Nel fine settimana del Gran Premio del Qatar, uno dei più tecnicamente complessi della stagione 2025, Cameron Roberts, membro del reparto Race Strategy Operations della Scuderia Ferrari, ha analizzato per Formulacritica le possibili implicazioni regolamentari, le variabili strategiche introdotte dal limite dei 25 giri per set di pneumatici e il tipo di gara che ci si può attendere sul circuito di Lusail. Ha inoltre raccontato il suo percorso personale all’interno della Rossa, offrendo uno sguardo sul lavoro dietro le quinte del muretto.
Gp Qatar – Il limite dei 25 giri e l’impatto sulla strategia
Il primo nodo riguarda la limitazione imposta da Pirelli: nessun treno potrà superare i 25 giri complessivi in tutto il weekend. Una scelta dettata dalle caratteristiche del tracciato e dalla necessità di preservare l’integrità strutturale delle coperture. Una regola che, inevitabilmente, condizionerà la gara.
“Il limite di 25 giri per ogni set di pneumatici significa che i piloti dovranno effettuare almeno due pit stop”, ha spiegato Roberts, ricordando quanto accadde nella passata edizione. “Era successo qualcosa di simile nel 2023, quando il limite imposto era di 18 giri e quindi la gara richiedeva almeno tre soste”.
I team si troveranno davanti a una gamma di possibilità, tutte con vantaggi e rischi ben definiti. “Da un lato fermarsi presto e mantenere la track position, dall’altro allungare gli stint sperando nell’ingresso della Safety Car. Questa seconda possibilità è senz’altro la scelta più rischiosa, ma permette potenzialmente di guadagnare diverse posizioni”.
Roberts sottolinea come stint più brevi possano spingere i piloti a un approccio più aggressivo, ma al tempo stesso riducano la flessibilità strategica. “Con stint più brevi i piloti hanno la libertà di spingere di più senza doversi preoccupare di fare tyre management, ma di contro questa scelta restringe le opzioni a disposizione degli strateghi e rende ancora più importante fare una buona qualifica, perché in Qatar sorpassare non è facile”.

Cosa aspettarsi da Lusail
Il secondo tema affrontato riguarda la natura stessa della gara. Il limite dei giri, in passato, ha portato a due scenari opposti: GP lenti, in cui mantenere la posizione diventa prioritario, oppure gare compatte e molto veloci, con piloti liberi di spingere.
Roberts non ha dubbi su cosa aspettarsi. “Abbiamo già visto la gestione degli pneumatici in Qatar. Alonso nel 2021 fece un primo stint molto lungo per far funzionare la sua strategia a una sosta. Ma il Qatar non è Monaco, e non mi aspetto di vedere piloti che aiutano i compagni di squadra aprendo la finestra per il loro pit stop in pista, rallentando la gara”.
Il parallelismo più corretto è con la scorsa edizione. “Potremmo vedere qualcosa di simile a quanto visto nel 2023: piloti che spingono di più senza dover gestire troppo gli pneumatici, poiché devono completare stint più brevi del solito. Dovremmo avere un primo assaggio di questo già nella Sprint, dove i piloti probabilmente spingeranno al massimo per tutti i 19 giri”.
L’impressione è che Lusail offrirà una gara ad alta intensità, con pochi margini di gestione e molte scelte da compiere nel momento giusto, più che un GP giocato sul risparmio delle gomme.

“Il rosso è un orgoglio quotidiano”: il percorso di Roberts in Ferrari
Infine, Cameron Roberts ha raccontato il suo viaggio professionale all’interno della Scuderia, iniziato attraverso un canale molto selettivo.
“Sono entrato nella Scuderia Ferrari HP tramite la F1 Engineering Academy nel 2020, appena uscito dall’università, inizialmente nel reparto di Mathematical Modelling – ora AI Modelling – prima di spostarmi nel team di Race Strategy Operations”.
Roberts descrive un ambiente altamente competitivo ma, al tempo stesso, ricco di stimoli. “Ho l’opportunità di lavorare con alcune delle persone più talentuose e appassionate del motorsport, mettendomi alla prova e imparando nuove competenze ogni giorno. C’è un vero senso di orgoglio nell’indossare il rosso Ferrari e nel sapere che il nostro lavoro rappresenta decenni di storia ed eccellenza nel mondo delle corse”.
Una chiusura che racconta meglio di ogni grafico o dato cosa significhi vivere la Formula 1 da dentro Maranello: “Lavorare per Ferrari è impegnativo ma estremamente gratificante, e la passione che si respira nel team è davvero grande”.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP
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