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Home Editoriali

Ferrari e i dubbi di (e su) Hamilton in chiave 2026

Il sette volte iridato ha per ora perso la sfida con il Cavallino Rampante. Una dinamica che può pesare anche sul 2026

Diego Catalano by Diego Catalano
27 Novembre 2025
in Editoriali, News
Tempo di lettura: 4 minuti
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Lewis Hamilton, Scuderia Ferrari HP

Lewis Hamilton, Scuderia Ferrari HP

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Jacques Villeneuve non è mai banale quando si esprime. Le sue parole offrono uno spaccato utile, perché descrive con lucidità una dinamica interna che in Ferrari era intuibile da settimane ma che ora assume contorni più definiti. Il campione del mondo 1997 non si limita a commentare il momento difficile (lungo, apparentemente interminabile) di Lewis Hamilton: ne indaga le radici psicologiche e, soprattutto, le inevitabili conseguenze tecniche e politiche in vista del 2026, l’anno in cui la Formula 1 cambierà identità regolamentare. Villeneuve non è tenero, ma l’analisi è lucida.

Lewis Hamilton F1
Lewis Hamilton si prepara a entrare dentro l’abitacolo

Hamilton – Ferrari: i punti critici

Il punto centrale è lo scetticismo crescente di Hamilton, che secondo Villeneuve sarebbe percepibile “nel tipo di commenti riguardo al 2026“, una sorta di dubbio di fondo sulla capacità del progetto Ferrari di offrirgli una piattaforma vincente con l’avvento del nuovo ciclo tecnico. A questa dimensione si somma l’elemento in assoluto più destabilizzante: il confronto diretto con Charles Leclerc.

Villeneuve lo sintetizza così: “Inizi a guardarti allo specchio e pensare ‘Perché vengo battuto dal mio compagno di squadra?’… Inizi a dubitare di tutto. Questo rende molto difficile guidare al meglio”. È un passaggio chiave, perché coglie una fragilità competitiva che non riguarda la tecnica, ma il modo in cui un sette volte campione vive il cambio di ecosistema.

Secondo l’ex pilota della Williams, Lewis avrebbe “lavorato duramente per cambiare il modo di lavorare della squadra”, trovando inizialmente segnali incoraggianti, ma ora apparirebbe “stanco”. Questo è un dettaglio tutt’altro che secondario: chi conosce la Ferrari sa quanto un processo di adattamento culturale richieda continuità, energia e capitale politico interno. Se Hamilton si sente affaticato dalla dinamica, il suo impatto sulla struttura rischia di rallentare proprio quando la squadra dovrebbe imboccare la dirittura verso la vettura 2026.

Ferrari
Lewis Hamilton e Charles Leclerc, Scuderia Ferrari HP

Villeneuve affronta poi un altro nodo che spesso passa sotto traccia: il significato reale delle recenti dichiarazioni del pilota inglese. Non una critica aperta alla vettura – “non dice ‘La macchina fa schifo e io sono bravo’” – bensì un messaggio più sfumato, un’ammissione di attraversare un periodo complicato e di non avere risposte chiare. È un passaggio che illustra un Hamilton in modalità introspettiva, quasi disorientato da un insieme di variabili tecniche e umane che non riesce ancora a padroneggiare.

In questo quadro, la crescita di Leclerc pesa come una forza gravitazionale. Villeneuve lo spiega con pragmatismo: “Il suo compagno di squadra è stato veloce e la reazione nel vedere Leclerc batterlo dovrebbe essere quella di lavorare più duramente… anche perché adesso l’equilibrio si è spostato su Leclerc. Le squadre gravitano sempre verso chi è davanti”.

È il cuore della vicenda. In un team come Ferrari, dove l’inerzia interna tende naturalmente a orientarsi verso chi offre maggiori garanzie immediate, perdere terreno significa perdere influenza. E questo, nell’anno che precede il più grande cambio regolamentare dell’era moderna, può avere conseguenze che vanno ben oltre i risultati nell’immediato.

Hamilton – Ferrari: il rischio di un 2026 in sordina

Che cosa implica tutto ciò per il 2026? Innanzitutto, che Hamilton non può permettersi di arrivare all’inverno in posizione di debolezza interna. Il progetto della vettura di nuova generazione è già in fase di definizione strutturale: architetture aerodinamiche, layout della power unit, filosofia del telaio e mappature energetiche stanno venendo stabilizzate proprio in queste settimane visto che a fine gennaio sarà già tempo di test in quel di Barcellona. Un pilota che perde spinta politica rischia di vedere diminuire la propria influenza sulle scelte progettuali. Ed è qui che le parole di Villeneuve assumono una dimensione eloquente.

