Dopo una pausa di una settimana, la Formula 1 fa tappa in Sud America per il Gran Premio di San Paolo, uno degli appuntamenti più tecnicamente impegnativi della stagione (leggi l’anteprima). Interlagos, con la sua combinazione di curve veloci e lente, salite e discese improvvise, rappresenta una prova di abilità per piloti e per ingegneri.
Quest’anno, a differenza delle ultime edizioni, il Gran Premio brasiliano non conclude il trittico americano, ma inaugura un finale di stagione intenso, con quattro gare in cinque settimane che potrebbero ridisegnare la classifica Costruttori (alle spalle della già vincente McLaren) e Piloti.

Mercedes vs Ferrari: è lotta aperta per la seconda piazza
La battaglia per la seconda posizione tra le scuderie è più accesa che mai. “Mancano quattro gare. Ora c’è solo un punto che separa noi e la Ferrari, con la Red Bull a soli nove punti di distanza”, ha dichiarato Toto Wolff. Nonostante alcune difficoltà nei weekend precedenti, il team della Stella a Tre Punte rimane concentrato sull’obiettivo: massimizzare ogni opportunità per riagguantare e poi consolidare la seconda piazza prima dell’arrivo dei nuovi regolamenti del 2026 che rivoluzioneranno completamente gli equilibri tecnici della categoria.
Interlagos è celebre per la sua natura imprevedibile. La superficie sconnessa e le variazioni altimetriche mettono alla prova le sospensioni e l’aerodinamica, mentre una combinazione di curve veloci, chicane e pieghe ad alta percorrenza richiede precisione assoluta in frenata e in inserimento. La gestione delle gomme, in particolare, diventa l’elemento chiave dell’intero weekend che, è bene ricordarlo, sarà caratterizzato dalla Sprint Race. Poco tempo per definire i setup in un contesto in cui le alte temperature dell’asfalto brasiliano, unite al degrado naturale degli pneumatici, costringono i team a bilanciare performance e durata. Insomma, il tema classico della Formula 1 contemporanea portato agli estremi.
A complicare ulteriormente il weekend, c’è il meteo brasiliano che è storicamente imprevedibile. Piogge improvvise possono trasformare il tracciato in un autentico campo di battaglia, obbligando le squadre a rapide modifiche strategiche e i piloti a un adattamento immediato del loro approccio di guida. Ogni errore può essere pagato a caro prezzo, rendendo Interlagos uno dei circuiti più “punitivi” del calendario.

Il fine settimana, come già sottolineato, sarà segnato dalla penultima Sprint dell’anno, un formato che riduce al minimo le possibilità di errore e premia chi sa sfruttare ogni sessione per raccogliere punti preziosi. “Ogni evento sarà vitale nella battaglia per il secondo posto nella classifica Costruttori – spiega Wolff – e, mentre il nostro vantaggio sui rivali è diminuito ad Austin e in Messico, possiamo contrattaccare in Brasile”.
La Sprint, infatti, non solo assegna punti aggiuntivi, ma condiziona anche la strategia della gara principale, rendendo le qualifiche ancora più decisive e la gestione delle gomme più complessa. E in Mercedes sono persuasi di sfruttare a proprio vantaggio il format speciale per aprire il gap su un Ferrari in grande crescita nelle ultime uscite.
Dal punto di vista tecnico, il tracciato di Interlagos richiede un setup estremamente bilanciato: le monoposto devono essere veloci in percorrenza di curva senza sacrificare la stabilità in frenata e sui cambi di direzione che, come accade nella Esse di Senna, sono anche caratterizzati da pendenza variabile. La pressione sul telaio e sulle sospensioni è costante, e le regolazioni aerodinamiche devono trovare un compromesso tra carico e resistenza, soprattutto in un circuito dove le staccate violente e i curvoni veloci si alternano a sezioni più lente e guidate che connotano il T2.

Per le scuderie che inseguono la seconda piazza, Mercedes, Ferrari e Red Bull in agguato, non c’è più margine d’errore. L’impianto paulista non perdona leggerezze e chi riuscirà a interpretare al meglio il tracciato potrà fare la differenza in una stagione in cui il margine tra il successo e l’insuccesso è ormai minimo. Il lavoro svolto in fabbrica sarà determinante per accumulare vantaggio sin da subito considerando che c’è solo un turno di libere da utilizzare.
L’obiettivo del gruppo anglotedesco è chiaro: partire con il piede giusto fin dal venerdì, sfruttare al massimo ogni sessione e tornare davanti ai rivali diretti di Maranello. Con quattro gare decisive in cinque settimane, due sprint race e un tracciato così tecnico e imprevedibile -quello intitolato a Carlos Pace – il Gran Premio di San Paolo potrebbe segnare un punto nodale di questa fase conclusiva della stagione.
Crediti foto: Mercedes-AMG Petronas F1 Team, Scuderia Ferrari HP
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