Il dopo Las Vegas ha riaperto un Mondiale che sembrava instradato verso una conclusione controllata da Lando Norris. L’errore alla partenza del britannico, simbolo di una pressione crescente, e la successiva doppia squalifica delle McLaren hanno ridotto il vantaggio dell’alfiere di Woking a un margine pericolosamente fragile, riaccendendo in modo clamoroso le speranze iridate di Max Verstappen. S’intenda, 24 punti di ritardo con 58 totali a disposizione non è robetta, ma Max ha dalla sua la possibilità di non aver nulla da perdere. Il padre del campione del mondo, Jos Verstappen, è intervenuto con dichiarazioni destinate a far rumore.
Intervistato da Formule1.nl, l’ex pilota non ha usato mezzi termini: “Il problema di Norris è che si concentra solo su Max, Max e Max e dimentica di frenare alla prima curva. Max aveva frenato diversi metri prima, ed è lì che Norris ha fallito“. Una lettura secca, che mette al centro l’aspetto psicologico di un duello che sta entrando nella fase più delicata.

Per Verstappen senior, l’errore allo start è stata la fotografia di una pressione che il britannico sta iniziando a percepire con crescente intensità nonostante, nella seconda fase dell’annata, abbia mostrato una grande lucidità. La reazione tardiva alla prima staccata, proprio nel momento in cui cercava di tenere d’occhio il rivale, diventa così il primo vero campanello d’allarme per il pilota McLaren, chiamato ora a dimostrare di reggere un livello di tensione mai affrontato prima nella sua carriera.
L’ex Benetton ha poi puntato il dito contro il team di Woking per la doppia squalifica. Forse un tentativo di accrescere la pressione sui rivali in modo da favorire indirettamente il figlio che spera ancora nella quinta corona d’alloro consecutiva: “La squalifica è un errore molto grave. Un errore. Perché spingevano così tanto il limite? Forse è stato un errore, ma forse la macchina semplicemente non ha funzionato e hanno dovuto farlo“. Una critica che apre anche un fronte tecnico: se McLaren ha forzato consapevolmente il limite del pattino, l’azzardo si è trasformato in un autogol; se invece si è trattato di un problema strutturale, il problema rischia di essere ancora più profondo.
Il risultato è un Mondiale nuovamente sul filo. Il gap, rassicurante subito dopo la bandiera a scacchi del Gp di Las Vegas, è ora quasi annullato: con due gare e 58 punti ancora in palio, Verstappen è sceso a -24, raggiungendo anche Piastri in classifica. Per McLaren questo scenario impone una riflessione strategica inevitabile: continuare a lasciare totale libertà ai propri piloti o concentrare ogni risorsa su Norris, per evitare che il mondiale sfugga di mano proprio nella fase decisiva.

Dietro agli aspetti tecnici, però, emerge un dato altrettanto importante: la gestione emotiva. La partenza sbagliata di Las Vegas è una piccola prova – ma non una legge generale – che la pressione esercitata da Verstappen sta pesando sul pilota capofila della classifica. Con un margine ridotto all’osso, la capacità di Norris di restare lucido potrebbe diventare la chiave del titolo.
Il Mondiale si riapre, le tensioni aumentano e il fronte psicologico diventa il vero terreno di battaglia. Verstappen sente l’occasione, Norris deve dimostrare di saper reggere il peso di una corsa che improvvisamente si è fatta molto più difficile.
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing, McLaren F1
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