Il 2026 per il team Mercedes rischia di non iniziare nei migliori dei modi. Uno dei principali azionisti, il gigante inglese Ineos, ha accumulato un debito monstre pari a 20 miliardi di euro che potrebbe mettere a rischio il supporto finanziario sul futuro della scuderia anglo-tedesca.
Sir Jim Ratcliffe, patron della compagnia e comproprietario, oltre di Mercedes F1, di due squadre di calcio come il Manchester United ed il Nizza, ha attribuito la difficile situazione di Ineos a un mix tossico di elevati costi energetici europei, perturbazioni del commercio globale e importazioni cinesi a basso costo che inondano il mercato. Si è espresso in modo particolarmente esplicito sulle politiche europee di zero emissioni nette, sostenendo che i costi stanno “uccidendo la produzione manifatturiera”.

Un annus horribilis per Ineos
Moody’s ha declassato Ineos due volte da settembre, citando un netto deterioramento della performance operativa. Il fatturato è diminuito del 20%, mentre gli utili ante imposte sono crollati del 55%. L’agenzia ha messo in guardia da “deboli indicatori del debito”, con una leva finanziaria pari a 13,5 volte gli utili, in un contesto di sovracapacità, domanda debole ed elevati costi energetici e normativi. Un dirigente ha descritto la performance del terzo trimestre come “terribile”, avvertendo che l’aumento dei costi di rifinanziamento potrebbe spingere l’azienda sull’orlo del baratro se i mercati dovessero rimanere chiusi.
Il taglio dei costi ha seguito un parziale ridimensionamento in alcuni settori. Persino le ambizioni sportive, tra cui quelle che riguardano la Mercedes, potrebbero subire un brusco stop, con Ineos che ha abbandonato partnership di alto profilo e cancellato centinaia di milioni di dollari investiti nell’acquisizione dell’azienda di abbigliamento Belstaff. Sia chiaro, siamo nel campo delle ipotesi e non c’è nessuna conferma nè alcuna decisione presa.
Le banche stanno monitorando attentamente la situazione. Barclays, che un tempo ha svolto un ruolo fondamentale nel salvataggio di Ineos durante la crisi finanziaria, ha recentemente avvertito che i gruppi chimici europei devono dare priorità alla riduzione del debito, altrimenti rischiano di perdere valore nella prossima recessione.

La collaborazione con Mercedes in F1
Ineos è partner principale e azionista al 33% del team Mercedes-AMG Petronas di F1 (insieme alla casa madre Daimler AG, Toto Wolff, e CrowdStrike che ha recentmente rilevato il 5% delle quote in possesso del TP), una collaborazione iniziata come sponsorizzazione nel 2020 e diventata partecipazione azionaria alla fine di quell’anno.
Nel 2025 la visibilità del marchio è stata ridotta: il logo era meno prominente sulla livrea della monoposto, spostato in posizioni secondarie come l’interno dell’ala anteriore, per liberare spazio a nuovi sponsor e contenere i costi. Sono circolate voci di tensioni e di una possibile rottura, con il team anglo-tedesco che avrebbe valutato l’acquisto della quota di Ratcliffe, ma entrambe le parti hanno smentito categoricamente: la partecipazione azionaria rimane invariata, la partnership è descritta come “stabile e duratura”, e Ineos continua a essere indicato come partner principale sul sito ufficiale del team.
Toto Wolff ha ribadito la solidità del rapporto, definendo Ratcliffe uno dei “tre amici” alla guida del team, nonostante i tagli più ampi alle attività sportive del gruppo. Nel novembre 2025, una piccola porzione della quota di Wolff è stata venduta a un nuovo investitore, ma la struttura proprietaria principale, con Ineos non è cambiata.
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Crediti foto: LAT Images, Getty Images




