La Ferrari chiude il weekend di Las Vegas con l’ennesimo risultato lontano dalle ambizioni fissate a inizio stagione. Charles Leclerc recupera fino al quarto posto, Lewis Hamilton risale dalla diciannovesima posizione fino all’ottava. Score che, senza la squalifica delle McLaren, sarebbe stato ancora più afflittivo. Ma ciò che resta davvero della notte americana non è il punteggio raccolto: è il sottile equilibrio interno che Fred Vasseur continua a proteggere con cura, in un ambiente sotto pressione e in attesa della trasformazione tecnica del 2026. In questo contesto, l’imminente Gp del Qatar (leggi il programma) rischia di diventare l’ennesima tappa in un anonimato operativo che non si sposa con la gloria stroica del Cavallino Rampante. Ma sono tempi mesti e c’è ben poco da fare se non provare a tenere alto l’umore di una ciurma che mostra segnali di stanchezza.
Le parole di Hamilton, che ha definito quello della Strip un “weekend orribile”, avrebbero potuto trasformarsi nell’ennesima scintilla in una stagione complessa. Invece, Vasseur sceglie la via della calma quasi paterna. “Calmiamoci“, ha tagliato corto commentando lo sfogo a caldo del sette volte iridato. Non c’è negazione delle difficoltà, né un tentativo di edulcorare un’annata che non ha centrato gli obiettivi prefissati: c’è piuttosto la volontà di impedire che l’emotività del momento si trasformi in frattura strutturale dentro una realtà che ha un bisogno disperato di coesione.

Il team principal francese capisce benissimo la frustrazione di Hamilton, ancora a secco di podi in rosso e reduce dalla peggior qualifica della sua carriera. Ma Vasseur sa anche che il 2025 è, volenti o nolenti, un anno di transizione: un terreno intermedio che deve servire principalmente a mantenere ordine, stabilità e focus mentre a Maranello si disegna la vettura del nuovo ciclo regolamentare.
Ed è proprio qui che Vasseur sta conducendo il lavoro più silenzioso e più complesso: tenere compatta una compagine che sa di non poter lottare per ciò che davvero conta, ma che non può permettersi cali di tensione in vista di un futuro imminente dal quale dipenderanno anche le sorti professionali dello stesso manager. Il francese, che ha ottenuto il rinnovo contrattuale ma che dovrà dare risposte concrete tra pochi mesi, richiama tutti alla disciplina operativa, ricordando che gli errori vanno evitati, lo sviluppo va portato avanti e che ogni weekend è un mattoncino necessario in vista della mutazione genetica della Formula 1.
La classifica costruttori parla chiaro: Ferrari è quarta, ormai lontana da Mercedes e con Red Bull cresciuta a dismisura nella seconda parte di mondiale, e realisticamente senza margini per invertire la tendenza nelle ultime gare. Ma per Vasseur il punto non è più la classifica: è la tenuta del gruppo. Non vuole scosse, non vuole frizioni, non vuole un ambiente che inizi a guardarsi dentro con il sospetto tipico delle aspettative deluse. Sa che la Ferrari del futuro – quella plasmata con Hamilton, Leclerc e la nuova generazione tecnica – richiederà una base solidissima. Perché su fondamenta argillose non s’è mai costruito nulla di duraturo e vincente.
Ecco perché ogni frase, ogni gesto, ogni intervento pubblico del team principal sembra rispondere alla stessa strategia: mantenere serenità anche dove la pace naturale non c’è. Smorzare polemiche, trasformare gli sfoghi in comprensione, rimandare ogni giudizio definitivo all’anno venturo, quando davvero si potrà capire se la visione che sta costruendo avrà preso forma o no.

La Ferrari resta una squadra che vorrebbe sempre di più. Lo ripete Vasseur, lo pensano i piloti, lo sussurrano gli ingegneri. Ma per ottenere ciò che manca serve continuità, non scosse. Di quelle ce ne sono state fin troppe. E mentre molti si aspettavano un Vasseur sulla difensiva dopo l’ennesimo weekend complesso, lui ha risposto con la sola cosa che oggi può dare davvero valore alla stagione: un richiamo alla calma.
Adesso è inutile guardarsi indietro o distribuire colpe per il tempo perso. La priorità è fare quadrato, proteggere il lavoro del gruppo e rimanere concentrati, perché la vera stagione inizierà prestissimo: a fine gennaio, nei test di Barcellona, quando la rivoluzione 2026 comincerà a prendere forma concreta e lo farà lontano dagli indiscreti obiettivi delle telecamere.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP, McLaren F1
Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui





