Il metaverso della F1
Quando si avvia ogni weekend di gara del Campionato del Mondo di F1, per necessità lavorative, si ha l'obbligo di ascoltare o leggere tutte le dichiarazioni che i piloti rendono alla stampa. Non ce ne vogliano i nostri eroi, ma in molti casi si tratta di banalità tediose proferite solo ed esclusivamente per accontentare un pubblico curioso, che di quelle ovvietà si ciba con sorprendente avidità.
Nell'avvicinamento al Gran Premio del Qatar, penultima tappa di un mondiale che ha già decretato il suo vincitore per quanto riguarda il titolo piloti, il rituale si è rinnovato. Questa volta, oltre all'ordinarietà verbale, si è aggiunto un elemento che ha portato la narrazione verso le sponde del fantasy. Sì, perché i nostri cavalieri del rischio hanno preso a parlare di meta-scenari - alcuni utopici, altri distopici - che si sarebbero potuti concretizzare se certe cose fossero andate diversamente: il metaverso, appunto.
Dopo la vittoria del quarto titolo da parte di Max Verstappen, abbiamo dovuto sorbirci la solita - ma lecita - beatificazione del numero uno. Tranquilli, è un processo che si è ripetuto con tutti gli altri protagonisti della categoria: Hamilton, Rosberg, Vettel, Button e via dicendo, andando a riavvolgere il nastro della Formula 1. Oltre alle lodi sperticate per il campione del mondo, abbiamo letto le sue parole e, soprattutto, l'autoglorificazione con cui ha sostenuto che avrebbe vinto il mondiale anche a bordo della McLaren. Ricordate quella storiella del nonno e delle palle? Ecco...

L'avvicinamento a Losail ci ha offerto altre due storie da evidenziare: una riguarda la Ferrari - team immancabile nel grande romanzo della Formula 1 - e l'altra riporta chi il rosso lo abbraccerà a breve: Lewis Hamilton.
Partiamo da quest'ultimo. Il sette volte iridato ha detto che non avrebbe voluto guidare la Ferrari SF-24 nei test di Abu Dhabi. Praticamente, con poche parole, Lewis ha smentito tutte le ricostruzioni fatte negli ultimi tempi, confermate anche da Vasseur e Wolff, che avevano ammesso trattative per portare l'inglese a bordo della vettura rossa già nelle prove che scatteranno tra meno di due settimane.
Il quasi quarantenne di Stevenage ha detto che quella non era la giusta circostanza per calarsi nell'abitacolo della Ferrari. Chissà, forse lo è un anonimo test a Fiorano, avvolto nella nebbia e con temperature polari, con un modello di monoposto degli anni precedenti. La sensazione della volpe che non arriva all'uva è molto, molto forte.
Direte: siete sempre i soliti polemici e rompiscatole. Forse è così, ma diciamo i fatti come stanno ed esprimiamo ciò che pensiamo. Un po' come accaduto recentemente parlando di Leclerc, a seguito di un intervento di Guido Schittone. Ci hanno fatto le pulci, dicendo che siamo contro il monegasco: quando la gente si ferma al titolo e non approfondisce succede pure questo. Problemi loro, non nostri...

Crediti foto: F1, Scuderia Ferrari HP, Aston Martin F1