Gp Canada, Ferrari: Bryan Bozzi presenta Montreal
Settimana di Gran Premio per la Formula 1. Ciò significa che le Ferrari, sui suoi canali social, pubblica la consueta rubrica "Tre domande e tre risposte". Per il Gp del Canada il protagonista è il nuovo ingegnere di pista di Charles Leclerc, Bryan Bozzi.
Quali sono le caratteristiche del Circuit Gilles Villeneuve? Cosa serve da parte della macchina e cosa da parte del pilota per andare forte a Montreal?.
"Montreal è una pista con lunghi rettilinei seguiti da combinazioni di curve medio lente. Per andare forte bisogna avere una buona velocità sul dritto, un’ottima decelerazione in staccata e una buona trazione in uscita dalle curve. Dal punto di vista del pilota serve avere grande fiducia nella fase di frenata così da riuscire ad essere preciso nell’inserimento in curva per poi accelerare il prima possibile in uscita. Anche su questa pista, come su tutti i circuiti cittadini, è importante macinare chilometri nelle prove libere per prendere confidenza con il tracciato e i suoi insidiosi muretti".
Sei recentemente passato dal ruolo di Performance Engineer a quello di Race Engineer. Ci puoi spiegare i differenti ruoli di Race Engineer, Performance Engineer e Driver Coach che costituiscono la cosiddetta crew ristretta di ciascun pilota?
"Il Race Engineer è il responsabile della gestione della vettura che gli è affidata durante l’evento. Questo include l’esecuzione del run plan, ovvero il programma di ciascuna sessione, e la messa a punto della monoposto. Il Race Engineer è anche colui che parla in radio con il pilota per passargli tutte le informazioni di cui ha bisogno durante le sessioni. Il Performance Engineer è invece responsabile dell’ottimizzazione di vari controlli sulla monoposto, come per esempio la ripartizione di coppia frenante e il differenziale".
"Per definizione passa gran parte del suo tempo nell’analisi del bilancio della vettura e lavora per fare in modo che si comporti come atteso dalle simulazioni. Il lavoro del Driver Coach è invece focalizzato sul miglioramento della performance del pilota. Analizza video e telemetrie di tutte le vetture in griglia e suggerisce a chi si trova in abitacolo le linee e gli stili di guida più veloci. Queste figure insieme agli altri ingegneri, sia in pista che a Maranello, provano ad ottimizzare la macchina per estrarre gli ultimi millesimi di tempo sul giro che in questa Formula 1 possono fare la differenza".

Crediti foto: Scuderia Ferrari HP