Il figlio d’arte sostiene che Hamilton “[…] speri davvero che le nuove regole siano adatte a lui e alla macchina”. Una speranza che rivela una posizione difensiva: più che guidare il processo, il britannico sembra attendere che il cambiamento giochi a suo favore. Ma le rivoluzioni regolamentari non premiano la passività; premiano le organizzazioni che arrivano con una chiara gerarchia interna, un progetto coerente e una leadership tecnica e sportiva ben definita.

Ferrari
Stretta di mano tra il presidente della Ferrari, John Elkann, e Lewis Hamilton

Per Hamilton, dunque, la missione non è soltanto tornare a battere Leclerc in pista. È riconquistare centralità in una fase in cui ogni input dato agli ingegneri può influire sul DNA della vettura 2026. Il rischio, altrimenti, è trovarsi in un sistema tecnico modellato principalmente sulle esigenze del monegasco, con un margine di adattamento più stretto per chi proviene da un ambiente – la Mercedes – che negli anni ha costruito le monoposto attorno allo stile di guida e alle esigenze dinamiche del suo pilota di punta.

Villeneuve, con la sua freddezza analitica, coglie un elemento essenziale: l’inerzia psicologica e politica può diventare il più grande ostacolo nella fase più delicata del progetto Ferrari degli ultimi dieci anni. E, se Hamilton non ribalterà le tendenze già all’inizio del prossimo campionato, rischia di vedere il 2026 trasformarsi non nella grande occasione della rinascita, ma in un anno in cui recuperare terreno su una vettura concepita senza una reale guida tecnica condivisa.

Il Cavallino Rampante ha bisogno di stabilità, di una leadership duale forte e coordinata, non di una polarizzazione interna. Hamilton deve ritrovare energia, ritmo e lucidità competitiva. Leclerc deve continuare a performare senza trasformare la fisiologica gerarchia tecnica in una frattura politica. Ma, soprattutto, serve una direzione tecnica che rimanga sorda alle oscillazioni emotive e focalizzata sull’unico obiettivo che conta: costruire una monoposto da titolo nell’anno zero delle nuove regole.

Le parole di Villeneuve non vanno lette come una critica fine sorda, ma come un monito: il tempo per riordinare le gerarchie è ora, perché quando il 2026 prenderà forma, sarà troppo tardi per rientrare nella stanza dei bottoni.


Crediti foto: Scuderia Ferrari HP

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Tags: F1F1 2026FerrariLewis HamiltonNews
Diego Catalano

Diego Catalano

Partenopeo Classe 1977 con formazione nell’ambito delle Relazioni Internazionali. La passione per il motorsport nasce sin dalla prima adolescenza. Proprio questa forte pulsione mi ha portato, negli anni, a volermi cimentare con la narrazione di ciò che circonda la Formula Uno. Ho fatto parte, come fondatore, di diversi progetti editoriali a tema: MotorQube, Fatti di Motori, Undici Metri; esperienze chiusesi ma che mi hanno permesso di approdare in FormulaUnoAnalisiTecnica. Realtà nella quale, per cinque anni, ho ricoperto il ruolo di caporedattore e coordinatore. Nel gennaio del 2024 ho deciso di rimettermi in gioco creando Formulacritica.it, un contenitore plasmato sulle mie necessità espressive che ho voluto impostare su un modo di raccontare il motorsport diverso, votato all’analisi concettuale del fenomeno. In parallelo curo un altro figlio editoriale: PuntoNapoli. A tempo perso pesto sui tamburi e sui piatti di una batteria e provo a dare del tu a un paio di bassi elettrici. Con risultati rivedibili. La musica e il prog-rock sono un’altra ragione di vita. Ne parlo su No Limits Radio nello spazio denominato "Blog To The Edge" del quale esistono proiezioni sui principali social network e su YouTube.

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Comments 2

  1. Gianfranco Biciocchi says:
    6 ore ago

    Ottimo articolo! Ben descritto l’ambiente Ferrari per un 2026 competitivo nel rispetto delle nuove regole!

    Rispondi
  2. Gianfranco Biciocchi says:
    6 ore ago

    Ottimo articolo! Ben descritto l’ambiente Ferrari per un 2026 competitivo nel rispetto delle nuove regole!

    Rispondi

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