La notte di Las Vegas avrebbe potuto rappresentare il momento decisivo della stagione di Lando Norris, il punto in cui il pilota McLaren avrebbe messo una mano sul suo primo titolo mondiale. Il secondo posto ottenuto in pista, unito all’ennesima gara opaca del compagno di squadra, sembrava spingere il britannico verso un finale di campionato in totale controllo. Invece, meno di un millimetro ha ribaltato tutto. Lo spessore irregolare del pattino, rilevato su entrambe le vetture papaya, ha portato i commissari a una decisione durissima e immediata: squalifica per Norris e Piastri, esattamente come avvenuto per la Ferrari in Cina.
Da un potenziale allungo decisivo, Norris è passato a una notte di shock tecnico e psicologico. La classifica viene stravolta, il titolo si riapre, e con due gare e 58 punti ancora disponibili l’equilibrio del campionato cambia radicalmente. Improvvisamente, Max Verstappen torna un avversario pericoloso, credibile, capace di mettere pressione al britannico come forse mai in questa stagione.

Lando Norris vs Max Verstappen: ora la partita è psicologica.
Norris, ora, è chiamato a reggere l’urto del ritorno di Verstappen proprio su un campo in cui non eccelle: la resa mentale. Vero è che nella seconda parte del campionato in corso il pilota di Bristol è apparso più concreto e deciso, ma nel confronto con l’olandese spesso esce sconfitto e la pessima partenza di ieri lo dimostra ancora una volta. In Inghilterra lo sanno e molti organi di stampa sottolineano proprio che ora la partita è più psicologica che tecnica.
La BBC sottolinea come, nonostante il pesante passivo maturato con la squalifica, il destino del mondiale sia ancora nelle mani del pilota McLaren. Allo stesso tempo però, con margini così sottili, la percezione del pericolo cambia completamente. Nei due round finali servono concentrazione assoluta, gestione perfetta e zero errori, perché il quattro volte iridato ha dimostrato più volte di saper colmare distacchi apparentemente insormontabili. Il network britannico ricorda come, solo poche settimane fa, l’olandese avesse recuperato ben 64 punti su Piastri nell’arco di quattro gare, quando il suo rivale di riferimento era ancora il compagno di squadra di Norris.
Il quadro resta chiaro: il titolo è ancora nelle mani del pilota McLaren e, aritmeticamente, può chiudersi già il prossimo weekend in Qatar, complice la presenza della gara sprint che complica i calcoli. BBC sottolinea che bastano due punti su entrambi gli avversari diretti per laurearsi campione. Qualsiasi altro scenario rimanderebbe la resa dei conti ad Abu Dhabi.

Se la BBC evidenzia la dimensione aritmetica del duello, The Guardian sposta invece l’attenzione su ciò che ora cambia in termini di psicologia e pressione. La squalifica delle McLaren ha regalato a Verstappen ciò che cercava da settimane: uno spiraglio, una possibilità, un pretesto per crederci fino in fondo. La gara di Las Vegas, gestita dall’olandese con freddezza chirurgica e un passo decisamente migliore rispetto al sabato bagnato, è interpretata dal quotidiano come un messaggio chiaro: Red Bull non ha intenzione di arrendersi. L’ultima parte di stagione di Verstappen è stata costruita su una progressione costante e su prestazioni prive di sbavature. Ora che la porta si è socchiusa, l’olandese la vuole spalancare.
È una prospettiva che pesa enormemente sulla McLaren e sulle spalle di Norris, come mette in risalto anche il Daily Mail. Il quotidiano britannico insiste sul fatto che questa squalifica non solo toglie punti fondamentali, ma cambia la lettura emotiva del campionato. Senza questa penalità, Norris sarebbe arrivato alle ultime due gare in controllo assoluto, protetto da un margine psicologico e matematico molto più rassicurante. Ora invece si ritrova la sagoma di Verstappen nello specchietto, una presenza ingombrante che ha già frantumato sogni e certezze a più di un avversario.
Il Daily Mail va oltre la pura cronaca, ponendo un interrogativo che aleggia anche nel paddock: la McLaren ha superato il limite nel tentativo di massimizzare le prestazioni? È la domanda che monopolizza discussioni e analisi, anche se il regolamento resta chiaro e inflessibile. Fatto sta che questo episodio, figlio di un eccesso di usura del pattino probabilmente dovuto a setup aggressivi e asfalto insidioso, ha rimesso in gioco un mondiale che sembrava avviato verso Woking.
Per Norris, ora, la sfida è duplice. Da un lato deve gestire la pressione dell’occasione più grande della sua carriera, consapevole che il suo margine si è assottigliato a causa di un dettaglio minuscolo ma decisivo. Dall’altro, deve fronteggiare un Verstappen in modalità cacciatore, libero da ansie, forte di un’esperienza sterminata nei finali di stagione e perfettamente consapevole che non ha nulla da perdere.

Per McLaren, invece, le prossime due settimane richiedono una lucidità assoluta nelle scelte strategiche ma anche in quelle tecniche per evitare una nuova, clamorosa, doppia topica come quella verificatasi ieri all’alba italiana. Il team, sul versante sportivo, non può più permettersi il lusso di una gestione equilibrata dei due piloti. Le dinamiche di squadra devono necessariamente convergere su Norris, l’unico con possibilità reali di giocarsi il titolo. Qualsiasi esitazione sarebbe un regalo inaccettabile a un Verstappen che sta fiutando l’odore della preda. Le papaya rules, in parole povere, vanno congelate per 13 giorni per evitare scivoloni nocivi.
La squalifica di Las Vegas non solo ha ridisegnato la classifica: ha reso tirati i nervi, cambiato i ritmi, modificato le percezioni, ricalibrato i pesi specifici delle prossime mosse. Tutto per meno di un millimetro. Un dettaglio che può cambiare la storia di un campionato. Un margine che può decidere, nel modo più crudele possibile, chi diventerà campione del mondo.
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing, McLaren F1





