scappatoie regolamentari assumono un peso ancora maggiore nel contesto delle nuove limitazioni imposte dalla FIA. Come ha sottolineato Watanabe, “C’è la limitazione su quanti dinamometri possiamo usare per lo sviluppo delle PU” e “lo sviluppo della PU per una parte fallita deve essere anche calcolato nel tetto di costo. Il che significa che dobbiamo puntare a un tasso di successo massimo, perché anche i fallimenti saranno conteggiati nel tetto del costo“.
In questo scenario, la capacità di interpretare correttamente i regolamenti diventa ancora più cruciale: chi riesce a trovare soluzioni performanti sfruttando zone grigie normative ottiene un doppio vantaggio, in termini di prestazioni e di efficienza nell’uso delle risorse limitate. Come ha affermato il presidente HRC: “Questa è la battaglia di chi può farlo nel modo più intelligente”.

Correzioni in arrivo per il 2027
Watanabe ha lasciato intendere che eventuali vantaggi derivanti da interpretazioni creative del regolamento potrebbero essere temporanei. Anche se alcuni rivali di Honda avessero un vantaggio integrato in questa stagione, questo dovrebbe essere corretto con modifiche FIA per il 2027 e oltre. Una prospettiva che conferma come Place de la Concorde sia consapevole delle molteplici zone grigie e intenda intervenire progressivamente per chiuderle.
La stagione 2026 si preannuncia quindi come un campo di battaglia non solo tecnico, ma anche interpretativo e normativo. La vera domanda è: quanti costruttori stanno sfruttando scappatoie ancora sconosciute al pubblico? E quanto tempo impiegherà la FIA a identificarle e neutralizzarle?
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing, Honda
Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui





