Nico Rosberg ha completato con ottimi risultati la raccolta del suo terzo fondo di investimento attraverso Rosberg Ventures. Il fondo ha chiuso a 100 milioni di dollari, una cifra importante che ha attirato moltissimi investitori. La domanda è stata così elevata che è stato necessario limitare l’importo accettato da ciascun partecipante per mantenere un buon equilibrio nella gestione del capitale. Con questa operazione, la società arriva a controllare complessivamente circa 200 milioni di dollari, confermandosi uno dei progetti di investimento più rilevanti nati dalla passione di un ex campione sportivo, secondo il noto magazine economico Bloomberg.
Rosberg, campione del mondo di F1 nel 2016, ha deciso di ritirarsi dalle corse immediatamente dopo aver conquistato il titolo mondiale. Da allora vive a Monaco e ha dedicato la maggior parte del suo tempo al mondo della tecnologia e degli investimenti. È lui stesso il fondatore di Rosberg Ventures e partecipa attivamente mettendo anche capitali personali nel progetto.

Un approccio prudente e di lunga durata
Nico Rosberg ha scelto uno stile di investimento molto paziente e senza eccessi. Spesso paragona il suo ingresso nel settore tecnologico a chi inizia a giocare a calcio da principiante: non si può pensare di vincere tutto subito contro i più forti. Quando decide di investire direttamente in un’azienda, utilizza somme moderate, generalmente nell’ordine di pochi milioni di dollari per operazione, e non cerca mai di ottenere il controllo della società.
Nei primi anni Rosberg Ventures ha preferito investire soprattutto in altri fondi di investimento già molto affermati ed esperti. Questo metodo permetteva di partecipare indirettamente alle opportunità più interessanti della Silicon Valley senza dover gestire tutto in prima persona. Col passare del tempo il fondo ha cominciato a fare anche investimenti diretti nelle aziende più promettenti, mantenendo però sempre un equilibrio attento tra le due diverse strade.
Tra le operazioni più significative ci sono le partecipazioni in aziende diventate ormai molto note, come SpaceX e Lyft, ottenute attraverso veicoli di investimento dedicati. Un altro investimento di rilievo è stato quello in ClickHouse, società specializzata in banche dati ad altissime prestazioni, che nel 2025 ha raggiunto una valutazione di oltre 6 miliardi di dollari. Non sono mancati però anche alcuni passi falsi, come l’investimento in Lilium, la startup che sviluppava taxi volanti elettrici e che nel 2025 ha dichiarato fallimento.

Il vantaggio competitivo di Nico Rosberg nel contesto attuale
In un periodo complicato per i fondi di investimento di dimensioni medie e piccole, con tassi di interesse elevati e grande incertezza economica, Nico Rosberg riesce ancora ad attirare capitali con facilità. Il suo nome da ex pilota di F1, unito ai rapporti personali costruiti negli anni soprattutto negli Stati Uniti, gli permette di accedere a operazioni di altissimo livello che normalmente sono riservate solo ai fondi più grandi e consolidati. Questo aspetto rappresenta oggi il principale punto di forza del progetto.
Rosberg si dice molto riconoscente verso gli investitori che lo accompagnano fin dall’inizio e che continuano a sostenerlo con fiducia. L’intenzione è far crescere ulteriormente Rosberg Ventures, trasformandolo nel tempo in uno dei nomi più conosciuti e rispettati tra i fondi nati grazie all’esperienza di ex atleti. L’obiettivo resta quello di continuare a partecipare alle migliori opportunità del settore tecnologico americano, con lo stesso approccio paziente, disciplinato e attento alla qualità che ha caratterizzato tutto il percorso fino a oggi.
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Crediti foto: Getty Images, Nico Rosberg




