Il debutto in pista della Ferrari SF-26 è arrivato in condizioni tutt’altro che ideali, ma sufficienti per iniziare a tracciare una prima linea di lavoro. Sul tracciato di Montmeló, bagnato nella prima parte della mattinata, è stato Charles Leclerc a portare al battesimo la nuova monoposto di Maranello, aprendo ufficialmente il capitolo 2026 della Scuderia in un contesto regolamentare profondamente rinnovato.
Sceso dalla vettura, il monegasco ha affidato a Sky Sport F1 le sue prime impressioni, chiarendo subito quale sia l’approccio adottato dal team in questa fase iniziale. “È sempre bello tornare a guidare. Le auto sono molto diverse da quelle che eravamo abituati ad utilizzare in passato. Stiamo cercando di capire e separare ciò che funziona da quello che dovremo sistemare. Ha piovuto nella mattinata, non la situazione migliore del mondo, ma abbiamo comunque svolto il nostro programma”.

Parole che raccontano un lavoro metodico, lontano da qualsiasi ricerca della prestazione assoluta. Un concetto ribadito con forza dallo stesso Leclerc, alla sua ottava stagione in Ferrari, quando sposta l’attenzione sugli aspetti più strettamente funzionali della SF-26. “Non ci stiamo focalizzando sulle prestazioni. Stiamo verificando se i nuovi sistemi funzionano nel modo corretto. Oggi è andato tutto per il meglio e continueremo a portare avanti il programma smarcando le attività che ci siamo prefissati. Forse alla fine dei tre giorni volgeremo uno sguardo più alle performance”.
Il primo run della SF-26, dunque, va letto come un test di affidabilità e comprensione, non come un’indicazione di competitività. La pista umida di Barcellona ha inevitabilmente limitato le possibilità di esplorare il potenziale aerodinamico della vettura, ma ha offerto al tempo stesso un banco di prova utile per valutare il comportamento dei nuovi sistemi in condizioni a bassa aderenza. Da questo punto di vista, il fatto che il programma sia stato completato senza intoppi rappresenta già un segnale incoraggiante per un progetto che nasce sotto il segno della discontinuità tecnica.

Oltre all’analisi interna, Leclerc ammette però di avere già lo sguardo rivolto all’esterno. I test rappresentano anche il primo momento in cui si può iniziare a intuire il livello degli avversari, seppur con tutte le cautele del caso. “Sono curioso di vedere il livello che raggiungerà il confronto quando ci ritroveremo a spingere un po’ di più. Mi auguro saremo il team capace di fare la differenza. Spingeremo al massimo per esserlo. Vogliamo chiaramente riportare la Ferrari in alto e spero che questo sia il nostro anno”.
In sintesi, la mattinata bagnata di Montmeló non consegna verdetti, ma offre spunti. La SF-26 ha iniziato il suo percorso senza problemi evidenti. E questo è un bene. Leclerc, dal canto suo, ha potuto prendere confidenza con una monoposto profondamente diversa dal passato e la Ferrari ha potuto confermare la solidità del proprio piano di lavoro. Le prestazioni verranno dopo. Per ora, l’obiettivo è chiaro: capire, separare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, e costruire le fondamenta della stagione.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP
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