La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per l’Emilia-Romagna ha rivolto una dura critica a Formula Imola, la società pubblica al 100% che gestisce l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Nel referto approvato lo scorso 18 dicembre relativo all’esercizio 2024, i magistrati contabili hanno stigmatizzato il grave ritardo con cui la società ha trasmesso alcune deliberazioni assembleari, arrivate con oltre due anni di ritardo rispetto alla loro adozione, come scrive Il Resto del Carlino.
La società è interamente partecipata da Con.Ami, consorzio di enti locali presieduto dal Comune imolese (che detiene la quota maggioritaria del 66%) insieme ad altri Comuni del comprensorio imolese. Proprio in quanto società interamente a controllo pubblico, si legge sul quotidiano, è soggetta agli obblighi di trasparenza e tempestività nella comunicazione degli atti agli organi di controllo, obblighi che secondo la Corte sono stati gravemente disattesi.

La violazione contestata: un ritardo di oltre due anni
I giudici contestano in modo particolare il fatto che alcune deliberazioni assembleari della società che ha in gestione il tracciato di Imola, tra cui quelle relative alla composizione degli organi societari, siano inviate alla Corte dei Conti con un ritardo superiore a 24 mesi. Tale comportamento è stato giudicato del tutto ingiustificato, in quanto non esiste una norma che fissi un termine perentorio, ma i principi generali di buona amministrazione, efficienza, economicità e trasparenza impongono comunque una trasmissione tempestiva.
La Corte ha sottolineato che un intervallo di tempo così lungo rende praticamente impossibile esercitare un controllo effettivo e in tempo reale sull’andamento gestionale della società. Il ritardo compromette la capacità degli enti di controllo di intervenire con misure correttive, di segnalare anomalie e di prevenire potenziali danni alla spesa pubblica. In altre parole, il controllo ex post diventa inutile se arriva troppo tardi.
I magistrati hanno indicato come termine ragionevole e proporzionato quello di 30 giorni dalla data di adozione delle deliberazioni relative alla composizione degli organi sociali. Questo intervallo è considerato in linea con i criteri di prudenza, efficacia e buona amministrazione che devono caratterizzare la gestione di una società interamente pubblica.
La Corte ha espressamente chiesto ai Comuni soci (in primis quello imolese) di vigilare affinché Formula Imola rispetti in futuro questo termine di 30 giorni, sottolineando che la tempestività nella trasmissione degli atti è un elemento essenziale per garantire trasparenza e corretta gestione delle risorse pubbliche.

La questione della governance passata e il cambiamento recente di Imola
Nel medesimo referto i giudici hanno analizzato anche le scelte organizzative adottate in precedenza dalla società. La decisione di dotarsi di un Consiglio di amministrazione (anziché di un amministratore unico) era motivata dalla complessità e dall’alto livello competitivo internazionale dell’attività svolta. Questa scelta, ritenuta coerente con la normativa vigente e giustificata alla luce delle caratteristiche operative e dei bilanci degli ultimi tre esercizi.
Tuttavia questa struttura è ormai superata: da alcuni mesi la società è passata alla figura dell’amministratore unico, attualmente ricoperta da Massimo Monti. Fino allo scorso mese di giugno, il Consiglio era presieduto da Gian Carlo Minardi. Il ritorno al modello più snello dell’amministratore unico ha chiuso una fase gestionale che, pur essendo considerata legittima all’epoca, rimane comunque sotto l’attenzione degli organi di controllo.
La Corte dei conti ha usato toni molto netti per richiamare Formula Imola al rispetto dei principi di trasparenza e tempestività, considerandoli imprescindibili per una società interamente finanziata con denaro pubblico.
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Crediti foto: Promo Racing, Con.Ami, IsolaPress





