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GP Las Vegas: meno show, ma i problemi permangono

Primi feedback positivi da parte dei piloti, anche se l’evento organizzato da Liberty Media non è esente da imperfezioni che possono essere limate

Giovanni Tito by Giovanni Tito
25 Novembre 2025
in F1, News
Tempo di lettura: 4 minuti
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GP Las Vegas

La McLaren di Lando Norris, innanzi alla Sphere, a Las Vegas.

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Il GP di Las Vegas ha rappresentato il terzo capitolo di questa corsa notturna sulla Strip, un evento che ha finalmente trovato un equilibrio convincente tra l’eccesso scintillante della città e le esigenze pure della F1. Nel 2023, l’atmosfera era stata soffocante, con piloti trascinati in cerimonie infinite fino alle tre di notte, tanto che Lando Norris ha ricordato con un sospiro: “Penso che fosse troppo per tutti. Tanto valeva essere al Cirque du Soleil con quello che facevamo allora”.

Nel 2024 s’era corretto il tiro rendendo l’evento quasi troppo sobrio, ma quest’anno gli organizzatori hanno reintrodotto la follia di Las Vegas in dosi giuste, lasciando i piloti liberi di concentrarsi sulla pista. Carlos Sainz ha espresso sollievo evidente: “Non ho goduto il primo anno, con i tombini che volavano e la F1 che si sforzava troppo per sembrare Vegas. Da allora, credo che la F1 abbia reagito e messo insieme un evento più standard, che funziona sempre. E dall’anno scorso, a essere onesti, ho apprezzato Las Vegas parecchio”.

Anche Max Verstappen, che due anni fa aveva sparato a zero sull’evento, ha ammorbidito il giudizio: “mi piace ancora stare a Vegas, ma personalmente sono meno un uomo da spettacolo. Non ci sto dentro. Ma lo capisco, fa parte del calendario. Se sei a Vegas, deve essere così”.

GP Las Vegas
Max Verstappen, noto detrattore dell’evento di Las Vegas, ha ammorbidito i suoi giudizi negativi.

Il ritorno dello spettacolo, ma con più sobrietà

Il GP di Las Vegas ha riacquisito il suo sapore unico senza esagerare, trasformando il weekend in un mix irresistibile di motori e intrattenimento. All’arrivo, un’enorme insegna al neon alta 15 metri con la scritta “Welcome to Fabulous Las Vegas” dominava l’ingresso, mentre una cappella rosa shocking ospitava matrimoni express officiati da sosia di Elvis Presley per le coppie di tifosi.

Le reazioni dal paddock sono state unanimi nel lodare i progressi. Norris ha sintetizzato il sentimento generale: “Due anni fa odiavamo venire qui, ora è completamente diverso. Siamo tutti molto più felici”. George Russell ha paragonato l’evoluzione a un cambiamento radicale: “Dal 2023 a oggi è come passare dal giorno alla notte. Finalmente ci trattano da piloti di F1 e non da fenomeni da circo”. Verstappen ha ribadito la sua natura pragmatica: “Resto uno che vuole solo guidare, lo spettacolo non è la mia priorità. Ma capisco perfettamente che a Las Vegas devi fare un po’ di casino, altrimenti non ha senso essere qui”.

GP Las Vegas
Gli iconici sosia di Elvis Presley, tipici di Las Vegas, presenti nel paddock.

I problemi che restano al GP di Las Vegas

Nonostante i passi avanti, due ombre pesanti hanno aleggiato sul GP di Las Vegas: la qualità della pista. Infatti, l’asfalto della Strip ha attirato critiche feroci per la sua sconnessione estrema, che compromette grip, temperatura delle gomme e sicurezza.

