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Home F1

Oliver Bearman mette la Ferrari nel mirino

Il sogno rosso e l’attesa silenziosa del talento dell’Academy, un osservato speciale di Maranello

Dario Sanelli by Dario Sanelli
7 Gennaio 2026
in F1, News
Tempo di lettura: 4 minuti
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Oliver Bearman

Oliver Bearman, pilota Haas

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Il legame tra Oliver Bearman e la Ferrari non è soltanto contrattuale o formativo. È un rapporto che affonda le radici in un’idea precisa di carriera, in un obiettivo dichiarato senza ambiguità e ribadito pubblicamente anche di recente. Il giovane pilota inglese, cresciuto sportivamente all’interno della Ferrari Driver Academy, non ha mai nascosto quale sia il suo traguardo finale: correre e vincere con la Scuderia di Maranello.

In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Bearman ha espresso ciò che rappresenta la Ferrari nel suo percorso umano e professionale: “Questo è il mio sogno ed è quello che mi spinge a dare sempre tutto me stesso e che mi dà energia ogni mattina. Io voglio correre in rosso, voglio vincere in rosso, questo è l’obiettivo della mia vita. Il debutto di Jeddah (nel 2024, quando fu chiamato per sostituire Carlos Sainz messo ko dall’appendicite, ndr)? Sono stato fortunato in quel caso ad avere un assaggio della Ferrari. E adesso che so che cosa significa, sono ancora più motivato“.

ferrari ollie bearman
Kimi Antonleii e Ollie Bearman in F2

Parole che sono la sintesi di una strategia di lungo periodo. Bearman ha già vissuto un primo, significativo contatto con la Formula 1 targata Ferrari, un’esperienza breve ma altamente formativa che gli ha consentito di comprendere dall’interno il livello di pressione, complessità e responsabilità che comporta sedere su una monoposto di Maranello. Un assaggio che, invece di appagarlo, ha rafforzato la sua determinazione.

Il punto centrale, tuttavia, è il timing. La carriera di Bearman si inserisce in una fase di transizione strutturale per la Ferrari. L’arrivo di Lewis Hamilton rappresenta una scelta di enorme valore tecnico, mediatico e politico, ma anche un investimento per definizione limitato nel tempo. Il sette volte campione del mondo (che oggi festeggia 41 anni) si avvia fisiologicamente verso la fase finale della carriera, con un orizzonte che difficilmente potrà estendersi molto oltre il medio periodo.

Parallelamente, la posizione di Charles Leclerc, pur centrale nel progetto sportivo, non è più intoccabile in senso assoluto. Il monegasco resta il perno tecnico della squadra, ma nel prossimo futuro potrebbe trovarsi nella condizione di valutare richieste esterne, soprattutto qualora il progetto Ferrari non dovesse offrirgli una prospettiva di titolo concreta e stabile.

È in questo spazio, ancora indefinito ma reale, che si colloca Oliver Bearman. Un pilota che osserva, cresce e accumula esperienza senza forzare i tempi, consapevole che il suo vero banco di prova sarà il 2026. Non a caso, lo stesso Bearman individua proprio quell’anno come cruciale per la sua maturazione definitiva, pur mantenendo un approccio estremamente razionale: 

Voglio che il 2026 sia un anno solido, soprattutto per la mia squadra – ha spiegato l’inglese – Su tutto il resto non ho alcun controllo, ma mi sento pronto per qualsiasi cosa mi riservi il futuro. E l’anno prossimo, con più esperienza, voglio dimostrarlo ancora di più perché fare una stagione intera da titolare è completamente diverso. Devi anche imparare a gestire le tue energie. Ho anche fatto qualche errore stupido come ad esempio in Australia. È stato un inizio terribile, non quello che vorresti da debuttante, ma tutto mi ha aiutato a imparare. Poi a Silverstone, nella mia gara di casa. Ma da quel momento in poi penso di essere migliorato molto e di aver imparato la lezione“.

Queste esternazioni raccontano un pilota che non si limita all’auto-narrazione positiva, ma riconosce apertamente errori, difficoltà e limiti. Un elemento tutt’altro che secondario per il Cavallino Rampante, che storicamente ha sempre cercato profili in grado di reggere non solo la velocità pura, ma anche la pressione emotiva e mediatica che accompagna il ruolo di pilota ufficiale. Ollie mostra di aver compreso uno degli aspetti più sottovalutati della Formula 1 moderna: la gestione delle energie mentali e fisiche su un’intera stagione, elemento che distingue un talento emergente da un pilota pronto al salto definitivo.

ollie bearman formula 1
Ollie Bearman arriva nel paddock di Interlagos

Oliver Bearman: il 2026 è l’esame finale in chiave Ferrari

Dal punto di vista tecnico-sportivo, il suo 2026 rappresenterà un vero e proprio esame di maturità. Dopo un anno giudicato internamente molto positivo, Bearman sarà chiamato a dimostrare continuità di rendimento, capacità di sviluppo e affidabilità operativa. Ferrari, da questo punto di vista, non ha alcuna necessità di affrettare le decisioni. Al contrario, il contesto regolamentare del 2026, con il cambio di power unit e di filosofia tecnica, potrebbe rendere particolarmente appetibile l’inserimento di un pilota giovane, cresciuto in casa e perfettamente allineato ai metodi di lavoro del team.

Bearman, sportivamente “nato” a Maranello, conosce già l’ambiente, le dinamiche interne e le aspettative. Non rappresenterebbe una scommessa cieca, ma una scelta costruita nel tempo. In un quadro in cui Hamilton offrirà esperienza e visione nel breve-medio periodo e Leclerc resta il riferimento prestazionale, la presenza di un’opzione credibile come Bearman consente alla Ferrari di pianificare il futuro senza forzature.

Oggi Bearman non chiede. Pensa a osservare, lavorare e a crescere. Ma la Ferrari sa che, nel momento in cui alcune certezze attuali inizieranno fisiologicamente a cambiare, il suo nome potrebbe smettere di essere soltanto una promessa e diventare una soluzione concreta. In silenzio, ma con un sogno dichiarato da tempo.


Crediti foto: F2, Haas

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Tags: F1NewsOliver Bearman
Dario Sanelli

Dario Sanelli

Parlo poco, scrivo tanto. E lo faccio sul motorsport per formulacritica.it.

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