Come abbiamo riportato qui, Zhou Guanyu lascia Maranello per trasferirsi nel quartier generale di Cadillac. Il team americano, che sarà il numero undici della griglia della F1 2026, accoglie il driver cinese come pilota di riserva.
Zhou affiancherà i piloti titolari, ossia Valtteri Bottas con il quale ha condiviso l’esperienza in Sauber tra il 2022 ed il 2024, e Sergio Pérez. Molto probabilmente, condividerà il suo lavoro con Colton Herta, che sarà impegnato in Formula 2, al simulatore e nello sviluppo della monoposto.
La notizia era ormai nell’aria e l’operazione – se così possiamo definirla – è stata realizzata in quanto Ferrari fornirà a Cadillac sia la Power Unit che il cambio. E dunque la questione apre ad una domanda. Ferrari “perde” un’altra risorsa: può essere considerato uno svantaggio in vista del nuovo ciclo regolamentare?
Zhou Guanyu: il percorso fino alla Formula 1
Zhou Guanyu, classe 1999, inizia la sua carriera sulle quattro ruote nel 2008, debuttando nel karting. Ma la sua carriera internazionale inizia quattro anni dopo quando, trasferendosi in Europa, inizia a farsi notare con i suoi risultati frequenti. Tra questi anche Ferrari, che lo “recluta” nella Driver Academy.
L’anno successivo esordisce nella Formula 4 Italiana, ottenendo tre vittorie e concludendo il campionato al secondo posto. Risultati che lo portano nella Formula 3 Europea, categoria in cui resterà per tre stagioni, con la prima vittoria nel 2018 sul circuito di Pau (Francia). Debutta in Formula 2 nel 2019. Due stagioni dopo, otterrà la sua prima vittoria sul circuito del Bahrain, concludendo il campionato al terzo posto.
In Formula 1, invece, debutta nel 2022, occupando il sedile della Sauber per tre stagioni al termine delle quali si ritroverà appiedato per volere della nuova proprietà (Audi). E così, Zhou ritorna a Maranello, diventando il pilota di riserva della Scuderia Ferrari, dedicandosi al simulatore e ai progressi della vettura.
Perché Cadillac ha scelto Zhou?
Il Team Cadillac, sceglie Zhou Guanyu per due semplici motivi. Il primo, risiede nell’esperienza maturata in pista, sia nelle categorie minori che in Formula 1. La squadra americana, riconosce tra le qualità del pilota – come riporta il comunicato ufficiale – la solidità, la velocità e il saper essere un uomo squadra.
Cadillac riconosce a Zhou l’aver ottenuto punti in tre occasioni nella sua prima stagione e l’unico nel 2024, in un’annata deludente per il team svizzero. E poi, motivo più importante, l’esperienza acquisita a Maranello.
Un anno fondamentale per il giovane pilota, che è servito anche alla sua di crescita, maturata attraverso lo svolgimento di molti programmi in pista, al simulatore e nei Testing of Previous Cars (TPC). Un fattore non di poco conto per un team esordiente nella massima categoria e che ambisce a diventarne uno vincente.
Zhou Guanyu: “Cadillac è un progetto ambizioso”
“Sono felicissimo di entrare a far parte del Cadillac Formula 1 Team come pilota di riserva in vista del suo debutto in Formula 1”, dice il cinese. E definisce il progetto Cadillac come “uno dei nuovi più grandi ed entusiasmanti che lo sport abbia mai visto”.
Parole dettate dalla circostanza o forse dalla conoscenza dell’ambizione del team di voler lasciare il segno nel tempo. Che ci sia la volontà di dare una lezione alla conterranea Haas, presente in griglia da tempo e che non ha mai prodotto un risultato concreto? Domanda che avrà il suo tempo per la risposta.
Ad ogni modo, Zhou continua e afferma: “Ho lavorato con Graeme Lowdon e Valtteri Bottas per molti anni in diversi ruoli, quindi entrare in squadra è come tornare in famiglia”. E conclude: “Avendo maturato di recente esperienza sia in pista sia nello sviluppo delle vetture fuori dalla pista, so di poter dare un grande contributo al Cadillac Formula 1 Team e non vedo l’ora di supportarlo nel miglior modo possibile”.

Zhou in cadillac: uno svantaggio per Ferrari?
Zhou Guanyu, quindi, non lavorerà più per Ferrari e sebbene non si conosca il suo contributo, è a tutti gli effetti l’ennesima risorsa che il team perde a vantaggio altrui. L’ex pilota Sauber, infatti, accanto ad Antonio Giovinazzi, avrebbe potuto garantire continuità al progetto.
Ferrari entra nella nuova era della F1 dopo una stagione fallimentare, che sarà ricordata per le diverse promesse infrante. E in un momento importante come il 2026, un supporto noto a Charles Leclerc e soprattutto a Lewis Hamilton, sarebbe stato ottimale.
E invece, si cede Zhou al team cliente, portando con sé tutto il know how, tutte le competenze acquisite e quelle modalità di lavoro che Cadillac potrebbe assorbire e trasformarle in un punto di forza per il futuro. È chiaro che il 2025 sarà un abisso rispetto al 2026 e non sappiamo a quali nuove informazioni avesse accesso Zhou.
E capite bene che seppur parliamo di un team cliente, Cadillac potrebbe beneficiare di molti elementi appartenenti ad una squadra storica e che in uno sport come la F1 sa come muoversi. Non staremo parlando di un tecnico, di un ingegnere, ma anche la semplice condivisione di strumenti, tecnologie, etc, potrebbe essere un beneficio altrui.
Ferrari si affaccia al 2026 con l’obiettivo di ricostruire credibilità e competitività in un contesto completamente nuovo. In tale scenario, anche le figure di supporto assumono un valore strategico. La perdita di Zhou Guanyu non cambia gli equilibri nell’immediato, ma si inserisce in una tendenza più ampia: quella di un team chiamato non solo a progettare una monoposto vincente, ma anche a preservare e valorizzare il proprio capitale umano.
Crediti foto: Scuderia Ferrari, Zhou Guanyu
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