Sono James e mi racconto oltre ai luoghi comuni
Suzy aveva ragione, la trascuravo, non ero adatto per il matrimonio. Abbiamo corso troppo, come del resto era nella mia indole. Sarah ha pagato un prezzo ancora più alto, entrare nella mia vita non valeva il biglietto, specie allora. Per nostra grande fortuna sono nati Tom e Freddie, il vero tesoro, l'eredità che offre un senso all'azzardo. Helen ha perso tutto, perché aveva scommesso su di me, su ciò che potevo essere davvero. E che ero diventato, ma troppo tardi, appena prima dell'addio.
Queste sono state le mie donne, insieme a Ping, compagna della mia gioventù scapestrata, e ovviamente a Jane, che ha condiviso alcuni dei miei anni peggiori. Le tante altre solo avventure, giochi frementi tra il buio della notte e le tenebre che accompagnavano i miei pensieri, nulla a cui dare troppa importanza, niente a cui attribuire il senso della mia esistenza. Eppure... Quanti sono a ricordarmi come un campione e quanti come un libertino?
La risposta è semplice e banale, nemmeno deve essere riportata. Io ero l'icona rock, la quintessenza dei favolosi anni settanta, il prototipo banalizzato del playboy che miete conquiste. Invece, a trentuno anni dalla mia scomparsa, ci tengo a ribadire che sono stato altro, ma soprattutto un pilota. Sissignori, ho amato guidare più di ogni altra cosa, anche se non avevo la metodica dedizione di Niki, la meticolosa razionalità di Jackie, o il demone del talento di Ronnie.

Ho toccato il fondo in molti modi, non c'è mai un'unica via per raggiungere gli abissi. Ho rinnegato la mia passione, rinunciato alla mia carriera, tradito la fiducia e le promesse che avevo fatto a mia moglie e ai miei figli. Ma soprattutto ho abbandonato me stesso, lasciandomi andare alla deriva, senza aspettative, senza prospettive. Per qualcuno potevo ancora rappresentare un mito ma per me stesso ero solo un'ombra.
Per fortuna la vita sa regalarci tanti riscatti. In qualche modo è stata clemente con me, me ne rendo conto. Ero diventato un campione e una star, cose che non capitano proprio a chiunque, ma come un idiota avevo sprecato tutto, dunque non mi aspettavo un'altra occasione. Tuttavia mi è stata data la possibilità di voltare pagina, di invertire la rotta, di trovare una guida grazie alla quale il viaggio sarebbe stato più semplice.
Ho incontrato Helen e da allora niente è stato più lo stesso. Mi sono ritrovato, riscoperto, riconosciuto. In ciò che avrei dovuto essere molto tempo prima. Ho riallacciato il rapporto con i miei figli, accettando finalmente il ruolo di padre, ho riattaccato i miei cocci rotti, ammettendo fino in fondo ciò che ero. Un uomo, non un super eroe, non il pilota eccentrico e gaudente che aveva sempre bisogno di farsi notare. Ero finalmente James e questo mi bastava.
Purtroppo sono dovuto andarmene proprio sul più bello, quando avevo fatto pace con me stesso. Il mio cuore mi ha tradito, il complice di tante emozioni mi ha abbandonato, mentre finalmente iniziavo a riconoscerlo come qualcosa di più importante rispetto a un semplice organo. Ma va bene così, gli sono ugualmente grato.
Chiedo scusa a chi di voi mi leggerà oggi e forse si aspettava un racconto audace, la testimonianza di notti di fuoco, l'apologia dei tanti pugni che ho sferrato. Queste cose hanno fatto parte di James, ma non sono l'unico modo per raccontarlo. Del resto ho avuto abbastanza tempo per riflettere in questi anni, potrei essere diventato un saggio.
Guarda là, c'è ancora Niki che se la ride sotto al cappellino, proprio non crede al fatto che sia diventato un uomo maturo. "James, con le donne non c'è gara, ma se provassimo finalmente a sfidarci al Fuji? Posso mettere una buona parola con qualcuno per ricreare le condizioni di quel giorno."
Non serve neppure l'assenso, infilo il mio casco nero, le tre righe rosse, blu e giallo sembrano annunciare un arcobaleno. Le monoposto sono già sulla griglia di partenza, il vulcano è nascosto dalle nubi. Io sono ancora un campione ed è l'ora di dimostrarlo, adesso che anche Niki se la sente. Le auto partono, accelerano, inizia la sfida, finalmente eterna.
Crediti foto: F1