Alle 11.30 del mattino della giornata di venerdì 23 gennaio 2026, la SF-26 (gallery esclusiva) è uscita per la prima volta dal box di Fiorano percorrendo i 15 Km di shakedown permessi dal regolamento. Lewis Hamilton ha portato al debutto la neonata di Maranello agli occhi dei numerosissimi tifosi appostati sull’iconico ponte di Fiorano.
E’ stato poi il turno di Charles Leclerc, che ha concluso il programma giornaliero. La Scuderia tra poche ore si dirigerà verso Barcellona, teatro dei primi test stagionali che si terranno a porte chiuse. Lo shakedown voleva dare un feedback funzionale alla squadra, di fatto la prima occasione utile in cui motore e telaio hanno lavorato in sinergia.
Le prime immagini della vettura ci hanno mostrato delle forme interessanti, alternando soluzioni curiose ad altre piuttosto basilari. Vasseur ha già chiarito come il lavoro di affinamento della SF-26 sia appena iniziato, proprio col debutto della Spec-A.
F1, Ferrari SF-26: Le soluzioni sulla Spec-A riflettono l’impronta di Loic Serra?
Partendo dall’anteriore, arriviamo sin da subito in un’area determinante delle nuove vetture. Nella zona dell’endplate, la struttura è caratterizzata solamente dal footplate, senza il diveplane presente nei render della FIA. Sul footplate, inoltre, mancano i deviatori di flusso con incidenza outwash, il che rimanda alla relativa semplicità dell’attuale veste aerodinamica.
Il muso termina con due piloni ricurvi, mantenuto in una posizione piuttosto alta con una struttura spessa, anche rispetto a Mercedes; da non tralasciare il loro impatto sull’aerodinamica della vettura, potenzialmente con un ruolo nel creare un effetto di uscita del flusso. Anche i profili saranno oggetto di molto lavoro: l’aerodinamica attiva permetterà l’utilizzo di ali più cariche, ma allo stesso tempo la loro incidenza andrà ad agire sul livello di rake.

Hamilton, nel corso del suo secondo run, ha attivato l’aerodinamica attiva, che ha abbassato i due flap superiori. Questo influenzerà sicuramente la gestione del carico in quella zona. Non a caso risulteranno fondamentali anche l’endplate e le prese dei freni anteriori, che potranno reindirizzare il flusso d’aria diretto verso le ruote. Proprio sulla SF-26, come sulla W17, l’endplate presenta un’andatura inclinata verso l’interno, quasi come a voler dirigere l’aria verso la brake duct.
Nell’omonima zona, quindi dei freni anteriori, sulla neo-nata di Maranello è presente una soluzione che riprende (non in senso letterale) un deflettore presente sulla W17. Sempre non dissimilmente dalla vettura progettata a Brackley non manca il doppio tirante del wakeboard (la zona degli ex bargeboards), caratterizzato da un braccio obliquo (che inizia dalla parte alta della scocca) probabilmente per evitare disturbi eccessivi del flusso d’aria diretto sotto al fondo.
Nella stessa zona il wakeboard presenta la struttura “a veneziana” che caratterizzava le vetture pre-2022. I tre profili orizzontali garantiranno del carico locale, in modo da ridurre l’effetto outwash dettato dall’inclinazione del floorboard, convertendolo in upwash. L’obiettivo principale degli aerodinamici resta quello di allontanare il più possibile l’aria sporca generata dalle ruote anteriori dal corpo vettura, sigillando fondo e diffusore.
Assieme all’ala anteriore, questa zona sarà tra le principali aree di sviluppo nel corso della stagione.
F1, Ferrari SF-26: estremizzato il concetto della mouse hole
Le pance della SF-26 seguono una filosofia di compromesso. Da un lato è evidente la volontà di creare dell’undercut anche nella zona posteriore del centro vettura, sigillando il fondo e proteggendolo dall’aria sporca. Persino nella zona anteriore si intravedono soluzioni non totalmente dissimili da quelle utilizzate sulle vetture ad effetto suolo, con la filosofia downwash che resta, per ora, quella di riferimento.
Osservando le vetture dal lato, la forma delle pance della SF-26 non è troppo distante da quella della W17, con delle evidenti differenze nella zona della Coca-Cola; da segnalare che la Ferrari è ancora caratterizzata dai cannoni. A livello di raffreddamento, le due impostazioni sembrano essere piuttosto discostanti: se la SF-26 è caratterizzata da un airscope di ridotte dimensioni, in modo da proteggere i flussi diretti verso il posteriore, la W17 presenta la classica presa tripartita.
Anche il cofano motore mostra delle forme più o meno differenti nelle due vetture. La soluzione presente sulla SF-26 sembra essere di compromesso, ottenendo un’apparente compattezza delle componenti.

