Negli ultimi vent’anni la Formula 1 ha modificato in profondità il proprio baricentro decisionale. Non solo sul piano tecnico, ma anche a livello di gestione interna delle scuderie. La figura del team principal, storicamente legata a competenze manageriali, relazionali e politiche, si è progressivamente trasformata in un ruolo che richiede un’alfabetizzazione ingegneristica. Non necessariamente per esercitare in prima persona la direzione tecnica, ma per comprenderne le dinamiche, orientarne le priorità e tradurle in risultati sportivi.
A spiegare questo passaggio è Phil Charles, tecnico di lungo corso, già race engineer di Nelson Piquet Jr. in Renault e direttore tecnico della Toro Rosso negli anni di Carlos Sainz e Max Verstappen. Intervistato da SoyMotor.com a margine dell’ePrix di San Paolo, Charles fotografa una tendenza che oggi appare evidente nel paddock.

“C’è una certa tendenza. Ayao Komatsu, lavoravo con lui alla Renault, Steve Nielsen, lo conosco dalla Toro Rosso, quindi si vede molte persone nel mio gruppo diventare team manager“, ha spiegato Charles. Un’osservazione che non nasce da una lettura astratta del sistema, ma da un’esperienza diretta: ingegneri formatisi negli anni Duemila che oggi occupano ruoli apicali, portando con sé un bagaglio tecnico che influenza il modo stesso di gestire una squadra.
Secondo Charles, non si tratta di una coincidenza né di una moda passeggera. “Non è un caso e sicuramente abbiamo vetture da corsa più complesse rispetto a 20 anni fa, e c’è molto da guadagnare grazie a una grande leadership tecnica nei team“. La complessità regolamentare e progettuale delle monoposto moderne, accentuata dall’era ibrida e dalla convergenza sempre più stretta tra aerodinamica, power unit, software e simulazione, ha reso insufficiente una leadership puramente amministrativa.
Charles precisa però un punto centrale, che chiarisce l’equivoco più frequente su questo tema: “Non significa che in quella posizione debbano svolgere la leadership tecnica e le altre responsabilità che richiede, ma senza dubbio è utile essere molto forti dal punto di vista tecnico“. Il team principal non deve essere il direttore tecnico, né sostituirsi alle strutture ingegneristiche, ma deve possedere gli strumenti culturali per valutare, indirizzare e mediare decisioni che oggi hanno un peso tecnico determinante.

Il concetto si estende anche oltre la Formula 1, coinvolgendo categorie come la Formula E, dove l’impatto del pacchetto tecnico è altrettanto decisivo. “Le gare in Formula E e Formula 1 sono vinte da piloti molto forti con un pacchetto tecnico solido e se riesci a mettere insieme tutto questo, è fantastico“. In questo quadro, la leadership non può prescindere dalla comprensione del prodotto, perché il margine competitivo si gioca su dettagli sempre più fini.
Charles inserisce questa evoluzione anche in una prospettiva storica. “Per natura, non mi sorprende, queste cose sono una priorità alta. Forse nella prima parte della mia carriera c’erano priorità diverse e se guardi le auto ora, i dettagli tecnici sono molto importanti“. La Formula 1 degli anni Novanta e dei primi Duemila lasciava maggior spazio a dinamiche politiche, a interpretazioni regolamentari più elastiche e a una gestione del team meno integrata sul piano tecnico. Oggi quel modello è diventato inefficiente.
Il riferimento allo sviluppo della power unit è particolarmente significativo. “Da parte nostra, lo sviluppo del gruppo motopropulsore è enorme, se lo fai bene, ti distingui“. La capacità di comprendere e valorizzare il lavoro tecnico diventa una competenza dirimente anche per chi guida l’organizzazione.
Charles chiude con una riflessione che suona come una legittimazione definitiva di questo cambio di paradigma. “È una riflessione interessante, non è folle e sono molto felice di vedere persone con cui ho lavorato in passato in quei ruoli. Conferma che sia in Formula 1 che in Formula E ci sono persone con molte competenze tecniche“. La Formula 1 contemporanea non ha semplicemente bisogno di amministratori efficienti, ma di leader in grado di parlare il linguaggio della tecnica, comprendendone priorità, limiti e opportunità.
In questo senso, l’evoluzione del team principal da figura prevalentemente gestionale a profilo ingegneristico non rappresenta una rottura con il passato, ma una risposta strutturale alla trasformazione stessa della Formula 1. Una categoria in cui il progetto è diventato sistema e la leadership, inevitabilmente, deve saperlo governare dall’interno.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP, Haas
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