- L’ottavo posto raggiunto a Las Vegas, è l’ennesima dimostrazione di una stagione decisamente al di sotto dei proclami di inizio stagione. A Lewis Hamilton rimarrebbero solo due gare per cercare di conquistare un podio che darebbe fiducia in vista della prossima stagione. Di certo, il board di Maranello non lo ha ingaggiato per lottare per un posto al podio. Le ambizioni erano diverse e ben più alte.
Se questa mancanza di risultati dovesse protrarsi persino nel 2026, secondo molti, la carriera del sette volte campione vedrebbe la fine. Nonostante l’era a effetto suolo non si sia adattata pienamente allo stile di guida dell’inglese, almeno in Mercedes i primi tre posti riusciva a raggiungerli talvolta. Dopo solo un anno, l’atmosfera intorno a Hamilton è cambiata.
Ogni intervista mette in mostra un pilota che sembra aver perso quel tratto che lo contraddistingueva dagli altri e che, soprattutto, gli ha permesso di diventare uno dei piloti più vincenti della storia della F1. La sua delusione è lampante, e se Ferrari non dovesse riuscire a produrre una monoposto competitiva, allora il rischio di perdere Lewis potrebbe essere molto alto. Questo è il pensiero dell’ex team principal Haas, Günther Steiner.
Parlando ai microfoni del podcast Drive to Wynn, l’italo-americano ha espresso preoccupazione riguardo il futuro dell’ex Mercedes.

Steiner su Hamilton: “Temo che la sua avventura possa terminare nel 2027”
“Deve ritrovarsi l’anno prossimo con i nuovi regolamenti. A lui non è mai piaciuto guidare queste vetture a effetto suolo. In Mercedes, non dico che ha faticato, ma non è mai stato ai livelli del vecchio Lewis Hamilton”, ha affermato Steiner ricordando quanto fosse determinante lo stato mentale del pilota nel passato.
“Il prossimo anno, con i nuovi regolamenti, vediamo come si adatterà alla nuova macchina. Benché possa contare su una nuova opportunità, se le cose non dovessero andare nel migliore dei modi, temo proprio che la sua avventura in F1 possa terminare nel 2027, perché non è questo quello che vuole fare”, continua l’ex Haas riferendosi all’attuale momento negativo di Lewis.

“Adesso lo possiamo vedere. É abbastanza frustrato. Quando lo senti parlare a fine sessione, si vede che in questo momento è giù di morale. Tuttavia, credo che lui stia ripetendo a se stesso: ‘Coraggio, mancano solo due gare. Vediamo come cominciamo l’anno prossimo e poi decidiamo cosa fare’. Penso che nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un simile scenario”.
In effetti, una volta data l’ufficialità del passaggio di Hamilton in rosso, l’entusiasmo per il futuro era cresciuto a dismisura. Il finale del 2024, ancora, aveva ridato speranza all’intero ambiente Ferrari. Insieme al contributo del nativo di Stevenage, davvero si credeva che il Cavallino Rampante sarebbe ritornato a festeggiare un Titolo che manca ormai da fin troppi anni.
Nel 2027 potremmo veramente dire addio a Lewis Hamilton?
Beh, il caso Fernando Alonso ha dimostrato che la carta d’identità non è poi così limitante. Alla “veneranda” età di 44 anni, l’asturiano corre ancora con la stessa fame delle prime gare. Ciò dimostra che la motivazione è un fattore chiave nella longevità di un pilota. È anche vero, tuttavia, che a differenza dello spagnolo, Hamilton si sta confrontando con un compagno di squadra considerato tra i migliori della griglia, e realizzare che riuscire a batterlo sia difficile, probabilmente ha tolto della fiducia al campione del mondo.

Sembra strano dirlo, ma l’inglese deve ritornare a correre con la testa libera. La Sprint Race cinese di inizio stagione aveva offerto solo un piccolo assaggio delle potenzialità di questo pilota. In fin dei conti, il futuro di Hamilton dipenderà da un solo elemento: ritrovare se stesso.
La Ferrari dovrà offrirgli una monoposto all’altezza delle sue ambizioni, ma sarà il britannico a dover riscoprire quella leggerezza mentale e quella ferocia agonistica che lo hanno reso un sette volte campione del mondo. Il 2026 rappresenterà un bivio, forse l’ultimo: rilanciare una carriera entrata nell’ombra oppure scegliere di chiudere un capitolo irripetibile della storia di questo sport.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP
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