Il primo giorno di test in un contesto normativo del tutto stravolto è sempre un passaggio delicato. L’obiettivo degli uomini di Brackley non era la prestazione, ma la raccolta dati dopo aver verificato la tenuta di tutte le componenti. E, da questo punto di vista, la Mercedes W17 ha superato il primo esame della pista. Barcellona ha restituito indicazioni chiare soprattutto su affidabilità, approccio metodologico e maturità del progetto, più che su un livello prestazionale ancora volutamente non esposto né esponibile. Un atteggiamento coerente con una stagione che inaugura una delle rivoluzioni regolamentari più profonde nella storia recente della Formula 1.
George Russell ha subito posto l’accento sull’impatto concettuale delle nuove monoposto, sottolineando come il cambiamento sia percepibile anche dal punto di vista del pilota. “Sono piuttosto diversi per noi come piloti ma, una volta che ci si prende la mano, guidarli è piuttosto intuitivo”, ha spiegato l’inglese, evidenziando un aspetto non secondario: la nuova generazione di vetture richiede adattamento, ma non sembra introdurre complessità artificiali nella guida. Un elemento che Russell lega anche alla spettacolarità complessiva del prodotto, parlando apertamente di un regolamento che può offrire molto ai tifosi.

Test Barcellona Mercedes: Russell promuove la PU Ferrari
Interessante, e per certi versi rivelatore, anche il passaggio in cui l’inglese allarga lo sguardo al quadro generale del paddock. “Sono rimasto colpito da diverse altre squadre”, ha ammesso, citando esplicitamente la mole di chilometri completati da Red Bull Powertrains e Ferrari attraverso Haas. Il riferimento al 2014, “non è esattamente come nel 2014!”, non è casuale: Russell certifica come il livello medio del campionato, sotto il profilo tecnico e organizzativo, sia oggi infinitamente più alto, rendendo improbabili gap strutturali immediati sulle power unit come accadde all’alba dell’era ibrida.
Dal lato opposto del box, Andrea Kimi Antonelli ha messo l’accento su quello che, in questa fase, rappresenta il vero obiettivo di Mercedes: costruire conoscenza attraverso il chilometraggio. “Con queste nuove macchine abbiamo molto da imparare, quindi è importante completare il più chilometraggio possibile”, ha spiegato il rookie italiano, che ha anche fornito un dato concreto e significativo: oltre 150 giri completati nel primo vero giorno di attività della W17. Un numero che, in un contesto così radicalmente nuovo, assume un valore tecnico enorme.
Antonelli ha inoltre voluto rimarcare il lavoro svolto a monte dal team, citando esplicitamente Brackley e Brixworth. Non una formalità, ma un richiamo alla centralità dell’integrazione telaio–power unit in questo ciclo regolamentare. “È ancora presto però”, ha precisato, ribadendo come il test serva proprio a scoprire i limiti del pacchetto e le aree di miglioramento, senza illusioni premature sulle prestazioni assolute.
Mercedes, focus sul chilometraggio
A fornire la cornice più tecnica è stato Andrew Shovlin, trackside engineer della Stella a Tre Punte, che ha chiarito in modo esplicito le priorità del day-1 Mercedes. “La cosa principale che cerchiamo nelle prime corse di qualsiasi nuova auto è assicurarci di poter fare molti giri”, ha spiegato, collegando direttamente l’affidabilità iniziale alla possibilità di sviluppare un programma di lavoro strutturato nei giorni successivi. Il focus della giornata, ha aggiunto, è stato comprendere il comportamento termico della vettura e validare le simulazioni sulle lunghe percorrenze.

Particolarmente rilevante anche la definizione del progetto W17 come “monumentale”, soprattutto per quanto riguarda l’unità di potenza, sviluppata a Brixworth nell’arco di diversi anni. Shovlin non si è sottratto alla prudenza sul fronte prestazionale: “Non sappiamo a che punto siamo in termini di prestazioni”, ha ammesso, ma ha subito chiarito il vero messaggio che Mercedes intende lanciare in questa fase: la capacità di tenere la vettura in pista, senza intoppi, come prima e fondamentale validazione del lavoro svolto.
Nel complesso, il day-1 di Barcellona racconta una Mercedes concentrata e metodica. La W17 non cerca titoli sui tempi, ma costruisce basi. In un campionato che riparte (quasi) da zero, la solidità del processo, più ancora della velocità immediata, potrebbe rivelarsi il vero discriminante. E oggi si replica.
Crediti foto: Mercedes-AMG Petronas F1 Team
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