Fernando Alonso non ha girato intorno alla questione: “Penso che il tipo di asfalto non sia nello standard della Formula 1, a essere onesti. È troppo scivoloso, non riusciamo a portare le gomme in temperatura, non c’è grip, ed è estremamente bumpy, al limite della sicurezza per correre. Per il futuro, dobbiamo parlare con la FIA se questo è accettabile o no”. Sainz ha concordato in parte, notando un lieve miglioramento nel grip rispetto all’anno prima, ma ha concluso: “Questi nuovi bump rendono la guida dell’auto parecchio più dura. Spero che ci guardino l’anno prossimo”.

Il meteo non ha aiutato, con freddo, pioggia e un clima generale sgradevole che ha reso la giornata difficile per piloti e tifosi. Norris ha osservato: “Se facesse un po’ più caldo, credo che tutti godremmo di più del weekend. Anche per i fan, non è piacevole stare seduti al freddo tutto il giorno sotto la pioggia. Se si potesse spostare, sono sicuro che piacerebbe a tutti”.

GP Las Vegas
Fernando Alonso, il pilota che ha espresso maggiori perplessità sul Gran Premio di Las Vegas.

La sfida più grande di Las Vegas: il calendario

L’altro problema, che fa discutere è il calendario. Il GP di Las Vegas ha aperto per il secondo anno consecutivo un triple-header spietato con Qatar e Abu Dhabi, tra voli di 17 ore e fusi orari da 13 ore da smaltire in dieci giorni.

Alonso ha tuonato: “È difficile per noi venire qui con il fuso orario, e quanto è lontano dall’Europa e dal Brasile due settimane fa, e ora andiamo dritti in Qatar. È disumano, e non penso che nessun altro sport al mondo lo accetterebbe”. Ha proseguito: “Non è che andiamo a Monaco a febbraio solo perché è tranquillo. Ci sono certe cose di cui dobbiamo pensare prima allo sport”.

Sainz, in un confronto diretto con il Presidente e CEO della F1 Stefano Domenicali, ha insistito: “Quali siano i motivi per non poterlo fare nel calendario, non lo so. Ma per me non potrei essere più d’accordo che un triple-header Las Vegas-Qatar-Abu Dhabi per il secondo anno di fila non va bene a nessuno”.

GP Las Vegas
Scorci del triple-header finale, logisticamente aberrante: Las Vegas, Qatar ed Abu Dhabi.

Il futuro in discussione

I colloqui per il 2026 del GP a Las Vegas, sono già in corso, con Domenicali che ha riunito i piloti sabato sera promettendo soluzioni concrete: “stiamo studiando ogni possibilità, vogliamo un finale di stagione più umano”. Il contratto decennale con la Contea di Clark fissa la gara nel weekend prima del Giorno del Ringraziamento, trasformando un periodo morto in oro per la città, ma non preclude aggiustamenti: spostare Qatar e Abu Dhabi più avanti, magari chiudendo a dicembre inoltrato, o accoppiare Las Vegas al Brasile con una settimana di pausa per respirare. Alonso ha liquidato l’argomento del “weekend tranquillo” a Vegas: “È perché è un weekend morto dell’anno qui, ma non penso che sia un argomento del tutto solido”.

Sainz ha proposto la via d’uscita ideale: “La cosa più logica sarebbe mettere Las Vegas vicino al Brasile, stessa zona oraria, e poi dare una settimana piena di riposo prima di Qatar e Abu Dhabi. Così salveremmo la salute di tutti”.

L’edizione 2025 ha dimostrato che Las Vegas può maturare senza perdere il suo fascino irresistibile: lo spettacolo c’è, i piloti sorridono di più, il pubblico riempie gli spalti con entusiasmo crescente. Eppure, l’asfalto indegno e un triple-header che sembra un incubo logistico restano ferite aperte, questioni che la F1 dovrà curare con urgenza per trasformare questa gara da curiosità in un appuntamento imperdibile per generazioni.


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Crediti foto: Getty Images, Senate Grand Prix

Tags: F1Gp Las VegasNews
Giovanni Tito

Giovanni Tito

Non sono asociale. Amo le persone nei film e le serie TV... Anche negli anime 🎥🎬📽️📺

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