“Anonima” è l’aggettivo che più si addice alla gara sprint della Ferrari per il GP del Qatar. Diciannove sono stati i giri in cui non è successo assolutamente nulla e che anticipano – forse – quella che sarà la giornata domenicale. Per quel che riguarda il team di Maranello, Charles Leclerc è partito nono ma al via scala in tredicesima posizione. Lewis Hamilton, Invece, partito dalla pit-lane, porta la sua SF-25 in P17.
le considerazioni finali sono in merito alla restante parte del weekend di gara, sicuramente in linea con quanto visto nella race veloce. La monoposto ha presentato un assetto errato, che non risponde ai comandi dei piloti né tanto meno coerenti con le caratteristiche del circuito di Lusail.
Ne sono una prova anche i team radio dei piloti al termine della sessione. “Non so come abbiamo fatto a peggiorare la macchina rispetto a ieri”, ha detto Hamilton, mentre “dobbiamo analizzare la situazione perché al primo giro ho pensato di metterla contro il muro”, le parole di Leclerc.
GP Qatar, Leclerc: “Non capisco cosa sia successo“
Quanto detto da Charles Leclerc trova conferma anche nelle dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Sky Sport F1. Il monegasco, senza mezzi termini, ha fatto capire che la monoposto non c’è, non va. “Oggi è stato… non capisco cosa sia successo” ha esordito il #16 della Ferrari, che come al solito non riesce a spiegare e a spiegarsi i limiti della vettura.
“Pensavo che c’era un problema al posteriore della macchina, ma sicuramente si è rotto qualcosa nella parte anteriore”, ha aggiunto poco dopo. Una situazione che non ha permesso al monegasco di essere in condizioni di attacco in quanto lo scopo, nei primi giri, era tenere la macchina in pista.
Sarà curioso quindi il comportamento della vettura in qualifica e nella gara di domenica, ma non sembrano esserci margini di miglioramento. L’ingegnere di pista di Leclerc dice di aver raccolto dati preziosi nei pochi giri di gara e vedremo come saranno impiegati nelle prossime due sessioni.

GP Qatar, Hamilton: “Vorrei essere altrove“
E Lewis Hamilton? Oramai non sa più cosa dire, non sa più come raccontare quelle che sono le sue prestazioni. Lo si osserva sia al giovedì con i media, sia al termine delle sessioni di gara. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport F1, racconta che preferirebbe essere al mare, in montagna o ancora su una tavola di surf.
“Non vedo di terminare l’annata e tornare dalla mia famiglia”, ha aggiunto poco dopo, a dimostrazione di quanto la stanchezza accumulata, frutto dei risultati deludenti, sia ormai all’apice. Si dice ancora una volta “dispiaciuto per i risultati deludenti, in quanto gli uomini in pista e in fabbrica non meritano tale risultato per il lavoro svolto”.
Però è un pilota che non vuole mollare, che vuole continuare ad essere d’aiuto ai suoi ingegneri, ai suoi meccanici. Ha raccontato che ha un pensiero fisso, ossia quello di proporre soluzioni ai fini del miglioramento della vettura.
Non ha dormito stanotte, dice, tormentato dalle mancate soluzioni da proporre al team. Anche nel momento in cui sta rilasciando l’intervista, dice di essere costantemente concentrato su quali ambiti migliorare suggerire agli uomini della rossa, in vista delle sessioni ancora da disputare.
GP Qatar: il weekend Ferrari è già scritto?
Al momento però, le risposte mancano. Restano i pensieri, le ossessioni. Restano quelle soluzioni “provvisorie” che non portano ai risultati attesi. Non assisteremo a grandi cambiamenti in vista della qualifica e della gara.
Il circuito inoltre non aiuta. Un tracciato tecnico, che non permette grandi manovre. Inoltre, se aggiungiamo il mancato feeling dei piloti Ferrari con la SF-25, gli assetti sbagliati e le mancate possibilità di poter attaccare, le risposte a che cosa assisteremo vengono da sé.
Crediti foto: Scuderia Ferrari
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