Il venerdì del Qatar conferma il trend che, ormai da mesi, accompagna questa Formula 1: la Ferrari annuncia ambizioni, ma poi non le concretizza. E stavolta la delusione pesa ancora di più alla luce delle parole di Frédéric Vasseur, che alla vigilia aveva dichiarato di voler “cogliere tutte le opportunità” offerte da un circuito che teoricamente avrebbe dovuto valorizzare la SF-25. La pista, invece, ha raccontato tutt’altro: un’altra occasione mancata, un’altra Sprint in salita, un’altra giornata in cui solo la classe di Charles Leclerc evita un quadro ancora più sconfortante.
A completare un venerdì di difficoltà, arriva anche il naufragio di Lewis Hamilton, escluso già in SQ1 e protagonista di un’altra prestazione grigia: un sette volte iridato ormai sempre più spento, che nelle interviste post-sessione mostra un atteggiamento apatico e rassegnato, lontanissimo dalla ferocia che lo aveva consacrato negli anni d’oro.

SQ1: Leclerc passa, Hamilton fuori con un desolante 18° posto
Tutte le monoposto hanno affrontato, come da regolamento, la prima fase con gomme Medium, in una sessione segnata da una forte evoluzione della pista. I team hanno scelto di caricare carburante in abbondanza per sfruttare ogni minuto disponibile, ma il risultato ha premiato solo in parte la Ferrari. Charles Leclerc è riuscito a superare il taglio, mentre Lewis Hamilton è rimasto clamorosamente escluso con il 18° tempo, confermando una vettura sempre più difficile da interpretare.
SQ2: Leclerc tiene la Ferrari in zona alta, ma la SF-25 non decolla
Anche in SQ2 tutti obbligati alle Medium, con la limitazione dei sei giri per preservare gli pneumatici in vista della Sprint. La pista ha continuato a migliorare e Leclerc ha tirato fuori il tempo buono al suo secondo giro lanciato, strappando l’accesso alla fase finale con un dignitoso settimo posto. Ma resta la sensazione che la Ferrari potesse fare di più, esattamente come dichiarato da Vasseur poche ore prima: il potenziale non viene trasformato in prestazione e la SF-25 continua a soffrire nei punti chiave del giro.
SQ3: Leclerc non riesce a migliorarsi, solo nono
Nella fase decisiva, i dieci piloti rimasti hanno montato gomme Soft. Due tentativi a disposizione, ma Leclerc ha trovato il suo tempo migliore nel primo, senza riuscire a progredire nel secondo. Il risultato è un nono posto che fa male non tanto per il piazzamento, quanto per il distacco reale dalla fascia competitiva.
Dopo la Sprint Race delle 17 locali, i team hanno potuto lavorare sulle vetture in vista delle qualifiche del Gran Premio. Un’opportunità di ripartenza che la Ferrari non può più permettersi di sprecare.
Leclerc: “Weekend difficile. Il potenziale c’era, ma siamo troppo lenti”
Il monegasco non ha nascosto la frustrazione per un risultato che poteva e doveva essere migliore: “Credo che oggi ci fosse il potenziale per essere nella top cinque. Purtroppo, prima dell’ultimo tentativo il pilota davanti a me ha rallentato entrando in curva 15 e ho iniziato il giro troppo vicino a lui, venendo disturbato. Fa parte del gioco, ma per noi è stato un peccato. Domani darò il massimo nella gara Sprint: spero di poter lottare e mettere in scena dei bei duelli“.
Ai microfoni di Sky, il monegasco ha aggiunto: “Siamo molto lenti e anche in questo weekend stiamo faticando. Questa è di nuovo una gara difficile. Tra me e Tsunoda c’erano pochi decimi e penso ci fosse il potenziale per quella posizione, ma è giusto riconoscere che abbiamo faticato e sinora è stato un weekend difficile“.
Una lucidità che cozza con l’ottimismo mostrato da Vasseur alla vigilia e fa emergere nuovamente le contraddizioni interne alla stagione Ferrari: la teoria racconta un futuro roseo, la pista continua a restituire solo fatica.

Hamilton: il venerdì della crisi nera. In pista lento, fuori dalla pista apatico
La giornata di Lewis Hamilton è stata la rappresentazione perfetta della crisi rossa e dello stato psicologico del pilota britannico. Escluso in SQ1, mai realmente competitivo, Hamilton ha provato diverse configurazioni di set-up senza ricavarne alcun beneficio:
“Oggi è stata una giornata difficile: abbiamo provato un paio di set up diversi ma non hanno dato i risultati sperati. Analizzeremo i dati per capire come tornare a lottare per un risultato migliore domani (oggi, ndr)“.
Ma è nelle risposte a Sky che emerge il vero problema: un Hamilton spento, quasi svuotato, privo della minima reattività emotiva. Un campione che sembra assistere da spettatore alla sua stessa crisi tecnica.
Ecco lo scambio, con i passaggi più abulici sottolineati.
–“Quanto è stato difficile guidare la macchina oggi?”
–Hamilton: “Come sempre”
-“Hai provato l’ala con un carico maggiore, non ha funzionato?”
–Hamilton: “No, chiaramente no”
–“C’è qualcosa di positivo che puoi portare domani con te? La Sprint può essere un test?”
–Hamilton: “Il meteo è bello. Il meteo è bello”
Poche parole, monotone, che rispecchiano perfettamente la situazione: un campione ingabbiato in una macchina che non gli appartiene più, e forse anche in un ruolo che non sente suo come.
Leclerc – Hamilton: non c’è partita
Le difficoltà del sette volte iridato sono sintetizzate nel confronto dei tempi in Q1. Leclerc passa la tagliola col crono di 1.21.636, Lewis a 1.22.043. Ciò accade nonostante il britannico avesse scelto un setup più carico che, sulla carta, doveva offrire maggiori benefici nelle sfidanti curve di Lusail.
I grafici in basso di Formulacritica (track dominance e testa a testa telemetrico) mostra invece come la SF-25 n°44 non si sia mai accesa e come Hamilton abbia sofferto ancora una volta una macchina a cui non ha dato mai del tu.


Ancora una volta la gara Sprint sarà per la Ferrari l’occasione per testare i setup stravolgendoli probabilmente prima delle qualifiche canoniche nella speranza di dare un senso a un altro fine settimana che si annuncia come uno stillicidio sportivo. La cosa migliore di questo mondiale è che la SF-25 sta per essere rottamata per sempre.
Crediti foto: Formulacritica, Scuderia Ferrari HP
Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui



