Ognuno per sé: questo il pericoloso cammino che potrebbe portare alla separazione tra Imola e Monza nella trattativa con i vertici della Formula 1 per il rinnovo dei contratti per la permanenza nel calendario dei due impianti. Il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, ha deciso di impostare un confronto su tavoli separati con Stefano Domenicali, CEO della 1.
Non ci sarebbe nulla di strano se il manager non avesse affermato che "Monza viene prima di tutto", come riportato da Il Giorno.
Il vecchio piano da 300 milioni totali per 5 anni (30 milioni a gara), sembra quindi naufragato. O quanto meno messo in ghiacciaia. In questo nuovo contesto è l’Enzo e Dino Ferrari a rischiare di rimanere fuori dal giro buono: "Dobbiamo chiudere il più in fretta possibile per Monza, poi vediamo il resto. Probabilmente dobbiamo cercare di portare a casa un rinnovo di dieci anni". Viene da sé che la quota stanziata possa servire per una sola pista. Cosa che lascerebbe a bocca asciutta l’altra. Imola, nella fattispecie.
Imola - Rettilineo di partenza dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari

Imola: futuro a rischio senza il supporto dell'ACI

La F1 fa richieste pressanti e per questo l’ACI parrebbe voler fare all-in sul tracciato brianzolo che dovrebbe replicare il modello Silverstone, fresco di prolungamento decennale. Anche in questo senso vanno letti i lavori di ammodernamento partiti sullo storico impianto monzese: migliorare le strutture per essere più forti al tavolo negoziale.
Se l’ACI toglie il sostegno a Imola le cose rischiano di farsi complesse. La pista emiliana paga un obolo di 24 milioni annui per stare in F1. Istituto per il commercio con l’estero, Ministero per le Infrastrutture e Regione Emilia Romagna versano 5 milioni a testa. Due quelli introdotti dal Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale di Imola per un totale di 17 milioni. I restanti sette li inietta l’Automobil Club Italia. Se le richieste della FOM salgono a 30 milioni tutti dovrebbero fare uno sforzo ulteriore. Specie se l’ACI, come sembra, stia tentando di disimpegnarsi (anche se non lo ha comunicato ufficialmente).
 
Il Gran Premio di Imola ha chiuso con un passivo di qualche decina di migliaia di euro dopo l’ultima edizione svolta. La cosa, ovviamente, non depone a favore della causa anche se è riconosciuta la grande quantità di introiti correlati che danno benefici al territorio. Forse questo potrebbe dare qualche speranza di prolungamento poiché le istituzioni pubbliche - Governo e Regione - potrebbero aumentare i fondi per salvaguardare l’indotto territoriale.
 
La partita è ancora aperta ma la sensazione è che, senza il ruolo centrale dell’ACI, Imola veda addensarsi una fitta nube sul proprio futuro. Di certo c’è che l’evento saltato l'anno scorso a causa dell’alluvione sarà recuperato. Su questo c’è stata la rassicurazione formale di Stefano Domenicali. Per gli anni a venire, invece, emerge un enorme punto di domanda.

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