Il mondo del calcio messicano sta vivendo un momento di grandi cambiamenti, con il club dell’Atlas FC al centro di una potenziale rivoluzione che riguarda anche il team campione del mondo di Formula 1, la McLaren.
Il colosso britannico McLaren Group che detiene la storica scuderia di Woking, è in trattative avanzate per l’acquisto del club calcistico. Questa mossa non solo segnerebbe la fine dell’era del Gruppo Orlegi, proprietario da sette anni, ma potrebbe anche aprire le porte a una sinergia inedita tra il calcio e il motorsport di alto livello, iniettando capitali freschi e visibilità globale in un club storico come l’Atlas, fondato nel 1916 e noto per i suoi 17 titoli nazionali.
Tutto inizia con una decisione epocale della Liga MX. Nello scorso mese di maggio, l’Assemblea dei Proprietari ha decretato la fine della multiproprietà, vietando a un singolo gruppo di controllare più di un club nella massima serie. Questo ha colpito direttamente il Gruppo Orlegi, che gestisce sia l’Atlas che il Santos Laguna. A luglio, Orlegi ha annunciato una transizione pianificata e strutturata, preparando il terreno per un cambio di proprietà.
Dopo sette anni di gestione, che hanno portato successi ma anche periodi di crisi finanziaria e sportiva, Alejandro Irarragorri, figura chiave del gruppo si accinge a salutare. L’Atlas, club di Guadalajara (città natia di Serio Perez, ndr) con una fanbase passionale, si trova ora in una fase di transizione delicata, con l’obiettivo di stabilizzarsi prima della Coppa del Mondo 2026, che toccherà anche il Messico.

McLaren entra in scena: Dalla F1 al calcio messicano
Il nome che circola con insistenza è quello del McLaren Group, posseduto in maggioranza dal Fondo Sovrano del Bahrein Mumtalakat. Secondo fonti come il giornalista Pedro Antonio Flores, che ne scrive sul quotidiano sportivo messicano Record, le trattative sarebbero in fase avanzata: Il gruppo non si limiterebbe a un investimento minoritario, ma acquisterebbe il controllo totale del club. McLaren, icona del motorsport in Formula 1, è anche produttore di supercar e attiva in IndyCar. Questa diversificazione nel calcio rappresenterebbe un passo audace per il gruppo, che già investe in settori disparati come istruzione, aviazione, sanità e immobiliare attraverso Mumtalakat.
L’operazione delineata è ambiziosa e articolata. il gruppo rileverebbe il controllo della squadra maschile e femminile, e delle giovanili, i diritti commerciali del marchio “Atlas”, inclusi il vivaio del club ed il 25% dello storico Estadio Jalisco.
Orlegi cederebbe tutto in un pacchetto completo, mantenendo forse solo legami residuali con il Santos. Non ci sono cifre ufficiali, ma si parla di un investimento sostanzioso, in linea con le valutazioni di club messicani (intorno ai 100-150 milioni di dollari).
Le negoziazioni, ancora preliminari, coinvolgono avvocati e consulenti internazionali, con Mumtalakat come garante della solidità finanziaria. Irarragorri, che ha trasformato Orlegi in un player dominante nel calcio messicano, lascerebbe un’eredità mista: successi sul campo, ma critiche per la gestione economica e le controversie legate alla multiproprietà.

Prospettive future
Non c’è una data ufficiale, ma le stime puntano al completamento dell’affare entro il 2026, idealmente in coincidenza con i preparativi per la Coppa del Mondo. Questo significherebbe che l’Atlas potrebbe esordire nel torneo Apertura 2026 sotto la nuova proprietà, con potenziali cambiamenti radicali.
L’adattamento culturale di un gigante britannico-arabo al calcio passionale del Messico, e il mantenimento dell’identità dell’Atlas in mezzo a un’infusione di capitali esteri. Questa “fusione” tra Liga MX e F1 non è solo una vendita, ma un’opportunità per elevare il club, attraendo fan globali e rivaleggiando con giganti come América o Tigres. Resta da vedere se McLaren accelererà davvero verso questa curva, o se le trattative slitteranno in una pit stop indefinita.
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Crediti foto: Imago



