Il Team Principal della McLaren, Andrea Stella, ha ricostruito le cause della doppia squalifica che ha colpito Lando Norris e Oscar Piastri a Las Vegas per l’usura eccessiva della skid plank. L’ingegnere italiano ha ammesso che la squadra è stata sorpresa da un livello di porpoising molto superiore alle previsioni, un fenomeno che ha portato le vetture a toccare l’asfalto più del previsto. Stella, però, ha voluto chiarire un punto: la McLaren non aveva impostato un assetto rischioso e non ha cercato scorciatoie al regolamento, come poi confermato anche dalla FIA.

Norris aveva chiuso secondo sotto la bandiera a scacchi, Piastri quarto, ma i controlli post-gara hanno evidenziato un consumo della tavola oltre i 9 mm regolamentari. Una violazione non intenzionale, figlia – spiega Stella – di una lettura incompleta dei dati nelle prove. L’inaspettata insorgenza di oscillazioni verticali molto marcate ha infatti cancellato il margine di sicurezza calcolato per la gara.
Il porpoising ha reso la gestione dell’altezza da terra quasi impossibile: perfino ridurre il passo per aumentare la luce dal suolo si è rivelato efficace solo in settori limitati del tracciato cittadino della Strip. Sulla vettura di Norris il monitoraggio è rimasto sotto controllo, mentre su quella di Piastri la situazione è stata complicata dalla perdita di un sensore chiave. È il motivo per cui ai piloti è stato chiesto più volte di fare “lift and coast”, per alleggerire il carico e limitare i contatti con l’asfalto. Tuttavia, in un circuito con quelle caratteristiche e con un’auto che lavorava fuori finestra, il rimedio non è stato sufficiente.
Stella guarda però avanti, e lo fa con fiducia. La McLaren ritiene che le condizioni che hanno generato il problema a Las Vegas siano specifiche del layout e dell’asfalto della Strip, e non si ripresenteranno a Lusail. Il metodo di messa a punto della MCL39 resta solido, e i dati raccolti nel weekend più complicato della stagione hanno arricchito ulteriormente la comprensione della finestra di lavoro della vettura e dei limiti legati al porpoising. Un bagaglio che, assicurano a Woking, sarà prezioso in Qatar.
A confermarlo è anche Oscar Piastri, convinto che le performance della McLaren non saranno condizionate da ciò che è accaduto negli Stati Uniti. Il team, insomma, ha identificato con chiarezza l’origine del problema e non vede ragioni per temere un bis a Lusail: dopo il passo falso americano, l’obiettivo è tornare immediatamente ai livelli di competitività mostrati negli ultimi mesi.
Sul fronte sportivo, la squalifica di Las Vegas ha ridotto il margine di Norris su Piastri da 30 a 24 punti, mentre Max Verstappen è rientrato prepotentemente nella lotta al titolo. In Qatar, Norris è l’unico a poter chiudere già il discorso iridato, ma McLaren non intende introdurre ordini di scuderia: la filosofia resta la stessa di tutta la stagione. È stato lo stesso Stella a ribadirlo, ricordando che entrambi i piloti sono ancora in piena corsa e che la squadra difenderà le sue chance nel campionato piloti e in quello costruttori con la consapevolezza della propria forza.

Piastri e Norris condividono la stessa linea: nessuna tensione interna, nessuna restrizione. Solo una battaglia ad armi pari, come sempre. Norris, apparso sereno alla vigilia del weekend, ha ammesso che avrebbe preferito gestire un margine più ampio, ma non si lascia distrarre dalla matematica: l’obiettivo è tornare a vincere, e la McLaren è convinta che a Lusail tornerà a esprimere tutto il proprio potenziale.
Dopo l’evidente errore di Las Vegas, la squadra di Woking vuole trasformare la lezione in un punto di forza. Lusail sarà la prova del nove: la McLaren sa dove ha sbagliato. E soprattutto ritiene di sapere come fare per non ricadere in fallo.
Crediti foto: McLaren F1
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