Helmut Marko e quell’irrefrenabile voglia di parlare della Ferrari
Probabilmente a Helmut Marko nessuno ha mai spiegato il principio della non ingerenza. Oppure, se la cosa è avvenuta, può essere che l'ex pilota fosse assente alla lezione o distratto da altre faccende. Il super consulente della Red Bull ama guardare in casa altrui e non è nuovo a dichiarazioni che toccano piloti e team al di fuori della sua giurisdizione. Nei giorni in cui Lewis Hamilton ha preso confidenza con il mondo Ferrari, non poteva mancare il parere del manager di Graz.
D'altronde, la portata mediatica dell'evento è stata così elevata che se ne è parlato anche in ambiti del tutto diversi e lontani dalla Formula 1. Normale, dunque, che uno dei membri dei team più importanti del Circus abbia fatto qualche allusione, accompagnata dalla stoccata tipica del personaggio.


Helmut Marko: un fine stratega
Quel che piace molto a Helmut Marko è giocare con la psicologia per mettere pressione alla controparte, creando quell'ambiente ostico attraverso il quale trarre vantaggio. Comprensibile, invece, è l'affermazione – e siamo ancora nell’ambito del motivazionale – riferita al suo pilota, al fatto che punterebbe comunque su di lui per la vittoria, anche con una vettura meno efficace della Ferrari. Ma non sempre è possibile vincere un campionato con la macchina meno performante per tutte le 24 gare. Quello che è accaduto l’anno passato, specie se Red Bull non godrà del vantaggio avuto nel primo terzo di stagione, difficilmente sarà replicabile nel prossimo mondiale. Helmut Marko ha cominciato a muovere il suo esercito mediatico, ma stavolta potrebbe non bastare, perché la guerra si combatterà in pista e sul fronte tecnico. La seconda parte dell'ultima annata lascia più di una perplessità sulla capacità di reazione della scuderia guidata da Christian Horner.Crediti foto: Oracle Red Bull Racing