In Formula 1, il suono è tutto. Non è solo decibel; è il battito cardiaco di un progetto che prende vita. E in questo freddo gennaio 2026, l’aria è satura di questo battito: abbiamo già sentito il latrato della nuova Honda per l’Aston Martin, il sibilo elettrico della Mercedes a Brixworth e il primo storico vagito dell’Audi. Persino il nuovo asse Red Bull-Ford ha già dato segni di vita.
E a Maranello? Silenzio.
Un silenzio che, per il popolo ferrarista, sta diventando assordante. Con il cambio di regolamento più radicale degli ultimi vent’anni — quello che mette la Power Unit al centro dell’universo — la liturgia del fire-up pubblico non è più solo marketing. È un segnale di salute. Il fatto che la Ferrari non abbia ancora condiviso quel “vagito” tecnologico sta alimentando un clima di tensione che oscilla tra il mistero e la preoccupazione pura.
Il peso di un 2025 fallimentare
L’ansia dei tifosi non nasce dal nulla. Il 2025 è stato un anno pessimo, una stagione di transizione dolorosa in cui la Ferrari ha interrotto prestissimo lo sviluppo della vettura per concentrarsi ossessivamente sul Progetto 678. Questa scelta ha alzato le aspettative a livelli estremi: se sacrifichi un intero campionato, la macchina della nuova era deve essere perfetta.
A rendere il clima ancora più pesante c’è la situazione di Lewis Hamilton. Ormai a Maranello da un anno, l’inglese ha vissuto un 2025 da comprimario, faticando a centro classifica. Per lui non è un debutto, ma l’inizio di una seconda (e forse ultima) possibilità che non può permettersi di fallire.
Rumor di ritardi: oggi è il giorno della verità?
Nelle ultime ore, le indiscrezioni che filtrano oltre i cancelli di Via Abetone si sono fatte frenetiche. Alcune fonti parlano di un fire-up previsto proprio per oggi, 16 gennaio, mentre altre sussurrano di un assemblaggio “last minute” della SF-26 dovuto a un telaio che avrebbe ricevuto l’ok finale in netto ritardo sulla tabella di marcia.
La strategia di Fred Vasseur sembra essere quella del rischio totale: deliberare le forme aerodinamiche all’ultimo secondo utile per massimizzare la galleria del vento, a costo di trovarsi con i meccanici impegnati in turni massacranti per finire la vettura in tempo per la presentazione del 23 gennaio.
Fame di certezze
Il fire-up non è solo un contenuto per i social. È la prova che i complessi sistemi della nuova PU 2026 — con il suo enorme pacco batterie e i carburanti sostenibili — dialogano correttamente. Se il video dovesse arrivare nelle prossime ore, sarebbe un sospiro di sollievo collettivo. Se il silenzio dovesse continuare, la Ferrari si presenterebbe ai test di Barcellona con una pressione addosso che neanche il talento di Leclerc e Hamilton potrebbe bastare a mitigare.





