Nel pieno della fase di avvicinamento alla stagione 2026 di Formula 1, il tema delle nuove power unit è diventato uno dei primi terreni di scontro tecnico e politico del nuovo ciclo regolamentare. Un contesto nel quale la posizione di Ferrari – e dei team clienti che ne utilizzeranno il motore – assume un peso rilevante.
Cadillac e Haas, entrambe sfruttanti i servigi della casa di Maranello, affronteranno il nuovo regolamento con la power unit italiana. Per Cadillac, nuovo costruttore al via della Formula 1, la scorsa settimana ha rappresentato un momento simbolico: la prima uscita in pista della vettura 2026, un passaggio fondamentale per validare concetti e integrazione meccanica in vista dell’esordio ufficiale che avverrà al Gran Premio d’Australia, in programma dall’8 marzo: leggi il calendario completo del 2026.

F1 2026: la stagione inizia con la controversia del rapporto di compressione
Alla vigilia dell’inizio della stagione, è fatto ormai noto, si è aperta una controversia tecnica legata all’interpretazione di uno dei vincoli chiave del nuovo regolamento motori: il limite al rapporto di compressione, fissato a un massimo di 16:1. Un parametro centrale perché direttamente connesso all’efficienza termica e quindi alla prestazione complessiva della power unit.
Secondo quanto emerso nel paddock, Mercedes – che fornisce motori a quattro delle undici squadre iscritte – avrebbe individuato una soluzione tecnica in grado di rispettare il limite regolamentare durante le verifiche statiche, salvo poi raggiungere valori più elevati (18:1) nelle fasi di funzionamento in pista non soggette a controllo diretto. Un’interpretazione sofisticata, che si muove in una zona grigia del regolamento e che ha inevitabilmente acceso il dibattito.
In questo scenario, Ferrari, Audi e Honda avrebbero invece scelto una strada più conservativa, rinunciando a soluzioni che consentano una variazione del rapporto di compressione in condizioni dinamiche. Una scelta che potrebbe avere implicazioni prestazionali, ma che garantisce una piena aderenza letterale al testo normativo.

PU Ferrari conservativa? La conferma di Lowdon
A ribadirlo con chiarezza è stato Graeme Lowdon, team principal del gruppo controllato da General Motors, intervenuto ai microfoni di Sky Sports News. Alla domanda su un possibile svantaggio competitivo, Lowdon ha risposto senza esitazioni: “Quello di cui sono molto fiducioso e felice è che abbiamo un motore completamente legale“.
Il dirigente è poi entrato nel merito del testo normativo, chiarendo il punto centrale della questione: “Con questi motori, la combustione non è consentita con un rapporto di compressione superiore a 16:1. Senza entrare in troppi dettagli, sappiamo che la Ferrari ha seguito completamente le regole sotto questo aspetto. Questo ci dà molta fiducia“.
Una dichiarazione che non è soltanto una difesa del fornitore, ma anche una presa di posizione tecnica e politica. In un contesto in cui l’interpretazione delle norme rischia di diventare un fattore discriminante già nei primi mesi del nuovo ciclo, Cadillac rivendica una scelta di campo chiara, fondata sulla certezza regolamentare piuttosto che sulla ricerca del limite.
Lowdon ha poi sottolineato come il rapporto con Ferrari vada oltre il semplice aspetto normativo: “In termini di prestazioni, lavoriamo e supportiamo il nostro partner motoristico al massimo possibile. Siamo molto soddisfatti della relazione“.
Infine, una stoccata indiretta ai concorrenti, che fotografa bene il clima che accompagna il debutto delle nuove unità motrici: “Non posso davvero parlare delle power unit degli altri o di come abbiano interpretato il regolamento. Ma per me è estremamente chiaro, è tutto scritto nero su bianco“.

Il tema del rapporto di compressione è destinato a diventare uno dei primi banchi di prova della FIA nel nuovo corso tecnico della Formula 1. La capacità – o la volontà – di intervenire rapidamente per chiarire le interpretazioni potrebbe avere un impatto diretto sull’equilibrio competitivo del campionato. Nel frattempo, Ferrari e i suoi team clienti scelgono la strada della conformità piena, accettando il rischio di un eventuale svantaggio iniziale pur di evitare zone d’ombra regolamentari.
In un’era che promette di riscrivere i fondamenti tecnici della Formula 1, anche questo approccio rappresenta una dichiarazione d’intenti. E il 2026, ancora prima di iniziare, ha già acceso il suo primo vero confronto tecnico.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP, Cadillac
Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui





