Vi sveliamo in esclusiva com’è davvero andata la Ferrari SF-25 dotata della nuova sospensione posteriore che dovrebbe correggere i mali della vettura e forse anche del mondo. Lo sanno solo loro! E non mi riferisco mica a chi sciorina dati e definisce dettagli. Macché, alludo proprio agli ingegneri di Maranello e ai piloti che hanno testato un componente per pochi giri (perché 200 km sono uno sputo) e dovendo di tanto in tanto dribblare i mezzi per le riprese visto che si trattava di un filming day. So che vi abbiamo delusi, gentili lettrici e stimati lettori, ma di riempirvi la testa di fesserie non ci andava. È la nostra linea editoriale, è il nostro spirito guida: informare quando è possibile, ricostruire se ci sono solidi elementi probatori su cui creare analisi tecniche o valutazioni logico-deduttive. In questo caso non c’è nulla su cui appoggiare una disamina coerente e credibile.

Il retrotreno della Ferrari SF-25

Ferrari SF-25 con la nuova sospensione: cosa sappiamo

L’ovvio. Ossia che al mattino ha girato Charles Leclerc e che al pomeriggio il volante è stato ceduto a Lewis Hamilton. Le operazioni si sono svolte sotto lo sguardo attento di Loic Serra che alla progettazione dell’elemento meccanico ha messo mano in prima persona. A guardare l’operato dell’ex Mercedes c’era anche Fred Vasseur che si sta giocando la riconferma a Maranello provando a tenere lontano lo spettro di Christian Horner che si è liberato - anzi è stato liberato con un bel calcio nel sedere - dalla Red Bull. Oltre a questo si è visto poco, molto poco. Foto sgranate fatte con mezzi di fortuna e da postazioni sbilenche. Dovrebbero essere cambiati, ovviamente, i punti di attacco del braccio anteriore del triangolo superiore alla scatola del cambio. Ma c’è poco da congetturare perché non vi sono fotografie chiare, né video degni di nota. La Ferrari, sui social, ha pubblicato qualcosa, ma si è ben guardata di mostrare la "parte incriminata". E qui si viene al solito sport nazionale: lo scoop forzato e l’alimentazione del sistema delle speranze. C’è chi ha parlato di qualche decimo guadagnato, altri che hanno alluso a una vettura che operava più radente al suolo, come se al Mugello la SF-25 “standard” ci girasse tutti i giorni tanto da avere l'occhio allenato. Altri ancora hanno giurato di aver saputo dalla solita gola profonda non identificabile né identificata che le telemetrie giustificano un certo ottimismo.
La Ferrari SF-25, con Charles Leclerc alla guida, durante il test di presentazione a Fiorano
La verità, amiche e amici, è che fino a giovedì prossimo, giorno delle verifiche tecniche che precedono il weekend (sprint) di Spa-Francorchamps, non vedremo un bel nulla. E, peggio ancora, prima di venerdì, quando la monoposto modificata scenderà in pista tra le iconiche curve che fendono i boschi delle Ardenne, non sapremo un bel niente di quali sono stati i riscontri effettivi scaturiti da un’innovazione che, questo possiamo dirlo, non è né deve essere considerata rivoluzionaria. Vivete sereni, dormite tranquilli e godetevi il mare (per chi, ovviamente, può farlo): c’è poco di cui dibattere, c’è poco da vedere, c'è poco di cui leggere tra siti che propinano più o meno gratis (sic!) analisi tecniche che si reggono sulle sensazioni e sulla necessità di vendere il prodotto a chi ha fame di dettagli che non possono esservi per tutto ciò che si è provato a spiegare in questo scritto.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP Seguici sul nostro canale YouTube: clicca qui

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