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Home Editoriali

Vasseur, il pompiere della Ferrari che prepara il terreno alla rivoluzione 2026

Il manager francese prova a mantenere un clima unito e stabile in Ferrari nonostante gli obiettivi mancati: protegge la squadra nel delicato avvicinamento alla rivoluzione tecnica del 2026.

Diego Catalano by Diego Catalano
25 Novembre 2025
in Editoriali, News
Tempo di lettura: 3 minuti
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Vasseur Ferrari

Feed Vasseur, team principal Ferrari

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La Ferrari chiude il weekend di Las Vegas con l’ennesimo risultato lontano dalle ambizioni fissate a inizio stagione. Charles Leclerc recupera fino al quarto posto, Lewis Hamilton risale dalla diciannovesima posizione fino all’ottava. Score che, senza la squalifica delle McLaren, sarebbe stato ancora più afflittivo. Ma ciò che resta davvero della notte americana non è il punteggio raccolto: è il sottile equilibrio interno che Fred Vasseur continua a proteggere con cura, in un ambiente sotto pressione e in attesa della trasformazione tecnica del 2026. In questo contesto, l’imminente Gp del Qatar (leggi il programma) rischia di diventare l’ennesima tappa in un anonimato operativo che non si sposa con la gloria stroica del Cavallino Rampante. Ma sono tempi mesti e c’è ben poco da fare se non provare a tenere alto l’umore di una ciurma che mostra segnali di stanchezza. 

Le parole di Hamilton, che ha definito quello della Strip un “weekend orribile”, avrebbero potuto trasformarsi nell’ennesima scintilla in una stagione complessa. Invece, Vasseur sceglie la via della calma quasi paterna. “Calmiamoci“, ha tagliato corto commentando lo sfogo a caldo del sette volte iridato. Non c’è negazione delle difficoltà, né un tentativo di edulcorare un’annata che non ha centrato gli obiettivi prefissati: c’è piuttosto la volontà di impedire che l’emotività del momento si trasformi in frattura strutturale dentro una realtà che ha un bisogno disperato di coesione.

Lewis Hamilton
Lewis Hamilton durante il weekend del Gp di Las Vegas

Il team principal francese capisce benissimo la frustrazione di Hamilton, ancora a secco di podi in rosso e reduce dalla peggior qualifica della sua carriera. Ma Vasseur sa anche che il 2025 è, volenti o nolenti, un anno di transizione: un terreno intermedio che deve servire principalmente a mantenere ordine, stabilità e focus mentre a Maranello si disegna la vettura del nuovo ciclo regolamentare.

Ed è proprio qui che Vasseur sta conducendo il lavoro più silenzioso e più complesso: tenere compatta una compagine che sa di non poter lottare per ciò che davvero conta, ma che non può permettersi cali di tensione in vista di un futuro imminente dal quale dipenderanno anche le sorti professionali dello stesso manager. Il francese, che ha ottenuto il rinnovo contrattuale ma che dovrà dare risposte concrete tra pochi mesi, richiama tutti alla disciplina operativa, ricordando che gli errori vanno evitati, lo sviluppo va portato avanti e che ogni weekend è un mattoncino necessario in vista della mutazione genetica della Formula 1.

La classifica costruttori parla chiaro: Ferrari è quarta, ormai lontana da Mercedes e con Red Bull cresciuta a dismisura nella seconda parte di mondiale, e realisticamente senza margini per invertire la tendenza nelle ultime gare. Ma per Vasseur il punto non è più la classifica: è la tenuta del gruppo. Non vuole scosse, non vuole frizioni, non vuole un ambiente che inizi a guardarsi dentro con il sospetto tipico delle aspettative deluse. Sa che la Ferrari del futuro – quella plasmata con Hamilton, Leclerc e la nuova generazione tecnica – richiederà una base solidissima. Perché su fondamenta argillose non s’è mai costruito nulla di duraturo e vincente. 

Ecco perché ogni frase, ogni gesto, ogni intervento pubblico del team principal sembra rispondere alla stessa strategia: mantenere serenità anche dove la pace naturale non c’è. Smorzare polemiche, trasformare gli sfoghi in comprensione, rimandare ogni giudizio definitivo all’anno venturo, quando davvero si potrà capire se la visione che sta costruendo avrà preso forma o no.

Ferrari
Charles Leclerc e Lewis Hamilton, Scuderia Ferrari

La Ferrari resta una squadra che vorrebbe sempre di più. Lo ripete Vasseur, lo pensano i piloti, lo sussurrano gli ingegneri. Ma per ottenere ciò che manca serve continuità, non scosse. Di quelle ce ne sono state fin troppe. E mentre molti si aspettavano un Vasseur sulla difensiva dopo l’ennesimo weekend complesso, lui ha risposto con la sola cosa che oggi può dare davvero valore alla stagione: un richiamo alla calma.

Adesso è inutile guardarsi indietro o distribuire colpe per il tempo perso. La priorità è fare quadrato, proteggere il lavoro del gruppo e rimanere concentrati, perché la vera stagione inizierà prestissimo: a fine gennaio, nei test di Barcellona, quando la rivoluzione 2026 comincerà a prendere forma concreta e lo farà lontano dagli indiscreti obiettivi delle telecamere.


Crediti foto: Scuderia Ferrari HP, McLaren F1

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Tags: EditorialeF1FerrariFred VasseurNews
Diego Catalano

Diego Catalano

Partenopeo Classe 1977 con formazione nell’ambito delle Relazioni Internazionali. La passione per il motorsport nasce sin dalla prima adolescenza. Proprio questa forte pulsione mi ha portato, negli anni, a volermi cimentare con la narrazione di ciò che circonda la Formula Uno. Ho fatto parte, come fondatore, di diversi progetti editoriali a tema: MotorQube, Fatti di Motori, Undici Metri; esperienze chiusesi ma che mi hanno permesso di approdare in FormulaUnoAnalisiTecnica. Realtà nella quale, per cinque anni, ho ricoperto il ruolo di caporedattore e coordinatore. Nel gennaio del 2024 ho deciso di rimettermi in gioco creando Formulacritica.it, un contenitore plasmato sulle mie necessità espressive che ho voluto impostare su un modo di raccontare il motorsport diverso, votato all’analisi concettuale del fenomeno. In parallelo curo un altro figlio editoriale: PuntoNapoli. A tempo perso pesto sui tamburi e sui piatti di una batteria e provo a dare del tu a un paio di bassi elettrici. Con risultati rivedibili. La musica e il prog-rock sono un’altra ragione di vita. Ne parlo su No Limits Radio nello spazio denominato "Blog To The Edge" del quale esistono proiezioni sui principali social network e su YouTube.

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