Manuel Aviñó, presidente della Real Federación Española de Automovilismo (RFEdA) e figura centrale nella supervisione del progetto Madring, ha espresso una convinzione assoluta sulla capacità del nuovo circuito di Madrid di essere pienamente operativo per ospitare il GP di Spagna di Formula 1 nel 2026. Durante un’intervista trasmessa sul canale Twitch di SoyMotor, ha rassicurato sul progresso dei lavori, pur riconoscendo l’esistenza di variabili imprevedibili. “Madrid arriverà. Non possiamo garantirlo al 100% perché dipendiamo da fattori meteorologici esterni. Ma per ora tutto sembra a posto; dobbiamo tenere presente che siamo in anticipo di 6 settimane”, ha dichiarato Aviñó.
Questa affermazione riflette non solo ottimismo, ma anche una valutazione tecnica realistica: l’anticipo di 6 settimane, equivalente a circa un mese e mezzo, rappresenta un cuscinetto strategico fondamentale per assorbire eventuali ritardi, specialmente in inverno, quando le condizioni climatiche potrebbero rallentare le operazioni esterne.
Aviñó ha sottolineato il ruolo istituzionale della Federazione spagnola nel processo di omologazione e controllo qualità del circuito. “È importante ricordare che il processo di supervisione e omologazione è svolto dalla Federazione spagnola, perché siamo i rappresentanti della FIA in Spagna. Le aspettative sono molto alte”, ha spiegato.
Insieme al vicepresidente sportivo della FIA, Aviñó coordina un monitoraggio continuo e capillare di ogni fase, attraverso l’analisi dei report settimanali di avanzamento, il controllo della conformità ai requisiti FIA di Grado 1, e la verifica della sicurezza strutturale, dei sistemi di drenaggio, delle barriere di protezione e delle vie di fuga. Questo livello di attenzione è essenziale per evitare sorprese dell’ultimo minuto e garantire che il circuito soddisfi gli standard più elevati richiesti dalla Formula 1.

Il calendario operativo per il GP di Madrid
Sebbene il GP di Madrid sia programmato per il 13 settembre, oltre dieci mesi da oggi, il circuito dovrà essere completamente pronto molto prima. Le attività del Gran Premio inizieranno giovedì 10 settembre con la giornata dedicata alla stampa, alle conferenze e preceduta dall’ispezione finale di omologazione FIA, obbligatoria per ottenere il via libera definitivo.
La prima visita in loco della Federazione è prevista per fine dicembre, in coincidenza con la posa del primo strato di asfalto, mentre l’obiettivo di completamento strutturale dei lavori principali è fissato tra maggio e giugno. I mesi di luglio e agosto saranno dedicati all’installazione dei sistemi tecnologici, ai collaudi, alle rifiniture estetiche e funzionali.
La visita programmata a fine dicembre rappresenta un punto di svolta nel processo di certificazione. Aviñó ha fornito dettagli precisi: “è già in corso una prima visita in loco, in concomitanza con la posa del primo strato di asfalto. Molto probabilmente avverrà a fine dicembre, con il direttore di gara che gestisce il GP di F1 a Madrid e con il massimo funzionario della FIA per i circuiti”.
Durante questa ispezione, i funzionari federali confronteranno il tracciato fisico con i progetti 3D approvati, valutando angoli di curva, inclinazioni, raggi di curvatura, visibilità e drenaggio. Eventuali modifiche di sicurezza, come lo spostamento di un cordolo o il rinforzo di una barriera, dovranno essere eseguite immediatamente. Aviñó prevede che, se necessari, gli aggiustamenti saranno di entità minore, grazie alla qualità della pianificazione.

Il vantaggio decisivo delle 6 settimane
L’anticipo di 6 settimane è un margine operativo concreto che permette di affrontare condizioni meteo avverse, senza compromettere il cronoprogramma, assorbire ritardi logistici nella fornitura di materiali, come asfalto speciale, barriere TecPro o cablaggi per telemetria, e concentrare le risorse sulle fasi finali con maggiore calma e precisione.
L’obiettivo è chiudere i lavori strutturali entro maggio o giugno, lasciando 3 mesi pieni per l’asfaltatura definitiva con secondo e terzo strato, l’installazione di sistemi di cronometraggio, telecamere, luci LED e reti 5G, e per prove di evacuazione, simulazioni di safety car e test di drenaggio sotto pioggia artificiale.
Il Madring è un circuito ibrido che combina una parte permanente all’interno dell’area IFEMA con sezioni stradali urbane. Questo aspetto introduce complessità logistiche uniche: le strade cittadine devono essere chiuse, asfaltate e protette con barriere temporanee solo nelle settimane precedenti l’evento, mentre l’allestimento dell’area IFEMA richiede coordinamento con fiere ed eventi congressuali.
La sezione “La Monumental”, una curva sopraelevata ispirata all’arena de Las Ventas, è già in fase avanzata di costruzione, ma richiede integrazione perfetta con il flusso del traffico cittadino. Queste operazioni saranno concentrate nell’ultimo trimestre, ma l’anticipo attuale garantisce flessibilità e sicurezza.
Aviñó non nasconde le sfide, ma i dati concreti, come l’anticipo di 6 settimane, le visite FIA in programma e il monitoraggio costante, giustificano la sua fiducia totale. Il Madring non è solo un circuito: è un progetto nazionale che unisce sport, ingegneria, sostenibilità e identità madrilena. Con dieci mesi di margine e una struttura organizzativa solida, il GP di Madrid è pronto a entrare nel calendario della Formula 1 come uno dei grandi eventi del futuro.
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Crediti foto: Madring