Il flusso d’aria che viaggia sopra alle pance dovrà essere gestito nella miglior maniera possibile, dato che poi arriverà nella zona alta del diffusore posteriore. Lo stesso diffusore presenta una soluzione estremamente interessante dal punto di vista tecnico. Dalle immagini si intravede un’esasperazione del concetto di mouse hole. Tramite questa soluzione viene rienergizzato il flusso d’aria diretto verso il bordo dell’estrattore, aiutando a mantenerlo pulito e, quindi, a proteggerlo dal tyre-squirt (turbolenza generata dalle ruote posteriori).
Anche il floorcorner sarà oggetto di molti aggiornamenti, visto che sfruttando al meglio questa zona si può ridurre e deviare il flusso d’aria diretto verso le ruote posteriori. Interessante anche il dettaglio delle alette laterali sull’airscope, assieme alla shark fin seghettata, volta a tenere pulito il flusso d’aria verso l’ala posteriore.
F1, Ferrari SF-26: grande lavoro sui cinematismi anteriori
Passiamo, infine, alle sospensioni, elemento cardine sia a livello meccanico che aerodinamico. La SF-26 monterà un doppio schema push-rod, discostandosi dal pull-rod anteriore del 2025. Come riportato da Rob Marshall ad alcune testate giornalistiche, la scelta tra lo schema a tirante o a puntone è quasi esclusivamente aerodinamica: dal punto di vista meccanico entrambe sono estremamente efficaci, e perciò è più una scelta dettata dal flusso d’aria generato dall’ala anteriore.
La nuova SF-26 monterà una sospensione anteriore di tipo multi-link (come il triangolo superiore della sospensione posteriore Mercedes, che ha anche disallineato il triangolo superiore della sospensione anteriore con un bracket), con i bracci inferiori che avranno gli attacchi al mozzo differenti. La stessa soluzione è presente sulla Haas, come visto d’altronde sulla MCL39.
Ciò comporta sicuramente delle difficoltà aggiuntive nella gestione dei vari parametri, che però possono essere regolati in modo più preciso. Secondo alcuni addetti ai lavori proprio nella sospensione multi-link risiedeva parte del vantaggio della McLaren nel 2025, abile nel sfruttare questa soluzione con dei vantaggi nella gestione degli pneumatici.

Si nota anche un pronunciato anti-dive all’anteriore, con il braccio posteriore del triangolo superiore piuttosto sfalsato. Ormai gli effetti aerodinamici sono considerabili maggiori di quelli meccanici: di fatto i singoli bracci sono dei deviatori di flusso, che dirigono l’aria verso l’entrata del fondo. Concludendo, non esiste un vero ‘vincitore’ tra schema a tirante o a puntone.
Al posteriore la SF-26 presenterà, quindi, ancora uno schema push-rod, con dei vantaggi a livello di messa a punto e di gestione del flusso, compensando il vantaggio di centro di gravità del pull-rod, considerabile marginale.
F1, Ferrari SF-26: test a Barcellona primo tassello di una stagione imprevedibile
Ora la Scuderia si dirigerà a Barcellona. Sulla pista di Montmelò non si parlerà esclusivamente di gestione dell’energia. Saranno molteplici anche i lavori nella messa a punto, con delle regolazioni a livello sospensivo, di altezza da terra e di rake.
Proprio quest’ultimo è fondamentale vista la sua importante sinergia col diffusore. Il fondo posteriore alzato aumenta la porzione di aria che passa sotto al fondo, e che quindi viene estratta dal diffusore. Però, ovviamente, alzando troppo la vettura si ottiene l’esatto effetto opposto, con un brusco distaccamento dei flussi d’aria e una conseguente improvvisa perdita del carico.
Da sottolineare che gli stop sul rettilineo di Fiorano della vettura ogni fine run erano tutti previsti dal programma della giornata.
La Ferrari scenderà in pista martedì 27 gennaio, dando strada libera ai team clienti. Le forme delle vetture saranno in costante aggiornamento, e perciò seguiranno novità. Non mancano degli spunti interessanti anche dalle altre vetture: su tutte Mercedes, o anche Alpine, che ha già svolto lo shakedown della A526 qualche giorno fa.
Crediti Foto: Alessio Garofoli per Formulacritica
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La nuova Ferrari della Formula 1 è molto bella da vedere in ogni sua forma è tecnologica come si vede nelle foto ma ora bisogna vederlo su Circuito è come si vede sicuramente non deluderà imbocca allupo e testate bene il bolide grande Ferrari ” FORZA FERRARI FINO ALLA FINE SEMPRE “.