Hakkinen 1998 - Il primo “Iceman”
La carriera di Mika Hakkinen può essere definita in due parti distinte e separate. La prima è caratterizzata da enormi difficoltà, delusioni e un grave incidente ad Adelaide che avrebbe potuto costargli il ritiro dal mondo delle corse. La seconda con la chiamata della McLaren nel 1993, team con cui rimarrà per il resto della carriera. Con la partenza di Michael Andretti e il supporto (non sempre convinto) di Ayrton Senna, questa può definirsi la svolta decisiva che lo porterà a diventare campione del mondo nel 1998. Al debutto con la McLaren, il finlandese batterà Senna in qualifica per poco meno di 5 centesimi; il brasiliano non la prese affatto bene. La monoposto inglese di metà anni '90 era una vettura per nulla competitiva, lontana parente di quella che aveva trionfato con Prost e Senna. Era un’auto con qualche sprazzo di competitività, ma nel mezzo cadeva in numerosi ritiri a causa della scarsa affidabilità. Nel 1997, la scuderia di Woking torna alla vittoria al primo Gran Premio stagionale in Australia, a Melbourne, ma non lo fa con Hakkinen, bensì con il suo compagno di squadra, David Coulthard, che bisserà il successo al Gran Premio d'Italia a Monza. Mika era di certo il pilota più talentuoso tra i due, eppure la vittoria sembrava non arrivare mai. Se volessimo paragonarlo a un personaggio odierno, si potrebbe dire che era considerato come l'attuale pilota della McLaren, l'inglese Lando Norris. La prima gioia del finlandese arriverà all'ultimo Gran Premio, quello d'Europa, a Jerez, evento che verrà ricordato più per il famigerato scontro tra Schumacher e Villeneuve che per il suo primo successo. Tuttavia, quella vittoria segnerà la prima vera svolta in positivo per il pilota.
Hakkinen 1998 - Il primo “Iceman”
Per il 1998, la McLaren ingaggia Adrian Newey, l'uomo artefice dei successi della Williams negli anni '90. Per la prima volta in carriera, Hakkinen ha a disposizione un’auto in grado di lottare seriamente per entrambi i titoli. Già al debutto con la MP4/13, progettata dall'ingegnere britannico, il pilota dimostra il proprio valore, dominando la prima parte di campionato. Gli unici a tenergli testa, finché possono, sono Coulthard e Schumacher; con quest’ultimo si instaura una delle rivalità più amate da fan e appassionati. Tra i due solo il tedesco può impensierire il talento della McLaren. Hakkinen è inarrestabile: su sedici eventi disputati, arriverà ben tredici volte a punti, undici sul podio e nei tre Gran Premi rimanenti non arriverà a punti solo a causa dei ritiri. Il peggior piazzamento sarà un sesto posto al Gran Premio d'Ungheria, all'Hungaroring.