Leonardo Fornaroli è il nuovo re della Formula 2. E lo è diventato al suo primo anno nella categoria, firmando un’impresa che mancava da oltre un decennio per il motorsport italiano. A Lusail il piacentino classe 2004 ha chiuso al secondo posto una Feature Race intensa e tattica, vinta da Victor Martins, ma quel risultato è bastato per consacrarlo matematicamente campione del mondo della categoria cadetta.
L’istante in cui ha tagliato il traguardo ha avuto il peso della storia. “Ragazzi, siete i migliori!”, ha urlato via radio al muretto del suo team prima di scendere dalla monoposto. Poi le lacrime, quelle vere, quelle di chi realizza di aver scritto una pagina che pochissimi connazionali prima di lui erano riusciti a firmare. “Non ci posso credere, non ci posso credere”, ha continuato a ripetere in pit lane, quasi travolto dall’emozione.

Da quando la Formula 2 è diventata riconosciuta come campionato sotto l’egida FIA, solo due italiani erano riusciti a salire sul trono: Giorgio Pantano nel 2008 e Davide Valsecchi nel 2012. Fornaroli rompe un digiuno lungo tredici anni e si proietta in una dimensione nuova, quella riservata ai talenti destinati alla Formula 1.
La sua è più di una vittoria sportiva: è un segnale forte, un manifesto della nuova generazione italiana che torna a occupare il palcoscenico internazionale con determinazione, velocità e maturità tecnica. Oggi Leonardo Fornaroli non ha soltanto vinto un campionato: è salito sul tetto del mondo della F2, riportando l’Italia dove merita di essere.
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