La Charity Commission, l’autorità che supervisiona le organizzazioni benefiche in Inghilterra e Galles, ha avviato un’indagine formale sulla FIA Foundation, l’ente no-profit legato alla Federazione Internazionale dell’Automobile e attivo principalmente nella promozione della sicurezza stradale in tutto il mondo.
Il punto di partenza dell’inchiesta coincide con l’assunzione della presidenza dell’ente benefico da parte di Mohammed Ben Sulayem, già presidente della FIA dal dicembre 2021. Ben Sulayem ha sostituito David Richards alla guida dell’associazione circa un anno fa. Questo doppio incarico ha sollevato interrogativi sulla reale indipendenza del gruppo rispetto alla federazione sportiva, spingendo l’ente regolatore a intervenire per verificare la correttezza della governance.
Per tutelare i fondi e le risorse dell’associazione durante lo svolgimento dell’indagine, la Charity Commission ha emesso un ordine provvisorio. Questo provvedimento impedisce alla fondazione e ai suoi amministratori di compiere determinate operazioni o transazioni senza l’autorizzazione scritta preventiva della Commissione stessa.

Focus principale dell’indagine
L’inchiesta si concentra soprattutto sul rapporto tra la FIA Foundation e la FIA. Verrà esaminato se i potenziali conflitti di interesse siano stati correttamente identificati e gestiti, con un’attenzione particolare ai contributi economici erogati dalla fondazione verso progetti o soggetti collegati alla federazione. Parallelamente si verificherà se i beni o le risorse dell’ente benefico siano mai stati esposti a rischi o lo siano ancora oggi, prevedendo eventuali interventi per proteggerli.
Un aspetto che alimenta le perplessità è la struttura del board: almeno nove dei dodici amministratori della fondazione ricoprono al contempo ruoli di vertice all’interno della stessa FIA. Questa forte sovrapposizione di cariche rende più complesso dimostrare l’autonomia decisionale richiesta a un’organizzazione benefica.
Secondo il Charities Act 2011, un ente benefico deve operare in totale indipendenza, perseguire esclusivamente scopi caritatevoli e non essere soggetto a controllo o influenze esterne indebite. Gli amministratori sono tenuti a evitare qualsiasi conflitto di interesse e a prendere decisioni libere da pressioni provenienti da organizzazioni collegate.

Posizione ufficiale della FIA Foundation
L’ente benefico ha fatto sapere che il coinvolgimento della Charity Commission non rappresenta un’accusa di irregolarità o cattiva gestione, ma solo un normale confronto regolatorio. Gli amministratori si dicono convinti di aver sempre agito nel rispetto delle norme e garantiscono piena collaborazione per chiarire ogni dubbio nel più breve tempo possibile.
La vicenda riguarda aspetti di conformità normativa, governance e indipendenza dell’ente benefico, senza collegamenti diretti con l’attività agonistica della F1 o con altri campionati gestiti dalla FIA. Al momento non emergono dettagli su episodi specifici del passato né previsioni su eventuali conseguenze finali dell’inchiesta.
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Crediti foto: Getty Images, Hand-Out, Tuckerman





