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Home F1

McLaren – Le papaya vincono anche fuori pista

La scuderia di Woking ha vinto la causa che la vedeva come protagonista contro il suo ex pilota attivo in IndyCar, Alex Palou

Giovanni Tito by Giovanni Tito
23 Gennaio 2026
in F1
Tempo di lettura: 3 minuti
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McLaren

La gioia di Zak Brown ad Abu Dhabi.

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Il giudice dell’Alta Corte di Londra ha stabilito che McLaren Racing ha diritto a un risarcimento danni di oltre 12 milioni di dollari a titolo di compensazione per le perdite commerciali e i disservizi subiti a seguito della violazione del contratto da parte del pilota IndyCar, Alex Palou.

Il contenzioso nasce dalla decisione di Palou di rompere in anticipo gli accordi firmati con Woking: un contratto per correre con Arrow McLaren in IndyCar a partire dal 2024 e il ruolo di riserva e test driver in F1. Invece di onorare questi impegni, il driver ha scelto di rimanere con Chip Ganassi Racing, team con cui ha proseguito la sua striscia vincente conquistando quattro titoli IndyCar. Woking ha sempre sostenuto di aver rispettato ogni obbligo contrattuale, mentre l’uscita improvvisa di Palou ha provocato perdite commerciali rilevanti e gravi disservizi operativi, soprattutto nel programma IndyCar.

All’inizio del processo la scuderia di Woking aveva chiesto un risarcimento molto più elevato, inizialmente stimato intorno ai 30 milioni di dollari e poi ridotto a circa 20,7 milioni. Quasi 15 milioni di quella cifra riguardavano specificamente il programma di F1, tra mancati benefici di sponsorizzazione, immagine e sviluppo tecnico. Il giudice però ha respinto completamente tutte le pretese legate alla Formula 1, giudicandole non provate o non direttamente collegate alla violazione. Ha invece accolto in pieno i danni subiti sul fronte IndyCar, quantificandoli con precisione e riconoscendo l’impatto economico reale subito dal team.

McLaren
Il pilota Alex Palou. Il driver spagnolo è stato condannato a risarcire la sua ex scuderia per oltre 12 milioni di dollari.

Dettaglio dei danni riconosciuti

La sentenza, favorevole alla McLaren, fissa almeno 10 milioni e 200.000 dollari come importo certo e garantito, cifra che include il salario del pilota non corrisposto, le perdite nette sulle stagioni dal 2024 al 2026, i costi extra sostenuti per sostituire il pilota e altri oneri diretti e indiretti derivanti dalla violazione. A questa base si aggiunge una quota supplementare stimata tra 2 e 2,5 milioni di dollari, ancora da perfezionare con perizie contabili e tecniche successive. In totale la somma supera abbondantemente i 12 milioni di dollari, tutti concentrati esclusivamente sul programma IndyCar.

McLaren
Zak Brown ed Alex Palou ritratti nell’aula dell’Alta Corte di Londra.

Le dichiarazioni di McLaren ed Alex Palou

Zak Brown, CEO di McLaren Racing, ha commentato il verdetto con soddisfazione dichiarando testualmente: “Questo è un risultato giustissimo per noi. Come detto nella sentenza, abbiamo chiaramente dimostrato di aver adempiuto a ogni singolo obbligo contrattuale nei confronti di Alex e di aver onorato pienamente quanto concordato”. Ha aggiunto: “Ringraziamo il tribunale per aver riconosciuto il significativo impatto commerciale e il danno subito dalla nostra azienda a seguito della violazione del contratto con il team da parte di Alex”.

Alex Palou ha espresso delusione per l’assegnazione di qualsiasi danno, ma ha voluto sottolineare un aspetto positivo per lui. Ha dichiarato: “La corte ha respinto integralmente le richieste di risarcimento danni della McLaren nei miei confronti per la F1, che ammontavano a quasi 15 milioni di dollari”. Il pilota ha aggiunto che sta valutando le prossime mosse insieme ai suoi consulenti legali, definendosi “deluso” per l’esito ma sollevato dal rigetto delle pretese più consistenti legate alla F1.

Il contenzioso, iniziato oltre due anni e mezzo fa e passato attraverso un processo durato 5 settimane nel corso del 2025, si chiude quindi con una vittoria parziale per il team di Woking limitata esclusivamente al lato IndyCar. Chip Ganassi Racing ha supportato Palou durante tutta la difesa. Ora il pilota dovrà affrontare un pagamento immediato della somma principale, con interessi e spese legali ancora da quantificare in un’udienza dedicata. La vicenda giudiziaria si conclude così, lasciando il pilota libero di proseguire la sua carriera in IndyCar ma con un conto economico molto salato da saldare nei confronti della scuderia papaya.


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Crediti foto: Reuters, ShutterSpeed Action Photography, Priscilla Coleman/MB Media

Giovanni Tito

Giovanni Tito

Non sono asociale. Amo le persone nei film e le serie TV... Anche negli anime 🎥🎬📽️📺

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