La gara di Lewis Hamilton in Qatar si apre all’”attacco”: parte con gomma rossa nel tentativo di risalire subito il gruppo e al via recupera diverse posizioni, portandosi rapidamente vicino alla zona media della classifica. Come Leclerc, sfrutta la Safety Car dell’ottavo giro per rientrare ai box e passare alla mescola gialla, nel tentativo di dare stabilità alla SF-25.
Una strategia che diventa lineare al giro 33, dettata anche dall’obbligo della doppia sosta. Al secondo pit, Hamilton monta gomma bianca ma il ritmo non decolla mai davvero, lasciando la sensazione di una gara giocata più sulla sopravvivenza che sull’attacco.
GP Qatar, Hamilton: “Spero che il nostro sacrificio ne valga la pena“
Ancora una volta, Lewis Hamilton affronta una gara non facile. Durante i 57 giri sul tracciato di Lusail, si è aperto più volte con il suo ingegnere di pista, Riccardo Adami, lamentando come la monoposto non rispondesse ai suoi comandi.
E racconta la sessione ai microfoni di Sky Sport, in cui esordisce dicendo: “Il passo non c’era“. A differenza di Leclerc e Fred Vasseur, ammette gli sviluppi sulla prossima stagione in maniera indiretta, ma la sensazione e che non abbia condiviso la scelta ai danni di quella attuale.
“Credo che gli altri abbiano sviluppato di più nel corso della stagione” ha poi aggiunto il #44 della Ferrari. “Stiamo soffrendo davvero tanto a tenere gli altri team dietro o ad essere davanti alla Williams” ha continuato dopo. “Ciò dimostra quanto loro abbiano compiuto passi in avanti e spero che il nostro sacrificio invece, ne valga la pena“.

GP Qatar, Hamilton getta le basi per il 2026
Un Lewis Hamilton speranzoso a seguito delle scelte Ferrari e ancora una volta, sveste per un attimo i panni di pilota per indossare quelli di manager, se così possiamo dire. Sono famosi i “dossier” inviati a Maranello, per i quali – forse – non tutti abbiano gradito il gesto.
Ricorderemo la stagione 2025 come quella di assestamento per il driver inglese, utile ad ambientarsi con l’intero ambiente di Maranello. Ma forse, non sta avvenendo o comunque non ancora totalmente. È chiaro che gli manchi ancora qualcosa affinché la sua permanenza in Ferrari subisca una svolta, ma a quanto pare, non deriva solo dalla pista.
“Non ne voglio parlare pubblicamente” dice Hamilton in relazione all’elemento mancante, “ma ci sono cose che necessariamente vanno cambiate” aggiunge. Viene quasi da chiedersi se anche tali parole saranno gradite dai vertici di Maranello, in quanto non proprio felici.
“Ci sono tante cose da migliorare” e conclude: “Nei prossimi mesi dovremmo guardare le cose buone e cambiare quelle che non hanno funzionato“. Parole scomode potremmo definirle, ma necessarie a capire – ancora una volta – le difficoltà all’interno del team. La speranza è che possano essere ascoltate e non giudicate.
Crediti foto: Scuderia Ferrari
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