Durante le sessioni di FP1 del GP di Las Vegas 2024, Lando Norris non nascondeva la sua profonda insoddisfazione con la sua McLaren MCL38. Al termine di una serata segnata da aderenza praticamente inesistente, il pilota britannico dichiarava: “È davvero difficile e l’aderenza è così bassa. Mi sembra che potrei andare più veloce con una vettura stradale di quella che stiamo guidando ora…”. Le sue parole riflettevano un problema cronico: la monoposto sembrava incapace di generare grip sufficiente sull’asfalto freddo e ancora poco gommato della Strip notturna.
Nella gara vera e propria, i problemi si sono concretizzati in un distacco abissale. Lando Norris e Oscar Piastri hanno tagliato il traguardo con oltre quaranta secondi di ritardo rispetto al vincitore, George Russell con la Mercedes. Il principale responsabile è stato il graining degli pneumatici anteriori, un fenomeno che ha distrutto la mescola già dopo pochi giri, costringendo il team a strategie difensive e a un ritmo gara insostenibile. McLaren ha chiuso la domenica con una delle delusioni più grandi della stagione.
Nel 2025 la situazione è radicalmente diversa. Woking ha già conquistato il titolo costruttori con largo anticipo, ma la lotta per il campionato piloti è accesissima. Norris guida la classifica, con Piastri dietro di un solo punto e un Max Verstappen terzo a 36 punti di distacco. Ogni punto conta, e un’altra débâcle come quella del 2024 potrebbe compromettere le chance iridate dei piloti papaya. Las Vegas diventa quindi un appuntamento cruciale, non solo per il prestigio, ma per la matematica del mondiale.

La diagnosi di Andrea Stella: imparare dal graining prodotto dalla McLaren MCL38
Il team principal Andrea Stella non nasconde che Las Vegas 2024 è stata nel complesso una sfida impegnativa per la McLaren. Ammette apertamente: “l’anno scorso non eravamo competitivi e avevamo bisogno di imparare qualcosa durante la gara, per vedere se potevamo fermare il graining e se potevamo apportare modifiche”. Il graining è stato il nemico numero uno: la vettura non riusciva a portare in temperatura le gomme anteriori, generando un degrado rapido e un’usura irregolare che ha reso impossibile qualsiasi tentativo di recupero.
Quest’anno i dati sono incoraggianti. Stella sottolinea: “Abbiamo molto meno graining degli pneumatici rispetto allo scorso anno, quindi potrebbe essere una Las Vegas diversa da quella dello scorso anno sotto questo aspetto. Sarà interessante vedere”. Le simulazioni, i test invernali e gli aggiornamenti portati sulla MCL39 hanno ridotto drasticamente il fenomeno. Le gomme anteriori raggiungono la finestra operativa più rapidamente e il degrado è sotto controllo anche nelle condizioni notturne più estreme.

Focus sulla massimizzazione: le lezioni di Baku e Città del Messico
Stella è consapevole che non basta avere una vettura veloce: bisogna estrarne tutto il potenziale. “La configurazione dei tracciati per le prossime quattro gare non sarà un problema per Lando e Oscar”, afferma l’ex Ferrari. Il vero obiettivo è replicare l’eccellenza vista a Città del Messico, dove la McLaren di Norris ha dominato, evitando invece gli errori di estrazione del potenziale commessi a Baku. “Piuttosto, noi della McLaren dobbiamo assicurarci di essere in grado di estrarre tutto il potenziale dalla vettura, come abbiamo fatto in Messico, perché c’è il timore che non lo abbiamo fatto abbastanza bene nelle ultime gare”, conclude il team principal.
McLaren andrà a Las Vegas con la memoria del 2024 ancora viva, ma con la consapevolezza di aver trasformato una debolezza in un punto di forza. Meno graining, più aderenza, setup ottimizzato e una strategia mirata: tutti gli ingredienti per una gara da protagonisti. Norris non vuole più scherzare sul confronto con una vettura stradale. Questa volta, la MCL39 è pronta a correre per vincere. Ma prima c’è da affrotare la sfida brasialiana…
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Crediti foto: McLaren, Mercedes, F1





