C’è un fantasma che si aggira tra i server di via Abetone Inferiore, ed è uno spettro che porta il nome di SF-25. Nel mondo iper-curato della Formula 1, dove ogni centimetro di fibra di carbonio è pesato e ogni parola è filtrata dagli uffici stampa, un dettaglio tecnico sul sito della Scuderia Ferrari attira l’attenzione: la pagina ufficiale della Ferrari SF-25 è stata rimossa.
Se provate a digitare l’indirizzo che fino a poche settimane fa ospitava i dettagli tecnici della vettura guidata da Lewis Hamilton e Charles Leclerc, la risposta è un secco redirect alla homepage. Nello specifico, il codice di stato della risposta è ‘301 Moved Permanently’. Tradotto dal linguaggio informatico: la pagina non c’è più, sparita, reindirizzata altrove. Ma la vera domanda non è dove sia finita, ma perché.
Il confronto che scotta: la SF1000 “sopravvive”, la SF-25 no
Quello che rende la vicenda un vero e proprio “giallo” è il confronto con il passato. Se navigate sul portale Ferrari, le pagine dedicate alle vecchie glorie sono ancora lì, al loro posto, ad esempio troviamo serenamente le pagine dedicate alle SF-23 e SF-24 di Leclerc e Sainz, così come quel coito interrotto della F1-75 (<3). Persino la SF1000 del 2020 – una delle vetture più lente, criticate e imbarazzanti dell’intera storia del Cavallino – gode ancora di una sua vetrina ufficiale, con tanto di recap della presentazione in pompa magna al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia.
Perché la Ferrari tiene online il ricordo di una stagione disastrosa come quella del 2020 e decide invece di applicare la “Damnatio Memoriae” proprio alla SF-25? La vettura del 2025 non era forse quella della “Rinascita”? Quella del “Dream Team” con il sette volte campione del mondo? Quella che avrebbe dovuto (almeno secondo gli amici del pranzo di Natale) riportare il mondiale a Maranello?
Di fronte a questo ‘silenzio digitale’, possiamo postulare diverse ipotesi. Un modo per riflettere in queste ore febbrili che ci separano dal lancio della SF-26: cosa sta davvero cercando di dirci Maranello?
L’ipotesi della “Tabula Rasa”: nascondere il passato per vendere il futuro
La teoria più stuzzicante è anche la più spietata: una vera e propria operazione di pulizia d’immagine. Sia chiaro, nessuno sano di mente si aspetta di trovare i segreti della galleria del vento su una pagina web pubblica; sappiamo bene che quelle schede tecniche sono fatte di numeri generici e “fuffa” promozionale. Ma è proprio qui che casca l’asino: forse persino quegli slogan trionfali e quelle promesse di gloria erano diventati troppo imbarazzanti se confrontati con la realtà dei fatti.
Il debutto di Lewis Hamilton in rosso doveva essere l’alba di una nuova era d’oro, ma la SF-25 si è rivelata rapidamente il simbolo di un’occasione sprecata. Una vettura nata male e finita peggio, tormentata da cronici problemi di stabilità al posteriore e condannata da una finestra di utilizzo paragonabile a quella della cella di un monaco di clausura: stretta, punitiva e decisamente poco ospitale per chiunque provasse a spingerla al limite.
A poche ore dalla presentazione della nuova monoposto 2026, la sensazione è che Maranello stia cercando di “resettare” il cervello dei tifosi. Far sparire la SF-25 dai radar serve a creare un vuoto di memoria strategico, nascondendo la polvere di una stagione deludente sotto il tappeto digitale. È la mossa classica di chi vuole far dimenticare i fallimenti recenti per poter vendere meglio il prossimo “nuovo miracolo” in arrivo con il cambio di regolamento.
Il mistero del “301”: un ordine dall’alto?
In informatica, il codice “301 Moved Permanently” non è un errore fortuito o un inciampo del server. Non è come il classico “404 – Pagina non trovata”, che può capitare per un link rotto o una svista. No, il 301 è una direttiva esplicita, una scelta deliberata e configurata manualmente dai responsabili della comunicazione digitale di Maranello. In parole povere: qualcuno ha dato l’ordine di “staccare la spina” alla pagina della SF-25 e ha istruito il server affinché chiunque la cercasse venisse immediatamente dirottato altrove.
Non è una svista, è una strategia. Mentre i competitor come McLaren e Red Bull celebrano le loro monoposto della stagione passata con gallery fotografiche e archivi storici sempre accessibili, la Ferrari sembra aver scelto la via della fuga. Certo, i più pignoli obietteranno che, scavando bene nei meandri del sito, la news dell’archivio dedicata al lancio (“Si alzano i veli sulla SF-25”) è ancora lì. Ma non lasciatevi ingannare: quella è pura burocrazia digitale. È la prova che nemmeno a Maranello hanno ancora inventato il “neutralizzatore” di Men in Black per cancellare la memoria collettiva con un flash.
Non potendo eliminare fisicamente ogni singola traccia dell’esistenza della SF-25 da internet (anche se siamo sicuri che, dopo il trauma di Singapore 2017, qualcuno in Ferrari abbia cercato seriamente su Amazon il gadget di Will Smith), hanno scelto la via del “silenzio selettivo”. Lasciare una vecchia news sepolta nell’archivio ma abbattere il “monumento” principale — ovvero la pagina tecnica ufficiale — è un segnale chiarissimo. La SF-25 viene trattata come quel parente imbarazzante che si preferisce non invitare alle cene di gala: Maranello non può cancellare il passato, ma sta facendo di tutto per smettere di dargli importanza.
Tabula rasa per fare spazio alla SF-26
In definitiva, questo “vuoto di memoria” digitale sembra il preludio perfetto al lancio della SF-26. La strategia è chiara: dimenticare la stabilità precaria del posteriore, dimenticare le squalifiche, soprattutto, dimenticare le promesse non mantenute di un 2025 che doveva essere leggendario.
La Ferrari sta resettando tutto, sperando che i tifosi facciano lo stesso. Ma la domanda resta: basta un redirect 301 per cancellare i dubbi, o la SF-26 erediterà i fantasmi che Maranello sta cercando di nascondere?
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