Gp Singapore 2024 - Ferrari, resta solo il rammarico
Sì, la Ferrari ha nettamente migliorato le posizioni di partenza, ma guai a essere ottimisti dopo il Gran Premio di Singapore. Un quinto e un settimo posto sono un risultato molto modesto, ancor di più considerando il passo gara che soprattutto Charles Leclerc è stato capace di mettere in pista dimostrando che c'era la possibilità di lottare tranquillamente per il podio, se non si fosse incappati in un sabato a tinte horror, sportivamente parlando.
Della catena di errori che si è innescata ieri in qualifica ne abbiamo ampiamente parlato in questo focus tecnico, che potete recuperare al seguente link: leggi qui. Marina Bay era e doveva essere una pista amica della SF-24, un tracciato sul quale esaltare le caratteristiche costruttive di una vettura che riesce a fare la voce grossa quando c'è da spingere sulle frenate brusche e sulle accelerazioni repentine, accompagnate da curve lente e di breve percorrenza.

Gp Singapore 2024, Ferrari: che spreco!
C'erano quindi tutti gli elementi per dare una forma diversa a entrambe le classifiche, che adesso non sembrano più così favorevoli rispetto a qualche ora fa. La McLaren sembra ormai essere volata via nel campionato costruttori, mentre in quello piloti Leclerc mantiene la terza piazza, ma vede allargarsi il divario rispetto ai due leader, con Oscar Piastri che riduce leggermente il distacco. Ora il Circus si ferma per quattro settimane, un periodo in cui non ci sarà la chiusura forzata delle factory. Maranello potrà operare per provare a dare ulteriore verve al progetto SF-24 (Vasseur ha confermato che saranno introdotti altri update al COTA), con la consapevolezza però che il circuito di Austin è tutt'altro che favorevole alle caratteristiche della vettura. Le lunghe curve a percorrenza medio-alta hanno sempre messo in difficoltà la vettura italiana, che deve ancora superare un importante stress test riguardo l'anteriore introdotta a Singapore e al fondo rivisitato portato a Monza. Il tracciato italiano, Baku e Marina Bay erano poco indicativi per valutare a pieno la bontà degli ultimi aggiornamenti introdotti, mentre Austin dovrebbe dare la sentenza definitiva. Proprio per questo motivo, il mesto Gran Premio di Singapore lascia un retrogusto amaro, rappresentando un'occasione mancata per mettere pressione a una Red Bull che non è guarita e che oggi si è affidata a un super Max Verstappen. Allo stesso tempo, la Ferrari ha perso l'opportunità di rimanere in scia a una McLaren che sembra ormai lanciata nell'iperspazio.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP